19 | 11 | 2018

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Riforme Istituzionali - l'Editoriale

Quando Beppe Grillo sostiene il ritorno al Mattarellum, sta in buona fede o no?

Per questo nuovo inizio dell'anno ci si può risparmiare di commentare il discorso di Napolitano. Basta ed avanza quando già ribadito con l'ultimo severo editoriale del 2013: Il ruolo inaccettabile di Napolitano è che governa, non che governa male.
Per quanto invece riguarda il discorso di Grillo, che contesta l'illegittimità costituzionale dell'attuale Parlamento per l'abnorme premio di maggioranza, ma al tempo stesso continua a sostenere la necessità di tornare a votare con il Mattarellum, ci si permette di ricordare alcuni numeri.
 
Nelle elezioni del 1994 Berlusconi vinse, pur nell’impossibilità di mettere insieme AN con la Lega Nord, stipulando due distinte alleanze elettorali.
Con il 44,32% alla Camera ottenne il 63,35% dei seggi attribuiti con il 75% di quota maggioritaria: 301.
Un premio in seggi, quindi, di circa il 19%, appena attenuato dal restante 25% assegnato con la quota proporzionale.
Il Patto per l’Italia, con oltre il 15%, nella quota maggioritaria ottenne soltanto 4 seggi.
Sì, avete letto bene! Un terzo dei voti facenti riferimento a Berlusconi, ma solo 4 seggi contro i 301 assegnati alle due anomale coalizioni.
 
Pertanto, cosa ci ricordano questi numeri, guardando all'anomala distribuzione dei seggi dell'attuale Parlamento?
C'è qualche similitudine o no?
Con il Mattarellum e tre formazioni di peso, quante possibilità potrebbero esservi, con pochi voti di differenza intorno al 30% dei consensi elettorali, che tutto il malloppo finisca nelle mani di una sola di queste?
E a questo potenziale vincitore, dopo che ha fatto "asso piglia tutto", gli affidiamo la stesura della nuova legge elettorale?
 
Per cui, delle due l'una: quando Grillo sostiene il ritorno al Mattarellum, sta in buona fede o no?
 
PS: La Corte Costituzionale non ha impiegato sei anni per decidere sull'incostituzionalità del Porcellum, ma solo pochi mesi.
Ha potuto pronunciarsi soltanto perchè poche decine di cittadini, di tentativo in tentativo, a spese loro, nel silenzio generale dei media e delle forze politiche, compreso quello del Movimento 5 Stelle, sono infine riusciti a trovare un giudice che ha deciso di sollevare la questione di incostituzionalità avanti la Consulta. Decisione della prima sezione della Corte di Cassazione di Milano a maggio del 2013.
C'è altresì da aggiungere che la Consulta, per le vigenti norme sull'accesso al sindacato di legittimità costituzionale, non può alzarsi la mattina e scegliersi le leggi da esaminare. Nonostante ciò, a partire dal 2008, in più occasioni ha sollevato la problematicità costituita dall'assegnazione di un premio di maggioranza senza soglia minima di voti e/o di seggi da raggiungere.
E chi fu ad opporsi strenuamente, quando venne paventata la possibilità di inserire questa soglia?
Toh, un certo signor Beppe Grillo, molto adirato per il silenzio dell'UE "di fronte al colpo di Stato del cambiamento della legge elettorale in corsa e al tetto del 42,5% per il premio di maggioranza per impedire a tavolino la possibile vittoria del M5S".
Poi il Movimento 5 Stelle non ha vinto e i seggi sono stati malamente distribuiti come sappiamo.
E questo è potuto avvenire perché anche Grillo ha preferito piegare l'interesse generale al proprio interesse spicciolo del momento, perché questa volta, che importa, tanto vinciamo noi.

Franco Ragusa



copertina-legge elettorale
 
III-IV edizione - aprile 2014

 di Franco Ragusa

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