23 | 11 | 2017
Con buona pace di quanto riportano buona parte dei titoli dei media, ad oggi non è ancora dato di sapere se il contratto che vincola la Sindaca Raggi al codice etico, sottoscritto con i garanti del Movimento 5 Stelle, sia pienamente valido, e questo per il semplice motivo che il Tribunale di Roma non è entrato nel merito dell'accordo, in quanto, preliminarmente, non ha riconosciuto al ricorrente i titoli per poterlo impugnare al fine di dichiararne la nullità.
Nella sostanza: "chi sei tu per metterti in mezzo in un accordo privato dove non sei in alcun modo parte in causa, né per dare e né per avere?"
Ciò significa, però, che se un domani la Sindaca Raggi decidesse di impugnare il contratto per non pagare la penale prevista nell'accordo, lei sì che avrebbe tutti i titoli per farlo.
Premesso ciò, la decisione adottata, vista la particolarità della questione sollevata - la Sindaca è nelle condizioni di poter assolvere al suo mandato senza condizionamenti impropri? - per quanto formalmente ineccepibile, non può non essere soggetta ad una serie di riflessioni.

In primo luogo, c'è da registrare che al ricorrente è stata invece riconosciuta la legittimità ad intervenire per sollevare la domanda di ineleggibilità.
Anche in questo caso, però, il Giudice non è entrato nel merito del vincolo contrattuale, ma si è solo limitato a verificare che per il Soggetto del quale si chiedeva l'ineleggibilità si ricadesse nelle fattispecie espressamente previste dalla legge.
Da qui, quindi, il venir meno dell'unico titolo di legittimazione in capo al ricorrente rispetto al contratto: non essendo stata ritenuta fondata la domanda di ineleggibilità sulla base delle fattispecie espressamente previste dalla legge, automaticamente decade anche l'interesse ad agire, da parte dello stesso, nei confronti dell'accordo sottoscritto dalla Raggi.
Appunto per i motivi di cui sopra: che te ne verrebbe da un'eventuale dichiarazione di nullità?
Tra le righe dell'ordinanza questo principio viene ben sottolineato, laddove si contesta al ricorrente di "non aver assolto all'onere di allegazione di un incidenza negativa nella di lui sfera giuridica" e a ciò aggiungendo il mancato accoglimento della domanda di ineleggibilità.

A voler quindi leggere tra le righe, nulla esclude che una più puntuale "allegazione" potrebbe aprire la strada a "terzi interessati" ai fini della dichiarazione di nullità dell'accordo sottoscritto dalla Sindaca Raggi.
In tal senso, il semplice cittadino "amministrato", ha o no un interesse legittimo a che il proprio sindaco sia immune da vincoli contrattuali che, se analizzati nel merito, potrebbero dimostrare la presenza di elementi turbativi tali da incidere negativamente sull'amministrazione della Città?
Ed è compito o no della giustizia rimuovere tali ostacoli alla corretta amministrazione?
 
Franco Ragusa


copertina-legge elettorale
 
III-IV edizione - aprile 2014

 di Franco Ragusa

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