21 | 09 | 2018

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Tagli ai costi della politica: il poco che non risolve, distrae e rende belli

boldrini-mensaE bravi i nuovi Presidenti delle Camere: soltanto poche ore e già si respira un'aria nuova.
La Boldrini prima va a mangiare alla mensa dei dipendenti della Camera, poi in serata, insieme al collega Grasso, annuncia la riduzione del 30% dello stipendio.
Il Popolo, da sempre vilipeso e offeso dai privilegi della Casta, può finalmente guardare con più fiducia al futuro.
Ed è solo l'inizio della rivoluzione, perché Beppe Grillo, colui che l'ha innescata, lo ha già detto: quanto fatto dai due Presidenti non basta.
La riduzione dello stipendio deve essere del 50% e deve valere per tutti i parlamentari; ma non solo: tutti i partiti debbono rinunziare ai rimborsi elettorali.
Tanti, tantissimi soldi che oggi escono dalle tasche dei cittadini.
 
Una volta quindi tagliati questi costi della politica, potremmo addirittura beneficiare di una riduzione delle tasse per una cifra corrispondente al risparmio di spesa effettuato.
Allora sì che si potrà dire "operazione compiuta".
E dato che non si parla d'altro da mesi, si tratterà, sicuramente, di una bella somma in grado di portare un po' di sollievo per le tasche di chi, tra IMU, riforma delle pensioni, aumenti della benzina e quant'altro, decine e decine di miliardi, fa sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese.
Vediamo: il rimborso delle spese elettorali fa circa 70 milioni di euro l'anno; a questi c'è da aggiungere la riduzione degli stipendi dei parlamentari, 6.283 euro lordi al mese, secondo quanto praticato dagli eletti 5 Stelle, che moltiplicato per 12 mesi e per 640+315 eletti fa un totale di 72 milioni euro.
Totale dei totali: 142 milioni di euro.
Dividendo questo discreto gruzzolo per 41 milioni di contribuenti, avremo quindi una riduzione di tasse corrispondente a circa 3,4 euro per ogni contribuente.
3,4 euro?
No, scusate, da mesi e mesi tutto questo "can can" della riduzione dei costi della politica, una questione seria e sacrosanta, non c'è dubbio, ma che di fatto ha contribuito e continua a contribuire all'oscuramento su quanto invece ci è costato molto di più, dal massacro delle pensioni all'abolizione dell'art. 18, passando per la ghigliottina permanente dell'introduzione del vincolo di bilancio in Costituzione, e l'IMU, e il finto taglio dell'IMU per altri, ecc. ecc. ecc. ... ecco, tutto questo "can can" per coprire, si è no, le spese di un pieno al prossimo aumento della benzina? 3,4 euro?
Ma che se li tengano pure e di corsa a fare qualcosa di serio, altro che l'elemosina.
 
Ma il problema vero è che non se li terranno, anzi. Visto che, come dimostra la piccola sortita dei due Presidenti delle Camere, in termini di opinione pubblica oggi è quello che funziona meglio, molto meglio inseguire Grillo nella sua campagna elettorale permanente.
Per un Parlamento che non ha soluzioni da proporre per i problemi veri, questa guerra santa sui costi della politica è di fatto arrivata come la manna dal cielo.
Ma vuoi mettere la differenza?
Meglio discutere dei 3,4 euro a contribuente da risparmiare, o correggere da subito le riforme Fornero su pensioni e mercato del lavoro?
Meglio restituire 3,4 euro o cancellare la riforma costituzionale che ha introdotto il vincolo di bilancio in Costituzione?
Meglio altri 1-2 euro dall'abolizione delle Province (forse, perché i conti veri, che nessuno ha fatto, potrebbero pure finire in rosso), o una sanità ed una scuola pubblica che funzionino veramente?
No, molto meglio farsi belli con pochi euro, perché per le altre cose, quelle serie, quelle che pesano decine e decine di miliardi di euro, serve un Parlamento vero.
E per essere sicuri che questo Parlamento vero non ci scappi neanche per il futuro, vai anche con un bel taglio del numero dei parlamentari, che così si beccano più piccioni con una fava: altro taglio dei costi e quindi altra bella figura; i capi bastone avranno finalmente vita più facile; e molti più elettori scopriranno, dopo, di non avere più alcuna speranza di essere rappresentati.
Come dire, contenti noi ...

Franco Ragusa