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La lunga mano del referendum elettorale: attenzione alle forme di condizionamento improprie Stampa E-mail
Riforme Istituzionali - L'Editoriale
Scritto da www.riforme.info   
Mercoledì 05 Ottobre 2011 11:35
Oltre un milione di firme, 1.210.406 per l’esattezza.
Un risultato senza precedenti che certamente testimonia l’insofferenza dei cittadini di fronte ad una legge elettorale che, in maniera palese, li ha espropriati del diritto di scegliere i propri rappresentanti e che, a leggere testualmente dal sito dell’IDV, “regala un premio di maggioranza a chi la maggioranza non ce l’ha”.
Motivazioni più che condivisibili rispetto alle quali il Palazzo dovrebbe interrogarsi ed intervenire per rimuovere le cause di tanto malcontento.
E questo è quanto sembrerebbe stia per avvenire, con grande soddisfazione di chi ha firmato i quesiti Morrone-Parisi; ma proprio per questo è interessante interrogarsi, anche, su quale piega stia prendendo il dibattito politico che si è avviato.
 
In primo luogo c’è già da registrare una prima ipoteca sulla “volontà sostanziale” espressa dai firmatari, così come l’ha spiegata chiaramente il Sen. del PD Ceccanti, costituzionalista ed illustre rappresentante del Comitato Promotore.
Laddove, sostiene Ceccanti, il Parlamento non legiferasse nel senso di reintrodurre i collegi uninominali, il referendum, per intervento della Cassazione, si dovrebbe tenere lo stesso in quanto la nuova legge non avrebbe per l’appunto recepito il contenuto dei “quesiti referendari che chiedono di rivoluzionare la legge col collegio uninominale maggioritario”.
In altre parole, la logica conseguenza di questo ragionamento è che il Parlamento non avrebbe alcuna possibilità di scegliere fra più soluzioni, ma dovrebbe limitarsi a raccogliere il contenuto dei quesiti referendari.
Si tratta di una conclusione ovviamente inaccettabile, in quanto non sta scritto da nessuna parte che il Mattarellum sia gradito alla maggioranza dei cittadini. Se referendum deve essere, che referendum sia: che senso ha essere costretti ad anticipare, attraverso l’intervento del Parlamento, un risultato che non è per nulla scontato?
Il Parlamento ha quindi l’obbligo di valutare tutte le strade percorribili e, se la Cassazione dovesse decidere di trasferire il quesito sulla nuova disciplina, saranno i cittadini a decidere se vogliono tornare o no al Mattarellum o, per dirla con il Prof. Ceccanti, al “collegio uninominale maggioritario”.
Insomma, che la volontà dei cittadini valga per tutte le situazioni e non a seconda dei desiderata della politica e dei processi che questa mette in moto proprio per condizionare le scelte da intraprendere.
Ma soprattutto, che nessuno si appropri di questa “volontà popolare” in forza di un milione e duecentomila firme raccolte.
Tanto più che, proprio in riferimento agli elementi che accomunano Porcellum e Mattarellum, sappiamo tutti bene che con il Mattarellum (75% di collegi uninominali) o con le soglie di sbarramento al 4% (Porcellum e Mattarellum), un milione e mezzo di voti rischiano di non portare a casa neanche un parlamentare.
Con i collegi uninominali, poi, vi è l’ulteriore anomalia che cinque milioni di voti, distribuiti su tutto il territorio nazionale, possono contare zero, mentre un milione di voti leghisti, territorialmente concentrati, sono in grado di vincere un buon numero di collegi del nord.
È quindi quanto mai curioso che, dagli stessi che rifiutano di approfondire questi aspetti da allarme democratico, perché guai a mettere in discussione la vocazione maggioritaria, poi arrivino indicazioni per il Parlamento, scomuniche e richieste di dimissioni (si veda Parisi contro l’unico segretario di partito, Bersani, nominato dalle primarie), perché così chiedono un milione e duecentomila firme che, sia con il Porcellum che con il tanto auspicato Mattarellum, potrebbero non contare nulla.
Tornando allora a riflettere dal lato degli interessi degli elettori, si pone l’esigenza di stoppare sul nascere queste forme improprie di condizionamento del dibattito politico sulla legge elettorale, perché ciò di cui oggi vi è sicuramente bisogno è che gli elettori possano selezionare la classe politica chiamata a rappresentarli, senza trucchi e alchimie matematiche in grado di falsare e/o condizionare l’esercizio del diritto di voto.

Franco Ragusa


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Giovanni  - Meglio Mattarello che Porcello   |2011-10-12 13:23:59
Rimane il fatto che il Mattarellum sia 1 milione di volte meglio del Porcellum e che se territorialmente raccoglie i consensi, costringa tutti i partiti ad essere attivi anche sul territorio e costringa i partiti a candidare personaggi nazionalmente accettabili oppure localmente validi perchè di conosciuta rilevanza locale. Sì costringe i partiti a essere attivi sul territorio a non dare magari per perso un nord alla lega o un sud al PDL ma magari di cercare di fare una campagna più capillare possibile anche localmente.
Poi credo che dato che oramai le firme sono raccolte e al 99% il referendum si farà, coloro che non sono d'accordo possono tranquillamente creare un comitato per il NO invece che per il Sì a condizione poi che non invitino la gente a stare a casa perchè altrimenti sarebbe un suicidio dello strumento referendario più che del quesito.

Giovanni
riforme.info   |2011-10-12 21:49:13
Abbiamo già votato tre volte con il Mattarellum e sappiamo tutti bene che, come per tutti i sistemi maggioritari, dove chi arriva primo prende l'intera posta, al 30 o al 51% non fa differenza, scattano una serie di meccanismi:
1) la gran parte degli elettori non vota i candidati, bensì le forze politiche, vuoi perché si crede nel programma proposto o vuoi perché non si vuole rischiare di favorire altre forze politiche che proprio non piacciono;
2) il punto uno, di conseguenza, determina la piena libertà delle forze politiche di candidare anche gli impresentabili o persone totalmente sconosciute al territorio (già successo e non si capisce perché non dovrebbe succedere di nuovo); gli elettori, infatti, sono nella sola condizione di prendere, lasciare, o votare ciò che non vogliono votare, per cui si rimane nel campo delle due prime due ipotesi: o scegli, o rimani a casa;
3) il punto uno, di conseguenza, determina anche il cosiddetto voto utile: se non voglio far vincere Berlusconi, mi turo il naso e voto la forza politica che ha più possibilità di batterlo, anche a danno di ciò che potrei preferire;
4) la logica dei collegi, infine, garantisce buoni risultati alle forze politiche localmente forti, mentre penalizza fortemente le forze politiche a carattere nazionale: si veda la differenza di voti e risultati tra il Patto per l'Italia nel 1994 (6 milioni di voti e solo 4 collegi vinti) e la Lega nel 1996 (4 milioni di voti e ben 39 collegi vinti).

Per rispondere all'ultima osservazione, l'astensione non vuol dire assolutamente la sconfitta del referendum. E' un caso previsto dalla Costituzione, proprio per impedire che forze politiche senza scrupoli possano trasformare le consultazioni referendarie da "strumento di democrazia diretta nelle mani dei cittadini" a "strumento di manipolazione subito dai cittadini".
Giovanni   |2011-10-13 11:13:46
Premesso che:
1) I referendum sono solo abrogativi, per cui pensare di fare la legge elettorale per referendum è impossibile.
2) Essendo solo abrogativo il referendum può rimuovere una legge Porcellum e ripristinare ciò che c'era prima.
3) Se la Mattarellum ha i collegi uninominali e tutti i difetti che volete, la Porcellum non può che essere peggio perchè alla Mattarellum rimuove il nome del candidato che il cittadino quindi non può comunque scegliere. Non mi venite a dire che se nella scheda elettorale per il vostro partito trovate il sospettato di mafia, l'indagato per tangenti, non ci sia una altro che per lo meno sia il meno peggio....
4) Anche io ho sempre pensato che il maggioritario era una sciocchezza pazzesca e ammazzava il pluralismo, riconosco che la Mattarellum ha per lo meno la quota proporzionale.
5) Se c'è da fare la legge elettorale si fa solo in parlamento e sicuramente non si farà.
6) anche il referendum sull'acqua non risolveva la privatizzazione dell'acqua ma aboliva solo la legge Ronchi ... eppure era meglio stare a casa a guardare la TV o andare a raccogliere firme e fare banchetti? Io dico la seconda... meglio di niente... quello che hai detto tu sull'astensione me lo dicevano sempre quelli del PDL che mi fermavano quando davo i volantini... sei sicuro?

Io non accetterò mai un paragone tra la Porcellum e la Mattarellum perchè per me non esiste confronto.

Per il resto tu vuoi tornare a votare col PORCELLUM? Io assolutamente no...

Giovanni
riforme.info   |2011-10-14 00:42:43
1) Il referendum, proprio perché soltanto abrogativo, si presta ad eccessive strumentalizzazioni ed usi impropri. Ciò non significa che non sia cosa buona averlo previsto, ma, soltanto, che non tutti i referendum sono uguali. La necessità di raggiungere il quorum, in tal senso, costituisce una forma di autotutela del sistema di fronte ad eventuali colpi di mano, in modo particolare in un sistema dei media da sempre asservito ai poteri forti.
2) Essendo solo abrogativo, è ancora tutto da dimostrare che la cancellazione totale di una legge faccia risolgere ciò che era in vigore precedentemente. Sul punto, è bene quindi attendere, come dato di fatto, il pronunciamento della Consulta.
3) Entrambi i sistemi, Porcellum e Mattarellum, non rimuovono i nomi dei candidati: nel primo sistema hanno tutti un nome ed un cognome e passano secondo l'ordine della lista bloccata; nel secondo sistema hanno tutti un nome ed un cognome e passano se arrivano primi nel proprio collegio. Per cui, se nella lista bloccata del Porcellum c'è qualcuno che potrebbe passare, perché in cima alla lista, e che non le piace proprio, non deve far altro che comportarsi come farebbe con il Mattarellum: non vota quella lista e può sempre decidere di scegliere fra altri meno peggio. Direi di più: in caso di coalizioni, con il Mattarellum il voto negato al candidato che non piace comporta, necessariamente, un comportamento che penalizza la coalizione che aveva invece intenzione di sostenere (o perché non vota o perché vota un'altra coalizione o forza politica di senso contrario); con il Porcellum potrebbe invece avere la possibilità di votare un'altra lista, un po' più presentabile, sempre, però, collegata alla coalizione che potrebbe preferire. Per fare un esempio con le ultime elezioni: se non le piaceva Scilipoti dell'IDV poteva votare lo stesso per il centrosinistra, scegliendo la lista del PD; e viceversa.
4) La quota proporzionale presente nel Mattarellum c'è anche con il Porcellum, essendo questo un sistema proporzionale corretto con il premio di Maggioranza. Il problema di entrambi i sistemi e relative quote, è costituito dalle soglie di sbarramento, con grave danno per il pluralismo. per quale motivo, visto che entrambi i sistemi premi di maggioranza (espliciti o impliciti che siano), ci si deve spingere sino al punto di decidere che debbono essere filtrate anche le forze minoritarie?
5) Se il Parlamento non fa le leggi non significa che sia utile sostenere qualsiasi cosa. Della serie: per far dispetto alla moglie il marito si priva degli attributi.

Per concludere, non so lei, ma questo sito la battaglia per non tornare a votare con il Porcellum l'ha fatta. Peccato che non era quella giusta per la Casta che ha sponsorizzato il referendum per tornare al Mattarellum. Un cambiamento che èper gli elettori non cambia nulla e che serve soltanto per i giochini di un ceto politico che pensa solo ai propri interessi di Casta. http://www.riforme.info/editoriali/4990-i-finti-nemici-del-porcellum-che-siedono-in-parlamento

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