vostro-nome@vostra-attività
ma non sapete da dove iniziare?

cedosito.it
Proposte di Nomi a Dominio e Sito
pronti per l'uso e di facile gestione
Home Editoriali Dalle elezioni iraniane una lezione per l'Italia
30 | 07 | 2010
Main Menu
Di nuovo in evidenza
Stop Racism
Riforme Istituzionali - contro ogni forma di razzismo
Utenti collegati
 2 visitatori online
Con i VOSTRI soldi
Quando ancora c'era il muro
 
di Franco Ragusa
 
serie UMORISMO
168 pagine15x23
€ 8,00 più sped.

Per ogni contributo ricevuto
verrà inviato il PDF del saggio:
 
 
 
 SEDICI ANNI DI BIPOLARISMO
 CHE HANNO STRANGOLATO L'ITALIA

 di Franco Ragusa
 76 pg.
€ 11,00 presso il sito web e le librerie "la Feltrinelli"

 € 7,00 più spese di spedizione per gli ordini online su "Il mio libro"
... Berlusconi e il berlusco­nismo non rappresentano altro che gli effetti di una riduzione degli spazi di rappresentanza e degli strumenti di garanzia iniziata e consolidatasi con la sottrazione di ogni reale potere di scelta degli elettori.
Tutto questo è stato chiamato progresso ed è stato trasformato in una stagione di riforme, anche se non sempre vincente, tendente ad escludere dall'agenda politica le istanze provenienti da ampi settori della società.
Senza poter più contare e con una qualità della vita sempre più compromessa, c’è certamente la necessità di restituire agli elettori quella sovranità che dovrebbe già essere loro ma che, invece, il Partito azienda e gli americani de Roma hanno fatto divenire di loro esclusiva proprietà.
Dalle elezioni iraniane una lezione per l'Italia Stampa E-mail
Riforme Istituzionali - L'Editoriale
Scritto da www.riforme.info   
Domenica 22 Febbraio 2004 00:00
Il Presidente del Consiglio Berlusconi è stato sin troppo chiaro nello spiegare il perché non si dimetterà nell'ipotesi di sconfitta alle prossime elezioni europee: a differenza di D'Alema, arrivato al Governo con una congiura di Palazzo, lui è legittimato a governare per 5 anni in quanto scelto dagli italiani; alle ultime elezioni, infatti, quasi il 50% degli elettori votanti ha apposto la croce sul simbolo "Berlusconi Presidente".
E' curioso notare, però, come più o meno sulle stesse basi si fonderà la legittimità del nuovo Parlamento iraniano: anche gli elettori iraniani, votanti, alla fine hanno apposto una o più croci.

Nel caso delle elezioni iraniane, certamente, gli elettori si sono trovati davanti ad una scheda elettorale senza candidati alternativi al potere religioso. Unica reale possibilità di scelta: rimanere a casa oppure votare scegliendo il meno peggio tra quello che offriva il convento.
Nel caso delle elezioni italiane, invece, gli elettori si sono trovati davanti una scheda con due candidati Premier, anche se la Costituzione non lo prevede e anzi lo vieta vista la procedura prevista per la formazione del Governo. Ed anche in questo caso, le possibilità di scelta non è che fossero molte: votare i candidati Premier imposti dalle coalizioni o rimanere a casa. O qualcuno può forse sostenere che c'era la possibilità di partecipare alle elezioni senza con questo firmare la clausola vessatoria di legare le sorti della legislatura ai voleri di un Premier anziché alla dialettica parlamentare?
In altre parole, la pretesa del Presidente Berlusconi di rappresentare in modo "esclusivo" la volontà degli elettori si basa su di un'imposizione alla sovranità popolare che mai ha deciso di votare una riforma della Costituzione, indirettamente o direttamente (secondo quanto previsto dall'art. 138 Cost.), che prevedesse l'elezione diretta, con tutto ciò che ne consegue, del Capo dell'Esecutivo.
Ma ciò che più inquieta di questa pretesa, non è tanto la violazione del regime di regole vigenti, che può per altro attuarsi grazie anche alla complicità delle forze di opposizione, impegnate anch'esse nella strenua ricerca di un "salvatore della Patria" da proporre ed imporre all'elettorato, quanto la convinzione che è soltanto legando la vita della legislatura alle sorti del Premier che è possibile restituire centralità agli elettori.
Secondo il "maggioritario-pensiero", infatti, la dialettica parlamentare altro non è che il dominio dei partiti sulle scelte degli elettori. E come sopperire a questa anomalia? Semplice, costringendo gli elettori a scegliere tra il rimanere a casa o votare un uomo, una coalizione ed un bel programma di cento punti, sia che se ne condividano 10 o 90.

Ma l'Italia è veramente tanto diversa dall'Iran?


Add this page to your favorite Social Bookmarking websites
Commenti
Nuovo Cerca
+/-
Commenta

Gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi. In nessun caso riforme.info potrà essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi di diritti di terzi. Non saranno in ogni caso consentiti:
messaggi non inerenti all'articolo; messaggi offensivi o che contengano turpiloquio; messaggi con contenuto razzista o sessista; messaggi pubblicitari; messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane.

Nome:
Email:
 
Website:
Titolo:
 
Please input the anti-spam code that you can read in the image.

3.20RC2-b Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."