Home Iniziative / Collaborazioni Elezioni 2008: Rifiuto schede Elezioni 2008: come comportarsi nei seggi in caso di rifiuto/restituzione delle schede e verbalizzazione dei motivi
04 | 02 | 2012
 
dalproporzionalealporcellum-TWI
 
Come e perché del Maggioritario in Italia
II edizione - dicembre 2011
114 pag.
 di Franco Ragusa

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ISBN 9788891003683
 
Dai referendum che cambiarono l'Italia al Porcellum. La stagione maggioritaria che ha finito per realizzare un sistema di potere che non consente agli elettori di scegliere.

 
Elezioni 2008: come comportarsi nei seggi in caso di rifiuto/restituzione delle schede e verbalizzazione dei motivi Stampa E-mail
Rifiuto schede elezioni 2008
Scritto da www.riforme.info   
Lunedì 24 Marzo 2008 18:14
In primo luogo è d'obbligo precisare che anche in caso di ritiro delle schede e voto delle stesse, all'elettore è in ogni caso data facoltà di presentare reclami e proteste.
Per le elezioni del 2001, infatti, si proponevano due differenti motivazioni a seconda del comportamento tenuto: restituzione o voto regolarmente espresso.
Per queste elezioni ciò non verrà fatto, lasciando all'autonoma iniziativa l'eventuale modifica delle motivazioni proposte nel caso si volesse lasciare agli atti una protesta ma, al tempo stesso, esprimere un voto valido.

Verbalizzazione
 

Premesso che l'iniziativa qui proposta è finalizzata ad ottenere la verbalizzazione di motivi di protesta al fine di far pronunziare le Camere al riguardo a norma degli art. 87 del D.P.R. 30 marzo 1957, n° 361 e successive modifiche e art. 27 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, per i quali spetta alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica il giudizio definitivo su tutte le contestazioni, le proteste e, in generale, su tutti i reclami presentati agli Uffici elettorali delle singole sezioni, il primo invito che si rivolge è quello di evitare di passare dalla ragione al torto.

In nessun caso alzare i toni della discussione e, in presenza di Presidenti di seggio che intendessero impedire la verbalizzazione della protesta presentata dall'elettore, chiedere la verbalizzazione dei motivi per i quali il Presidente di seggio ritiene legittimo impedire all'elettore "Tal dei Tali" quanto previsto dal combinato disposto degli art. 87 e 104 comma 5 del D.P.R. 30 marzo 1957, n° 361 e successive modifiche.
Il Presidente di seggio non può in alcun modo evitare di verbalizzare quest'ultima richiesta in quanto, per l'art. 87 sopra richiamato, non ha poteri decisionali definitivi e deve quindi rendere conto di ogni sua decisione, come per altro espressamente previsto nelle "Istruzioni per le operazioni degli Uffici elettorali di sezione" relative alle politiche del 2006:
§ 6. — Potestà di decisione del presidente dell’Ufficio elettorale di sezione.
Il presidente decide, udito, in ogni caso, il parere degli scrutatori, sopra tutte le difficoltà e gli incidenti che siano sollevati intorno alle operazioni della sezione, e sui reclami, anche orali, e le proteste che gli vengono presentati, nonchè sulle contestazioni e sulla nullità dei voti (art. 66, primo comma, ed art. 71, primo comma, del testo unico 30 marzo 1957, n. 361).
La sua decisione, peraltro, è provvisoria.
Infatti, il giudizio definitivo su tutte le contestazioni, le proteste e, in generale, su tutti i reclami presentati agli Uffici delle singole sezioni è riservato, rispettivamente, alla Camera dei deputati (art. 87 del testo unico n. 361) ed al Senato della Repubblica (art. 27 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533)

Ai fini dell'Iniziativa proposta dal Sito Riforme Istituzionali, la verbalizzazione dei motivi del rifiuto opposto dal Presidente di seggio costituirebbe comunque un atto idoneo per far pronunziare le Camere. Per altro, il pronunciamento delle Camere circa la legittimità o meno della protesta (in ipotesi dichiarata ammissibile soltanto per questioni strettamente legate alle operazioni di voto) potrebbe aprire altre prospettive per quanto riguarda i ricorsi ad altro giudice, di fatto ora inutili.

Ma anche nell'ipotesi, che per quanto sopra documentato è da escludere categoricamente, il Presidente di seggio intendesse rifiutare anche la verbalizzazione dei motivi del rifiuto opposto, evitare di attardarsi in discussioni che potrebbero degenerare e trascinare l'elettore dalla parte della ragione a quella del torto.
Rivolgersi invece alla forza pubblica per richiedere l’intervento dell’ufficiale giudiziario che può avere accesso nella sezione per notificare al Presidente proteste e reclami relativi alle operazioni della sezione (art. 44 comma 4 D.P.R. 30 marzo 1957, n° 361 e successive modifiche).

Riassumendo:
1) chiedere la verbalizzazione della protesta;
2) in caso d'impedimento opposto dal Presidente di seggio, chiedere la verbalizzazione dei motivi che determinano l'impedimento;
3) in caso di ulteriore rifiuto, rivolgersi alla forza pubblica per chiedere di far notificare un reclamo inerente le operazioni di seggio quali, appunto, le omesse verbalizzazioni.

Si ricorda, infine, sempre per quanto espressamente previsto dall'art. 87 sopra citato, che nessun atto sub-legislativo, quale anche un eventuale circolare emanata dal Ministero dell'Interno, potrebbe in alcun modo autorizzare il Presidente di seggio a non verbalizzare i motivi dell'eventuale rifiuto opposto alla richiesta dell'elettore di verbalizzare una determinata protesta.

Restituzione e non ritiro delle schede
 

L'iniziativa proposta dal sito Riforme Istituzionali prevede due diverse proteste che potrebbero essere presentate entrambe, una per la Camera e l'altra per il Senato, ad esempio.

La proposta ritenuta da Riforme Istituzionali più rilevante riguarda la possibile incostituzionalità della legge elettorale, rispetto alla quale al cittadino elettore non è dato modo di disporre di strumenti ordinari in grado di attivare il giudizio della Corte Costituzionale.
Per questo tipo di protesta si indica, quindi, il rifiuto delle schede. Si tratta di una distinzione di comportamento puramente formale, in quanto il rifiuto potrebbe consistere, nel caso di concomitanza di elezioni amministrative, nell'immediata restituzione delle sole schede relative alle elezioni politiche.
Cosa succederà di queste schede?
Nella motivazione se ne richiede la nullità ai fini del voto, con ciò facilitando i compiti dell'Ufficio elettorale.
Se poi i Presidenti di seggio preferiranno complicarsi la vita, problemi loro. Di sicuro, nessuno potrà costringere l'elettore ad entrare in cabina per votare schede che non intende votare. Anzi, laddove le stesse verrebbero restituite senza essere entrati in cabina, dovrebbero in ogni caso essere annullate al pari delle schede votate al di fuori delle cabine.
E anche nell'ipotesi di esclusione o allontanamento dell'elettore dal seggio, atti che dovranno essere rigorosamente motivati (art. 44, commi 7 ed 8), in alcun modo l'elettore potrebbe perdere la facoltà di presentare proteste o reclami, con tutto quanto ne consegue per quanto sopra già scritto.
Non lasciarsi quindi intimorire dai Presidenti di seggio, evitando in ogni caso di votare per ciò che non si vuole votare, e dimostrarsi disponibili ad allontanarsi dal seggio previa verbalizzazione della protesta o di tutte le decisioni prese dal Presidente di seggio. Laddove il Presidente decida di non verbalizzare nulla, ricorrere alla forza pubblica per richiedere l’intervento dell’ufficiale giudiziario che può avere accesso nella sezione per notificare al Presidente proteste e reclami relativi alle operazioni della sezione.

La seconda proposta riguarda, invece, la restituzione delle schede in quanto "potrebbero" presentare simboli che non avrebbero dovuto essere ammessi.
La Costituzione non solo non prevedere l'elezione diretta del Presidente del Consiglio, ma di fatto la vieta esplicitamente essendo affidata alle prerogative del Capo dello Stato la nomina del Capo del Governo.
Per tale motivo, ci si rifiuta di votare con una scheda che presenta simboli che di fatto estorcono agli elettori un'indicazione in tal senso (Berlusconi Presidente, Veltroni Presidente, e altri simili).
Anche in questo caso, nella motivazione si richiede la nullità della scheda ai fini del voto.

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Daniele  - diffusione   |2008-03-25 23:53:18
grazie per il vostro prezioso lavoro di informazione, ho scoperto cose che non immaginavo.
sono interessato alla possibilità di esprimere il mio dissenso su queste elezioni con un atto di protesta durante le votazioni e penso che molte altre persone che conosco potrebber aderire all'iniziativa.
mi scontro però con un intrico di informazioni tecniche difficili da decodificare. Vi chiedo: come semplificare le istruzioni per la protesta e poter comprendere motivazioni diverse (es. l'impossibilità di scegliere con una preferenza i candidati delle liste)? Ciò favorirebbe la diffusione e la partecipazione di persone poco addentro a leggi e normative.
Luisa  - Interessante   |2008-03-28 02:24:37
Trovo tutto quanto scritto molto interessante! Soprattutto, ero convintissima che bastasse annullare la scheda per esprimere la volontà di non dare il proprio voto a nessun schieramento (mi avevano spiegato che la scheda nulla si differenziava dalla bianca proprio per questo), ma evidentemente non è così!
In quanto all'ultima parte, non ricordo ovviamente tutti i simboli che ho letto nelle schede nella mia carriera di elettrice; ma mi sembra di ricordare che i simboli citati, quelli con scritte della serie "Berlusconi presidente", "Veltroni presidente", ecc. si trovino molto nei manifesti di propaganda elettorale, per poi sparire quando ci si trova davanti la scheda. Non è che chi redige le schede possa aver fatto bene i conti, sapendo che può esserci la possibilità che parte dell'elettorato si ribelli?
riforme.info   |2008-03-28 06:47:12
Scheda bianca o nulla, alla fine finiscono entrambe tra i voti non considerati. Stessa sorte per le schede, per qualsiasi motivo, annullate dal Presidente di seggio
E' sempre sconsigliabile inserire nell'urna schede lasciate in bianco per evitare possibili brogli a vantaggio di qualche lista.
Per quanto riguarda i simboli, li troverà esattamente come li sta vedendo sui manifesti, essendo quelli presentati e approvati dal Ministero dell'Interno.
Marco   |2008-03-28 18:36:31
Ad oggi, 28 marzo 2008, c'è stata una pronuncia ufficiale da parte del Ministero o di qualche Prefettura in merito a questa oscillante forma di protesta?? Mancano meno di venti giorni alle elezioni ed ho paura che ci lasceranno da soli a compiere le operazioni elettorali nel totale disorientamento e discrezionalità di decisioni!
riforme.info   |2008-03-28 18:48:24
E' sufficiente andare in qualsiasi sito delle prefetture per trovare tutte le circolari del Ministero dell'Interno. L'ultima è del 26 marzo e tratta d'altro, come tutte le precedenti.
Dire da soli è però sbagliato: ci sono le "Istruzioni per l'Ufficio elettorale" che, tra l'altro, hanno sempre ricordato in maniera esplicita di fare attenzione a non ricadere nelle sanzioni previste all'art. 104.
Marco   |2008-03-28 18:55:49
Il citarmi l'art. 104 del Dpr non è altro che un modo (a mio parere) che portare acqua al vs mulino. Richiamare le sanzioni cui vanno incontro i componenti di seggio se bla bla bla non equivale a fornire un dato normativo adeguato alla protesta che vi proponete di mettere in atto.
riforme.info   |2008-03-29 00:15:32
Qui si continua a citare ciò che è possibile trovare scritto.
Altri, invece, continuano a sostenere l'esistenza di cose ... non scritte.
Se vi sono dei limiti per l'applicazione dell'art. 104, dove sta scritto? Da dove è possibile desumerli?
Marco   |2008-03-29 15:37:30
Allora facciamo così:

andremo assieme a votare:

- Lei chiederà al seggio di non voler votare per le motivazioni che sappiamo e che ciò venga messo a verbale

- io chiederò al seggio di strappare la mia scheda e di metterlo a verbale perchè i politici mi hanno rotto le scatole.

Posso? O il mio comportamento non è permesso??
riforme.info   |2008-03-30 20:18:35
Mi scusi, ma l'intento provocatorio è decisamente mal indirizzato e mal congegnato.
Se vuole fare qualcosa di diverso da quanto qui proposto, e non mi riferisco al contenuto della protesta, perché venire qui a chiedere spiegazioni per qualcosa che non è stato proposto?
Simone  - non mi sento rappresentato   |2008-03-30 23:05:51
Vorrei sapere se posso far verbalizzare che: riconsegno le schede perche non mi sento rappresentato da nessun partito candidato alle elezioni?
Grazie
Simone
riforme.info   |2008-03-31 22:43:28
Premesso che secondo la mia opinione lei potrebbe verbalizzare qualunque cosa, e che se ancora facessi il Pres. di seggio continuerei ad occuparmi del regolare svolgimento delle operazioni di voto spedendola senza indugi dal segretario, le chiedo:
qual è l'obiettivo della sua protesta? E su cosa, quindi, le Camere dovrebbero pronunziarsi?

Lei non protesta per l'incostituzionalità della legge elettorale. Non protesta per l'errata applicazione della legge elettorale. Non protesta per motivi comunque in grado d'incidere in maniera sostanziale quale ad esempio la corretta informazione. E non protesta neanche in riferimento alle operazioni nei seggi.
In altre parole, lei non ha nulla da chiedere alle Camere, in quanto non ha nulla da dire in riferimento all'impossibilità di esercitare appieno il diritto di voto o per denunziare irregolarità.
Non è infatti colpa della legge elettorale se lei non si riconosce in alcun partito; come non è colpa della legge elettorale se gli elettori senza partito non sono riusciti a ritrovarsi insieme per costituire un partito "diverso".

Alla luce, quindi, di un niente "qualunquista" sul quale richiamare l'attenzione delle Camere, il primo a ritenere inutile e controproducente la sua protesta è proprio il sottoscritto.

Cordiali saluti
Marco   |2008-03-31 13:47:37
Beh pensavo si capisse! Il mio intento non era certo lanciare una nuova forma di protesta, bensì avere delucidazioni sui fondamenti normativi della vs iniziativa.
Francesco   |2008-03-31 19:51:49
Facendo una ricerca per trovare opinioni autorevoli sul rifiuto delle schede e verbalizzazioni, ho trovato molti riferimenti ad una dichiarazione del costituzionalista Ceccanti che dice che è tutta una balla.
riforme.info   |2008-03-31 21:20:39
Da quello che è possibile trovare, fra le opinioni cosiddette autorevoli, risulta soltanto, appunto, una dichiarazione del Prof. Stefano Ceccanti.
A dire il vero ne dovrebbero risultare due, ma andiamo con ordine.
Il Prof. Ceccanti risponde soltanto sul come viene assegnato il "premio di maggioranza", precisando che a determinarlo sono soltanto le schede valide. Ma anche questo sito ha già risposto da tempo sullo stesso tema affermando le stesse cose.
Per cui, nulla di particolarmente nuovo.
Facendo però una ricerca più approfondita, ma neanche tanto, ci si dovrebbe imbattere in un blog dove il Prof. Ceccanti fa parte dei padroni di casa. E proprio in questo blog, nell'area commenti, vi è uno scambio di opinioni tra il Prof. Ceccanti e il sottoscritto. Aldilà della diversità di opinioni, è interessante notare come la breve discussione non abbia minimamente toccato la non fattibilità dell'iniziativa proposta.
http://www.landino.it/commenti.php?id=97

Franco Ragusa
maurizio   |2008-04-05 11:14:39
per risolvere la questione vi chiedo se sia possibile comportarsi nel seguente modo:
1)ritirare la scheda elettorale
2) aprire la scheda e votarla (annullarla) in pubblico, fuori della cabina elettorale
3) riconsegnarla al presidente del seggio che dovrà per forza di cose annullarla senz poterla inserire nell'urna
4) chiedere al presidente di mettere a verbale la retituzione della scheda annullata.
credete sia possibile un comportamento del genere?
aspetto un vostro commento
riforme.info   |2008-04-06 01:43:59
Direi di evitare comportamenti immediatamente sanzionabili, quale il segnare la scheda in pubblico.
Cerchiamo di semplificare la vita a tutti, compresi i componenti dell'Ufficio elettorale che non sono certamente da considerare come nemici.
diego errico   |2008-04-05 13:34:04
Da presidente di seggio, nel caso dovessi trovarmi ad affrontare situazioni di protesta o di non voto quali quelli qui ipotizzate mi comporterò come segue:
- non consegnerò le schede all'elettore (è un suo diritto rifiutare la scheda), che pertanto non figurerà tra i votanti;
- non verbalizzerò le ragioni del non voto, perchè trattasi di reclami non inerenti le operazioni di sezione, ai sensi degli artt 66 e 71 del dpr 361/1957
- di fronte ad ulteriore reclamo per mancata verbalizzazione, mi limiterò a verbalizzare (sempre che non giungano chiarimenti dal ministero ai quali mi atterrò) all'incirca quanto segue "l'elettore x, che si è rifiutato di ritirare le schede delle votazioni, presenta reclamo contro il presidente di seggio perchè quest'ultimo si è rifiutato di verbalizzare le motivazioni che hanno spinto a tale rifiuto, non ritenendole elementi attinenti alle operazioni di sezione"
- se l'elettore insiste lo denuncio per turbativa delle operazioni elettorali, poi lui resta liberissimo di produrre tutti i reclami e protesteche vuole all'autorità giudiziaria e vedremo chi avrà ragione.
riforme.info   |2008-04-06 01:37:56
Come da consigli/istruzioni di comportamento, l'elettore può chiedere la verbalizzazione e, in caso di obiezione (che qui si ritiene non fondata sulla base degli articoli da lei citati), la verbalizzazione dei motivi del diniego.
Ottenuta la seconda verbalizzazione, più che soddisfatti, in quanto ciò darà modo alle Camere di pronunziarsi anche su un aspetto che potrebbe riservare sorprese future, come il risultato del ricorso presentato dalla DC di Pizza, forte di un pronunciamento della Giunta delle elezioni, sta ampiamente dimostrando.
Diego  - REGOLAMENTI PER IL CALCOLO DEL PREMIO DI MAGGIORAN   |2008-04-05 20:56:59
prima di tutto ringrazio per l'impegno ad informare su una questione cosi' delicata.

premesso che ritengo importante la questione della verbalizzazione della protesta per cercare di costringere la camera a pronunciarsi, non mi e' chiaro il meccanismo per cui una scheda nulla entra comunque nel conteggio per il calcolo del premio di maggioranza.

io avevo sempre pensato che una scheda nulla e' appunto tale.

dove sbaglio?

grazie infinite!
riforme.info   |2008-04-06 01:52:02
Non sbaglia.
Ai fini dell'assegnazione del premio di maggioranza, contano soltanto le schede valide, quelle cioè assegnate.
Chi arriva primo vince e intasca il premio sino al conseguimento del 55% dei seggi alla Camera, il 55% dei seggi disponibili, Regione per Regione, al Senato.
Lorenzo Cagni  - ANUSCA FLASH   |2008-04-07 17:21:05
- Con riferimento all'accesso alla sala delle elezioni: "... Il primo compartimento ...è riservato agli elettori, i quali possono entrare in quello riservato all'ufficio elettorale soltanto per votare, trattenendovisi il tempo strettamente necessario." (art.42, n.3, del D.P.R. n.361/1957). Qualsiasi attività o comportamento che non siano finalizzati all'esercizio del diritto di voto non possono pertanto essere ammessi all'interno di un seggio elettorale; chi non intende votare (e certamente tale è chi rifiuta le schede), non è neppure legittimato ad accedervi, rischiando l'arresto sino a tre mesi e l'ammenda sino a 206 euro.
- Con riferimento all'eventuale rifiuto di entrare in cabina: "Se l'elettore non vota nella cabina, il presidente dell'ufficio deve ritirare la scheda dichiarandone la nullità e l'elettore non è più ammesso al voto." (art.62 del D.P.R. n. 361/1957). L'elettore ha il dovere di entrare in cabina e il presidente ha l'obbligo di curare che ciò avvenga, per non incorrere, a sua volta, in pesanti sanzioni: "Il presidente del seggio che trascura ...di far entrare l'elettore in cabina, è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno." (art. 111 del D.P.R. n. 361/1957).
- Con riferimento ad eventuali richieste di verbalizzazione: "Nei giorni della votazione, è altresì vietata ogni forma di propaganda elettorale nel raggio di 200 metri dall'ingresso delle sezioni elettorali." (art. 9, comma 2, legge n. 212/1956). Il segretario è tenuto a prendere nota di tutte le proteste ed i reclami, che dovessero essere presentati nel corso delle operazioni della sezione e siano inerenti alle operazioni stesse. Si deve, tuttavia, avere ben presente che dichiarazioni di natura politica, quali l'enunciazione della propria scelta di voto (o di astensione), apprezzamenti positivi o negativi nei confronti di forze politiche che partecipano alla competizione, se esposte pubblicamente all'interno del seggio elettorale, possono condizionare la libertà di scelta degli altri elettori presenti e configurano quindi, con ogni evidenza, una violazione delle norme in materia di propaganda elettorale, con i rischi conseguenti (sanzione amministrativa da 103 a 1030 euro).
- "Il voto è un dovere civico e un diritto di tutti i cittadini, il cui libero esercizio deve essere garantito e promosso dalla Repubblica. (art. 4, comma 1, del D.P.R, 361/1957). La norma stabilisce un diritto-dovere, diritto-dovere che il cittadino può esercitare anche non recandosi a votare. Ma una volta che l'elettore entra nel seggio, ha il dovere di prendere le schede dal presidente e di entrare in cabina. Se l'elettore non lo fa e cerca di creare impedimento allo svolgimento regolare del voto, mediante una eventuale discussione con il presidente è passibile di quanto previsto dal primo comma dell'articolo 100 e dall'articolo 101 del T.U. n. 361/1957 (reclusione da due a cinque anni, sanzione da 309 euro a 2065 euro)
- Va inoltre ricordato che durante le operazioni elettorali i membri del seggio sono pubblici ufficiali (art. 40, comma 3, del D.P.R. n. 361/1957). Come tali, a norma dell'articolo 331 del Codice di procedura penale, hanno l'obbligo di denunciare le notizie di reato di cui vengano a conoscenza, per non commettere, a loro volta, il reato di omessa denuncia (art. 361 del Codice penale.)
- Nel testo si citano i commi 7 e 8 dell'articolo 44, ma si dimentica di dire che il comma 7 parla di "elettori, i quali abbia...
riforme.info   |2008-04-07 21:44:28
Le leggi si leggono guardando a tutti gli articoli. Se c'è un articolo che consente agli elettori di verbalizzare una protesta, è evidente che si deve trattare di un elettore che può avere accesso al seggio, quindi identificato e in possesso dei titoli necessari, la tessera elettorale. Il tutto, quindi, non potrebbe che avvenire che all'interno del seggio. Da cui se ne deduce che all'interno del seggio è possibile, per l'elettore, fare altro oltre la sterile lettura di quanto regolato, in parte ma non in tutto, da altri articoli.
Relativamente poi al fatto che gli elettori siano obbligati ad entrare nelle cabine con tutte le schede una volta entrati nel seggio, le rinvio quanto è possibile leggere in una delle ultime circolari:

OGGETTO: Elezioni politiche e amministrative del 13 e 14 aprile 2008. - Adempimenti inerenti alla fase di votazione e di scrutinio
...
Oltre all’annotazione nelle liste elettorali sezionali gli scrutatori prenderanno nota sul registro delle tessere elettorali – attraverso il sistema della “spunta” numerica progressiva – anche del numero di elettori che – pur avendo avuto annotato il numero della tessera elettorale nel registro – non hanno partecipato, per qualsiasi motivo, ad una, ad alcune o a tutte le consultazioni che si svolgono contemporaneamente presso il seggio.
Giuseppe  - Turbativa, di cosa?   |2008-04-09 15:04:18
Salve,
le norme regolamentano le operazioni necessarie e sufficienti per l'esercizio del diritto di voto.
Mettere insieme l'esercizio del "diritto di voto" con il "diritto di opinione" può effettivamente creare una condizione di turbativa del primo.
Il presidente di seggio deve presidiare l'esercizio del "diritto di voto" e non quello del "diritto di opinione". In funzione di questa considerazione potrebbe dichiarare l'esercizio del "diritto di opinione" una "turbativa del voto" e sanzionarne il comportamento.
Il "diritto di opinione" infatti si può esercitare lontano dai seggi elettorali tant'è che i candidati devono stare a debita distanza.
E' questa anche l'opinione del giornale on-line www.ildialogo.org che vi ha elegantemente contestati.
Ma, voi non vi parlate! Perchè non lo fate? Per rispetto alle rispettive opinioni?
Ma, non credo che dovremmo noi elettori non specialisti esprimere un voto anche per questo assurdo comportamento. Vi pare?
Grazie per l'attenzione,
Giuseppe
riforme.info   |2008-04-09 17:33:59
Un obbligo di legge è un obbligo di legge... punto.
Dove sta scritto, nella legge, che l'obbligo all'art. 104 comma 5, per altro collegato, come effetti, all'art. 87, per il quale le Camere si pronunciano in maniera definitiva sulle proteste, ecc. ecc.(le Camere, non i Presidenti di seggio), può non essere osservato?
I Presidenti di seggio sanno benissimo che hanno sì il potere di decidere in maniera definitiva all'interno del seggio, per altro dopo aver ascoltato anche l'opinione degli scrutatori, MA SANNO ANCHE CHE TUTTO IL LORO OPERATO POTRA' ESSERE RIESAMINATO E, SE DEL CASO, ANCHE SANZIONATO PER EVENTUALI ABUSI COMMESSI; tant'è che in ogni caso non potrebbero esimersi dal verbalizzare le motivazioni delle decisioni eventualmente prese per impedire all'elettore di verbalizzare.
matteo  - sono appena stato al seggio e mi hanno risposto ch   |2008-04-13 10:23:39
sono appena stato al seggio e mi hanno risposto che non è prevista la possibilità di restituire/rifiutare le schede: le uniche alternative sono il non voto o la scheda bianca.
Ora sono tornato a casa, ho scaricato la documentazione da mostrare al presidente di seggio;
ho stampato:
--> http://www.riforme.info/noschede2008/19/145
--> le 5 schede pdf http://www.riforme.info/noschede2008/19-rifiuto-schede/137-noschede-propaganda

vi faro sapere + avanti.
riforme.info  - Scaricate le ultime due circolari del Ministero   |2008-04-13 11:40:58
Scaricate le ultime circolari del Ministero dell'Interno e portate queste nel seggio.
Dalla Home-Page, in evidenza: http://www.riforme.info/noschede2008/19-rifiuto-schede/153-2schederestituite-verbalizzato

Questi i riferimenti da indicare ai presidenti:
1) In merito ad eventuali iniziative che potrebbero rallentare lo svolgimento delle operazioni di voto, di cui si è avuto notizia in questi ultimi giorni, si ritiene opportuno che i Presidenti di seggio gestiscano le situazioni con equilibrio e nel rispetto della disciplina elettorale, assicurando quel clima di serenità che deve caratterizzare questa fondamentale fase della vita democratica.

2) Inoltre, fermo restando che non devono essere conteggiati tra i votanti gli elettori che, dopo la registrazione, si rifiutino di ritirare le schede, si aggiunge quanto segue. Nel caso in cui l’elettore dopo la registrazione e dopo aver ritirato le schede, senza entrare in cabina, le riconsegni al presidente del seggio, si configura l’ipotesi prevista nell’articolo 62 del d.P.R. n. 361 del 1957. Pertanto, il presidente del seggio dovrà conteggiare l’elettore tra i votanti e dovrà dichiarare la nullità di tali schede che, debitamente firmate, dovranno essere inserite in apposita busta secondo le istruzioni in dotazione al seggio.
stefano  - rifitare il voto/rifiutare le schede   |2008-04-13 18:57:22
dopo aver consegnato la tessera ho detto di voler rifiutare il voto, con l'intenzione però di voler rifiutare le schede. il risultato è stato che mi hanno segnato a verbale ma non mi hanno fatto scrivere nessuna motivazione e non mi hanno timbrato la mia tessera. ho parlato con il presidente e mi ha detto che per fare quello che avrei voluto avrei dovuto toccare le schede e riconsegnarle (???). ora non posso più fare nulla? perchè così mi ha detto che è come se non fossi andato a votare, il che era contro le mie volontà. Grazie mille.
riforme.info   |2008-04-14 11:45:22
La scheda andava timbrata, in quanto la procedura prevede la consegna delle schede solo alla fine dell'identificazione e timbratura della tessera.
Era quindi meglio attendere il completamento della procedura prima di dichiarare le proprie intenzioni.
Dato, però, che non le hanno timbrato la tessera, e data la procedura scorretta seguita, si ripresenti, possibilmente con la copia delle due circolari indicate alla pagina:
http://www.riforme.info/noschede2008/19-rifiuto-schede/153-fatto-restituite-2-schede-su-5-e-verbalizzato

Caso mai, cerchi prima di parlare con il messo comunale e le forze dell'ordine per segnalare la questione e per presentare reclamo: art. 44
stefano  - Re   |2008-04-14 10:45:27
Nessuno può rispondermi?
stefano   |2008-04-14 19:13:08
niente da fare..hanno insistito sul fatto che io non avessi ritirato le schede..non è possibile avere qualche indirizzo per avere la procedura ufficiale? nel caso si debba effettivamente convalidare la tessera prima del ritiro delle schede (come hai detto tu admin), posso ancora rivolgermi in comune per una protesta? non mi va proprio giù che mi abbiano impedito di esser conteggiato come votante per un cavillo. grazie mille ancora

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