24 | 04 | 2018
l Governo che impone il voto di fiducia sulla legge elettorale è una gran porcata. Punto!
Il Rosatellum bis, inoltre, è qualcosa di poco diverso dal finto tedesco in discussione qualche mese fa, per cui valgono gli stessi problemi di costituzionalità sollevati a suo tempo. Altro Punto!
Premesso ciò, proviamo a parlare di legge elettorale a 360°.

Il Rosatellum bis è da rigettare per un motivo molto semplice.
Gira che ti rigira, sempre di Porcellum si tratta!

Tutto è iniziato con il Mattarellum, un sistema elettorale maggioritario che dal nulla trasformò il voto per eleggere il Parlamento, così come previsto dalla Costituzione, in un voto con il quale invece eleggere direttamente il Governo.
Con il 75% di deputati eletti nei collegi uninominali, inoltre, ed il 25% eletti in liste bloccate con sistema proporzionale, iniziò l'era dei nominati.
In entrambi i casi, infatti, di fatto si votavano le forze politiche senza alcuna possibilità di scelta riguardo i parlamentari da inviare in Parlamento.
Per riassumere, un sistema elettorale che, in ipotesi, avrebbe potuto consentire di ottenere il 75% dei seggi della quota maggioritaria ad un solo partito, al 30-40 o al 50% non faceva differenza, in quanto l'importante era arrivare primi nel singolo collegio; un sistema elettorale, inoltre, con il quale le segreterie di partito decidevano a tavolino la futura composizione del Parlamento.

Poi venne il Porcellum.
Premio di maggioranza alla prima forza politica o coalizione, al 25-30-40-50% nessuna differenza; nonché le liste bloccate.
Il risultato è che nell'attuale Camera dei Deputati il PD conta tre volte i parlamentari del Movimento 5 Stelle, e questo nonostante abbiano avuto gli stessi voti.
Una stortura sin troppo evidente che ha certamente contribuito a far finalmente giungere la questione di legittimità costituzionale all'esame della Consulta.
Bocciato il premio di maggioranza senza il raggiungimento di una ragionevole soglia minima di voti, nonché la logica dei nominati, ci si sarebbe aspettato un minimo di umiltà da parte di un Parlamento sostanzialmente incostituzionale. Incostituzionale non solo sotto il profilo della distribuzione dei seggi, ma anche perché costituito da un 100% di parlamentari abusivi.
Ogni singolo eletto, infatti, non è stato selezionato dagli elettori, bensì imposto agli stessi con il meccanismo delle liste bloccate.

Gli "incostituzionali" hanno invece pensato bene di escogitare prima l'Italicum, una legge elettorale morta prima di nascere, in quanto palesemente incostituzionale; poi, nonostante il nuovo pronunciamento della Consulta, vari tentativi di riproporre la medesima minestra.
E siamo quindi al nuovo progetto PD Rosatellum-Fiano, con il consenso delle maggiori forze politiche, M5S compreso.
Un sistema elettorale impropriamente definito tedesco che prevedeva un'unica scheda attraverso la quale eleggere il 50% di parlamentari in collegi uninominali; l'altro 50% con riparto proporzionale, e questo sempre facendo riferimento a liste elettorali, per quanto corte, bloccate.
Ma che ci azzecca la scheda unica con il sistema tedesco che, invece, prevede due voti distinti?
Ma non solo: sotto il profilo dei numeri in Parlamento, nel sistema tedesco il voto che conta è quello per la scheda proporzionale, in quanto è da questo voto che si decide la distribuzione dei seggi. Nella versione italica, invece, il 50% dei seggi veniva affidato alla lotteria dei collegi uninominali, vinti i quali, al 25 come al 50%, una singola forza politica avrebbe per l'appunto potuto accaparrarsi ben il 50% dei seggi. Una sorta di possibile ed ampio premio di maggioranza nascosto; in ogni caso, una forte distorsione dell'espressione di voto degli elettori.
Ancora una volta, inoltre, attraverso la scheda unica, l'elettore non avrebbe di fatto avuto la possibilità di scegliere: né per quanto riguarda, ovviamente, la lista bloccata; né per quanto riguarda il candidato uninominale predeterminato dalla lista votata.
Certo, un elettore potrebbe decidere di votare per un candidato diverso da quello presentato dalla propria lista preferita. Ma per l'appunto, con la scheda unica ciò implicherebbe un voto perso per la propria lista. E quanti sono gli elettori disposti a sacrificare il voto di lista??? Ognuno provi a rispondere per sé.

Come già accennato, il finto tedesco era sostenuto da un ampio schieramento di forze politiche, M5S compreso.
Non vi fosse stato un emendamento votato contro il volere del PD, per uniformare il sistema di voto in vigore nel Trentino Alto Adige a quello nel resto del Paese, l'accordo avrebbe probabilmente tenuto.
Intesa in buona parte ritrovata con il Rosatellum Bis. Un progetto che vede fortemente contrari i 5 Stelle ma che, a ben vedere, sotto il profilo dei meccanismi di base non si differenzia affatto dal Rosatellum 1.0.
Rimane, infatti, il grave difetto d'origine costituito dalla scheda unica e dal riparto maggioritario, nonché le liste bloccate, con tutte le conseguenze sopra evidenziate.
Ma sotto il profilo delle correzioni percentuali, riguardanti soglie di sbarramento e la riduzione della quota uninominale, il Rosatellum Bis non è certamente peggiore rispetto al progetto che i 5 Stelle, soltanto pochi mesi fa, sarebbero stati disposti a votare.
Unica differenza sostanziale che con forza viene denunziata come norma anti Movimento 5 Stelle, è la possibilità di costituire coalizioni.
Una denuncia che ha una motivazione che francamente lascia basiti, in quanto in perfetta continuità con quelle logiche maggioritarie che dal Mattarellum in poi hanno dato pessimi risultati.
Definire norma anti 5 Stelle il fatto che una somma di forze politiche potrebbe aggregare più voti di una singola lista ai fini della vittoria nei collegi uninominali, e che attraverso questo meccanismo si vorrebbe impedire alla prima forza politica di governare, sa molto di pretesa iper maggioritaria: prendere tutto con poco.
Porcellum contro Porcellum.


copertina-legge elettorale
 
III-IV edizione - aprile 2014

 di Franco Ragusa

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