19 | 11 | 2018

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Campagne

Servirebbe una mano contro il Porcellum

noporcellum-una-manoAggiornamento: ancora in attesa di decisioni dopo l'udienza pubblica del 4 aprile 2013
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Ci sono notizie che non fanno notizia, o meglio, ci sono notizie che non diventano notizia perché trascurate da chi dovrebbe fare informazione a 360 gradi.
Una di queste riguarda un ricorso contro la legge elettorale, il Porcellum, pendente presso il TAR del Lazio e per il quale, diversamente che in passato, per la prima volta un giudice amministrativo non ha mandato velocemente tutti a casa, ma ha fissato la data del 4 aprile 2013 per la trattazione della causa nel merito (ordinanza 651/2013).
 
Sì, avete letto bene! c’è un ricorso ancora in piedi contro il Porcellum e, per la prima volta, potrebbero esserci novità rilevanti riguardo il possibile invio della legge elettorale, per le illegittimità costituzionali sollevate, alla Corte Costituzionale.
In un paese normale questa sarebbe una notizia da prima pagina.

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Se volete i nostri voti, ve li dovete guadagnare

Le elezioni sono vicine, si parla di coalizioni, di primarie, di leader, ma di programmi neanche l'ombra.
Chi votare, quindi?
Da queste parti ci si accontenta di poco, per cui verrà presa in seria considerazione qualsiasi forza politica o coalizione, fascisti e simil-fascisti esclusi a prescindere, che nei primi 300 giorni, non 100, ma ben 300, s'impegni a fare queste semplici cose:

1) Via il vincolo di bilancio in Costituzione appena introdotto.
2) Via Fiscal Compact e Mes appena ratificati. Simili accordi internazionali si fanno senza avere la pistola puntata sulla tempia.
3) Legge elettorale ove sia possibile esprimere un voto di preferenza tra i candidati della lista che s'intende votare e priva di quelle forzature maggioritarie in grado di condizionare il libero esercizio del diritto di voto.

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Twittiamo a Monti

I decreti urgenti, facili facili, che il Governo Monti potrebbe varare domani stesso.

@presMarioMonti #scrivoaMonti Le dimissioni volont. si dichiarano su moduli rilasciati, anche via internet da ...; valgono 7 giorni dal rit.

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Revisione della Costituzione: che decidano anche i cittadini

altanScriviamo al Parlamento che non può e che non deve impedire ai cittadini di poter decidere sulle modifiche della Costituzione.

Cara Senatrice/Caro senatore,
tra breve il Senato tornerà a discutere e votare in seconda lettura la revisione dell'art. 81, ma sarebbe molto grave se il Parlamento, figlio del Porcellum, decidesse di modificare la Costituzione a larghissima maggioranza, così da non permettere ai cittadini di poter controllare con l'unico mezzo a loro disposizione: il referendum confermativo.

"Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti. (art. 138 Cost.)"

Per questi motivi, le scrivo per chiederle un voto di astensione. Un piccolo gesto per compiere un atto di democrazia.

Con i più cordiali saluti

Iniziativa/appello: E se i referendari facessero qualcosa di concreto nel Parlamento?

Dopo la bocciatura dei due quesiti referendari, che si sapeva, sin dall'inizio, quali difficoltà avrebbero incontrato una volta arrivati all'esame della Consulta, l'iniziativa politica torna nelle mani del Parlamento, anche di quei parlamentari, quindi, che con tanta energia si sono spesi a sostegno dell'ennesimo referendum elettorale (e sì, perché per un referendum elettorale che oggi non si farà, ne abbiamo già fatti altri tre, tutti però falliti).

A questi parlamentari si potrebbe pertanto chiedere di promuovere un paio di iniziative, visto che è dal 2008 che la Consulta ha indicato al Legislatore l'esistenza di “aspetti problematici di una legislazione che non subordina l'attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti e/o di seggi” (sentenza N. 15 del 2008).

Dal 2008 ad oggi, quindi, tutti i nemici del Porcellum, che siedono in Parlamento, hanno avuto di che motivare per chiedere al resto dei colleghi di pronunciarsi circa l'incostituzionalità della legge elettorale; ma avrebbero anche potuto, addirittura, come chiesto da molti elettori che nel 2008 protestarono nei seggi, chiedere di far pronunciare la Consulta su iniziativa del Parlamento stesso.
Insomma, il materiale per poter lavorare non manca, si tratta solo di volerlo.

Quindi, cari Parlamentari che dite di essere dalla parte degli elettori, tenuto conto di quanto da voi fatto in passato, in maniera complice con tutto il resto del Palazzo (non solo inerzia, come dimostra la fine fatta fare alle proteste verbalizzate nei seggi), vi si rivolge un semplice invito:
la Consulta vi ha gia detto qual è il problema, fate qualcosa per risolverlo.

Se condiviso, inviare questo testo, o uno analogo, a più parlamentari e mezzi di comunicazione possibile.