23 | 11 | 2017
È sorprendente come anche una mente come quella di Aldo Giannuli sia infine caduta nella sindrome dell'accerchiato.
Approfittando della scarsa stima di cui gode l'ex Presidente della Repubblica, nel criticare le voci sulle possibili modifiche da apportare all'Italicum (Legge elettorale: cosa vuole Napolitano), anziché porre al centro dell'attenzione la questione vera, e cioè che l'Italicum è fortemente viziato da profili di incostituzionalità, anche lo stimato analista ha finito per portare acqua alle ragioni del Movimento 5 Stelle contro tutte le possibili modifiche che potrebbero impedirne la vittoria.
Ma vediamo le argomentazioni maggiori.
 
Premio alla singola lista o anche alle coalizioni di liste?
Considerato l'impianto dell'Italicum, una sorta di Porcellum mascherato con il trucco del doppio turno senza requisiti (a tutti gli effetti un premio di maggioranza senza previsione di soglia, come spiegato al punto successivo), consegnare la vittoria ad una singola lista significherebbe consegnare il Paese ad una forza politica fortemente minoritaria. Al riguardo c'è da ricordare il referendum Guzzetta con il quale nel 2009 si voleva per l'appunto abrogare la possibilità del premio alle coalizioni.
E' stato combattuto e battuto con la più semplice delle constatazioni: si sarebbe passati "dal Porcellum al Super Porcellum".
Fatta questa doverosa premessa, la più semplice delle domande: come e perché, ora, il Super Porcellum dovrebbe invece piacerci?
Solo perché tale soluzione piace tanto al Movimento 5 Stelle?
Anche su questo aspetto c'è peraltro da fare esercizio di memoria: fu proprio l'M5S a proporre a Renzi, durante gli incontri sulla legge elettorale tenuti con il PD, l'abolizione del premio alle coalizioni. Della serie: se Renzi è un antidemocratico che vorrebbe poter governare da solo e senza voti veri, non è che il Movimento 5 Stelle sia tanto da meno.

Abolizione del secondo turno.
L'Italicum, sostiene Giannuli, tornerebbe ad essere incostituzionale a causa del premio di maggioranza che potrebbe essere acquisito con il 40% dei voti e, quindi, da doversi ritenere eccessivo per quanto deciso dalla Consulta con il Porcellum.
Ma messa così, l'Italicum sarebbe in ogni caso incostituzionale, anche mantenendo la previsione del secondo turno, vista la possibilità di poter comunque accedere al premio già al primo turno se raggiunta la fatidica soglia del 40%.
Inoltre, ma su questo Giannuli non fa considerazioni nell'articolo, se il premio è da considerare eccessivo avendo ottenuto il 40% dei voti al primo turno, come e perché un numero minore di voti, ottenuto con il ballottaggio, potrebbe invece farlo ritenere legittimo?
Il ballottaggio dell'Italicum non prevede infatti alcun criterio per la validità del risultato. Non un numero minimo di votanti, così come non prevede che sia verificato l'effettivo perfezionamento della volontà elettorale in riferimento ai numeri che al primo turno potrebbero non consentire di ottenere il premio. Se al primo turno, in riferimento ai voti validi, serve il consenso di un tot numero di voti, come e perché lo stesso numero di voti non viene poi richiesto anche per il ballottaggio, nascondendo il tutto dietro la truffa delle astratte percentuali dei soli voti validi di chi si reca a votare ai ballottaggi?
Né più e né meno di quanto già avviene con l'elezione dei Sindaci, si dirà.
Un'obiezione, questa, però facilmente superabile, tenuto conto di quanto enunciato dalla Consulta proprio in occasione della sentenza di incostituzionalità del Porcellum: "le assemblee parlamentari sono sedi esclusive della «rappresen­tanza politica nazionale» (art. 67 Cost.), si fondano sull’espressione del voto e quindi della sovranità popolare, ed in virtù di ciò ad esse sono affidate funzioni fondamentali, dotate di «una caratterizzazione tipica ed infungibile» (sentenza n. 106 del 2002), fra le quali vi sono, accanto a quelle di indi­rizzo e controllo del governo, anche le delicate funzioni connesse alla stessa garanzia della Costituzione (art. 138 Cost.): ciò che peraltro distingue il Parlamento da altre assem­blee rappresentative di enti territoriali."
Insomma, non si mischiano i chiodi con patate.

Nulla da dire, infine, sulla terza considerazione riguardo l'eventuale abbassamento della soglia al 35%.
Senza alcun dubbio, il premio sarebbe da ritenere eccessivo.
Ma su questo non serviva certo l'opinione di un esperto della materia. Per quanto, forse, anche dalle parti del Movimento 5 Stelle l'ipotesi potrebbe non dispiacere.
Vedremo.

Franco Ragusa


copertina-legge elettorale
 
III-IV edizione - aprile 2014

 di Franco Ragusa

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