19 | 11 | 2018

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Consiglieri comunali fuori sede... perché?

A proposito di spending review e di costi della politica, vi è da registrare una preoccupante comunione d'intenti tra chi, da sempre, vorrebbe ridurre il peso delle assemblee rappresentative, così da avere le mani libere, e gli umori popolari che, di questi tempi di nominati, sono comprensibilmente preda da sentimenti di vendetta nei confronti della politica.
In questo senso, ad esempio, il referendum contro le indennità di diaria promosso dall'Unione Popolare. La sostanza del quesito è molto chiara: per i parlamentari che vivono a Roma non cambierebbe nulla, per tutti gli altri "affari loro" per le spese che dovranno sostenere per soggiornare a Roma.
Insomma, un quesito quanto mai bizzarro, discriminatorio, e che sottende ad un'idea della politica riservata a pochi "eletti".
Parlando di rimborsi spese, però, vi sono alcune situazioni per nulla trasparenti e che meriterebbero molta più attenzione da parte di tutti.

Tra queste le migliaia di euro di rimborsi per le spese di viaggio sostenute dai consiglieri comunali residenti, però, in un altro Comune.
A Roma, ad esempio, oltre 53.000 euro nel 2010 e nel 2011 per soli tre consiglieri del X Municipio; richieste per oltre 23.000 euro l'anno per gli spostamenti di un consigliere dal Molise al IV Municipio; per non parlare dei 5.600 euro necessari per spostarsi dalla relativamente vicina Anzio al III Municipio (http://www.paesesera.it/Politica/Municipi-rimborsi-ai-consiglieri-Comune-dubbi-sulle-ricevute).
Visti, pertanto, questi costi, la domanda sorge spontanea: ma per quale motivo una persona che vive prevalentemente a Siena o a Roseto degli Abruzzi, ma anche in cittadine o paesi più vicini, dovrebbe essere scelta per fare il consigliere comunale o il consigliere municipale a Roma? Oltre tre milioni di residenti, e per selezionare dei candidati, le forze politiche dove te li vanno a scovare, in Toscana o in Molise?
Certo, anche gli elettori fanno la loro parte: votano. Gli va però riconosciuta l'attenuante che si tratta di aspetti che neanche conoscono e che le forze politiche si guardano bene dal pubblicizzare. Figuriamoci se qualcuno ti avvisa che votando un candidato residente in un altro Comune, poi ci saranno da pagare migliaia di euro di rimborsi che potrebbero essere invece utilizzati per migliorare i servizi.
Alle prossime elezioni comunali sarà quindi il caso di fare più attenzione, con tanto di lista di nomi e cognomi, tenendo conto delle conseguenze della scelta.
Poche informazioni ma sicuramente utili: "Se verranno eletti Tizio o Caio è bene sapere che poi si dovranno sopportare migliaia di euro di spese per i rimborsi. Può valerne la pena?"