20 | 09 | 2018

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Esposto in materia elettorale ai sensi dell'art. 87, comma 1 del TU

Dall'elettore Franco Ragusa,
residente a Roma in Via ..., tessera elettorale N. .., iscritto nella lista elettorale della sezione N. 00083 in Via ... - Roma

Al Presidente della Camera On. Francesco Fini - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Al Presidente della Giunta delle elezioni On. Maurizio Migliavacca: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Ai Capigruppo:
On. Fabrizio Cicchitto (PdL) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
On. Roberto Cota (LNP) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
On. Antonello Soro (PD) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
On. Massimo Donati (IDV) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
On. Pier Ferdinando Casini (UDC) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
On. Siegfried Brugger (Misto - Minoranze Linguistiche)Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per conoscenza:
Al Presidente della Repubblica
Ai mezzi d'informazione

Roma, 11 giugno 2008

Con la presente, per sollecitare l'applicazione dell'art. 87, comma 1, del Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 e successive modifiche: "Alla Camera dei deputati è riservata la convalida della elezione dei propri componenti. Essa pronuncia giudizio definitivo sulle contestazioni, le proteste e, in generale, su tutti i reclami presentati agli Uffici delle singole sezioni elettorali o all'Ufficio centrale durante la loro attività o posteriormente".
Al riguardo, lo scrivente segnala di aver già presentato, nel 2001, proteste presso il seggio elettorale e di aver così avuto modo d'investire di una specifica questione la Camera dei Deputati che, pur dichiarandone la non fondatezza, si è pronunziata nel merito ai sensi dell'art. 87 del DPR 30 marzo 1957, N. 361 e successive modifiche. (Camera dei Deputati, PARTENZA 28 febbraio 2002 Prot. 2002/0005839/GEN/PI).

Si segnala quindi all'attenzione della Camera dei Deputati che, in occasione delle elezioni politiche del 13-14 aprile 2008, numerosi elettori, tra cui anche il sottoscritto, in sede di seggio elettorale sono stati costretti al rifiuto o alla restituzione delle schede per l’elezione della "Camera dei Deputati" e del "Senato della Repubblica", con allegata verbalizzazione delle motivazioni e/o dell'avvenuto rifiuto o della restituzione, in quanto venuti a mancare i presupposti minimi per poter esercitare il diritto di voto in condizioni di accertata e verificata legalità costituzionale.
Come gli Onorevoli Deputati dovrebbero infatti sapere, con la sentenza N. 15 del 2008 di ammissibilità del referendum abrogativo in materia di legge elettorale, la Corte Costituzionale, pur premettendo di non poter esprimere in quella sede giudizio di legittimità costituzione in riferimento alla legge di risulta e alla legge elettorale vigente, non ha potuto esimersi dal segnalare al Legislatore aspetti problematici in riferimento ad "una legislazione che non subordina l'attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti e/o di seggi".
In seguito a questa esplicita forma di censura della legge elettorale vigente, logica e correttezza costituzionale avrebbero dovuto imporre, come prioritario, l'esame approfondito della questione segnalata dalla Corte Costituzionale.
I limiti presenti nell'attuale sistema di accesso al controllo di costituzionalità delle leggi, però, si sono rivelati tali da impedire al singolo elettore l'uso della normale via giudiziaria per poter sollevare la questione di legittimità costituzionale della legge elettorale, come per altro confermato dalla sentenza del TAR del Lazio N.1855/2008.

Circa tali questioni, inoltre, vogliano gli Onorevoli Deputati riflettere tenendo conto del repentino calo dei voti validi registrato alle ultime elezioni.
Calo dal quale risulta sin troppo evidente come un ampio numero di elettori si sia rifiutato di partecipare ad una tornata elettorale drogata in partenza in conseguenza delle falle legislative sopra denunziate che hanno consentito ai due maggiori partiti d'imporre una competizione elettorale sostanzialmente bipartitica.
A fronte, infine, della diminuita rappresentanza dell'intero Parlamento, non si può non sottolineare come il premio di maggioranza sia stato assegnato ad una coalizione che rappresenta, in termini reali, il 36% degli aventi diritto.
Siamo cioè di fronte ad un'ampia maggioranza parlamentare che può governare, può modificare la Costituzione, può nominare le più alte cariche dello Stato e tanto altro ancora, pur rappresentando soltanto il 36% del corpo elettorale. Un risultato che appare ancor più sconcertante se esaminato in termini numerici. Il centro-destra, infatti, che nel 2006 ottenne soltanto 277 seggi alla Camera, nel 2008 ne conquista ben 340 pur passando dai 18.977.843 elettori del 2006 ai 17.063.874 del 2008. Quasi 2 milioni di voti in meno e ben 63 Deputati in più!

Per tutto quanto sopra segnalato
- e in assenza di forme di accesso alla Corte Costituzionale in grado di garantire al singolo elettore di poter attivare il controllo di costituzionalità,
- e visto, in ogni caso, il mancato pronunciamento della Consulta sulla legge elettorale vigente che, soltanto, avrebbe potuto assicurare l'assoluta legittimità delle elezioni per il rinnovo del Parlamento,
- e alla luce del risultato elettorale che ha consentito al centrodestra di ottenere un'ampia maggioranza parlamentare pur rappresentando soltanto il 36% del corpo elettorale,

si chiede,

- alla Camera dei Deputati di pronunciarsi circa le motivazioni sollevate in sede di seggio elettorale da più elettori.
- Altresì, fatta salva l’insindacabilità delle decisioni della Camera dei Deputati in ordine all’ammissibilità dei propri componenti (art. 66 Cost.), si chiede che sia la Camera dei Deputati stessa ad adottare un comportamento costituzionalmente corretto, sollevando, presso la Corte Costituzionale, la questione di legittimità costituzionale delle legge elettorale vigente.

Certo dell'attenzione per le questioni sollevate, si coglie l'occasione per inviare i più cordiali saluti.


Franco Ragusa