19 | 11 | 2018

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Ogg: Lettera aperta ad Art.21 su oscuramento referendum pro-Mattarellum

Quattro lettere

04/09/2001

Caro direttore,
penso che il dibattito sui referendum elettorali non dovrebbe radicalizzarsi in uno scontro fideistico fra proporzionalisti purissimi e maggioritari puri.
Concordo con Antonio Martino sul fatto che il Matarellum non è il Porcellum. Il Matarellum è solo un correttivo del sistema elettorale anglosassone "uninominale a maggioranza relativa" detto anche "secco", il quale funziona ottimamente nei paesi liberali a tradizione bipartitica. Il Materellum, nella sua versione del Senato ("unico segno su unica scheda", con recupero del 25% dei seggi in forma quasi proporzionale attingendo ai migliori perdenti nei collegi uninominali), sottopone ogni candidato ad un giudizio individuale degli elettori sulla qualità del candidato, giudizio che le segreterie di partito temono molto, anche se questo il candidato stesso è scelto dei partiti, essendo il nominativo "bloccato".
 
Il Parlamento potrebbe benissimo emendare un Matarellum vincente al referendum:
- sostituendo il nominativo bloccato con una terna di nomi per ciascun partito, con preferenza unica; penso sarebbe opportuno avallare il risultato delle preferenze solo se almeno un terzo dei voti validi di quel simbolo esprimesse una preferenza, altrimenti potrebbe venire eletto il capolista proposto dal partito; si tratterebbe, in sostanza, di primarie virtuali regolamentate per legge;
- allargando quel 25% di proporzionale fino ad un massimo del 35 - 50%; eliminando, beninteso, l'inutile complicazione dello scorporo.
Il sistema tedesco (proporzionale con soglia) è un'ottimo sistema, che si fonda però su due capisaldi:
- la sfiducia costruttiva: il voto di fiducia è ammesso per sostituire il primo ministro, esclusivamente con l'indicazione di un altro nominativo; (norma costituzionale)
- l'assegnazione dell'incarico al capo del partito di maggioranza relativa; (prassi consolidata in Germania).
Da notare che in Germania metà dei parlamentari è eletto con il sistema uninominale secco, come nel Matarellum, anche se con il restante 50% (a liste bloccate) si ottiene un effetto di proporzionalizzazione totale. Personalmente penso che il voto di preferenza, qualora applicato a circoscrizioni elettorali di 20 o più candidati, sia una mistificazione della democrazia: chi può esprimere una valutazione comparata seria su 20 o piu candidati?; l'efficacia delle preferenze dovrebbe essere in ogni caso subordinata al raggiungimento di un congruo quorum, ad evitare che a scegliere l'eletto siano solo pochi iscritti o militanti.
Cordiali saluti,
Mauro Silingardi

...

Abbiamo votato 3 volte con il Mattarellum e continuo a rimanere dell'opinione che chi l'ha provato sa benissimo di non aver scelto il candidato uninominale. Si votava per far vincere o perdere una coalizione o l'altra, quale che fosse il candidato da dover digerire.
Sulle proposte eventualmente migliorative ... è sufficiente leggere le bugie che vengono propagandate per sostenere il referendum per il ritorno al Mattarellum. per non nutrire la pur minima fiducia nell'attuale Casta.
Di Pietro su tutti, che sostiene di voler cancellare il Porcellum "Perché regala un premio di maggioranza anche a chi la maggioranza".
Con il Mattarellum, è bene ricordarlo, ci sono stati premi in seggi sino anche al 19%.
Un cordiale saluto e a presto.

Franco Ragusa



02/09/2011

Caro Ragusa,
concordo con l’analisi che fai.
Siamo in pieno regime bipartisan, come conferma la guerra franco-italo-inglese e della Nato in Libia a fianco di una fazione in lotta per il potere; fazione che può rivelarsi anche peggiore del dittatore Gheddafi.
Lo stesso accade per le scelte essenziali di politica economica, essendo ambo le parti seguaci e sostenitori del liberismo, anche a fronte del suo recente totale fallimento.

Passigli e Cipolletta hanno commesso l’errore di abbandonare il referendum da loro proposto assieme ad altri; ma trattasi più che di un errore della volontà di una errata valutazione politica.

Un caro saluto
Luigi Ficarra



02-09-2011

Caro Ragusa,
ho l'impressione che sulla legge elettorale dobbiamo intenderci.
Non sono di quelli che pensano la legge elettorale del Parlamento in funzione della formazione del Governo parlamentare politicamente omogeneo, forte e stabile. Ma, se è questo quel che si vuole, secondo la predicazione ormai antica di certi maestri del costituzionalismo e, in specie, del governo parlamentare, il porcellum è quanto di meglio si possa immaginare. E un parlamento di camerieri al servizio selezionati accuratamente dal gran capo (“carismatico”, ovviamente) ne è necessaria conseguenza. Personalmente ho la triste impressione che, se a destra questo apertamente è stato voluto e si continua a volere, a sinistra non lo si dica, ma con tutto il cuore lo si desideri, almeno da parte di chi crede di essere il gran capo (come sopra) e dei fedeli seguaci suoi al servizio. A giustificare questa pessima scelta, del resto, può essere addotto tutto: non solo l'ordine e l'incolumità pubblica minacciati dal popolo (delinquente per definizione), ma anche la necessità dell'efficiente intervento pubblico nell'economia e tante altre bellissime cose.
Se invece si vuole un Parlamento che sia espressione del paese, occorre proprio rinunciare all'idea del ”Governo forte” e, a anzi, a mio parere, anche a ogni idea di omogeneo governo parlamentare, ma eleggere un Direttorio di men che dieci membri eletti e rieletti periodicamente dal Parlamento in modo da rappresentarvi anche la minoranza, se in Parlamento c'è una maggioranza stabile. Allora le legge elettorale per il Parlamento e, in senso a questo, per il Direttorio, può essere proporzionale, ma solo a condizione che nel corpo elettorale, e quindi anche nel Parlamento, ve ne siano le premesse: che corpo elettorale e Parlamento siano cioè organizzati in partiti che si considerino tutti ugualmente legittimi e siano omogenei al loro interno. Altrimenti neanche la proporzionale ha gran senso. E può andar bene tutto. Forse meglio di tutto una scelta per sorteggio, più economica e, se il sorteggio è onesto, anche più autentica.
Se mi “sbalio”, mi “corrigerai”.
In gamba!
Silvio Basile

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Caro Silvio,
di fronte a simili considerazioni, da segno dei tempi e che ben spiegano la classe politica che abbiamo, c'è ben poco da correggere :-)
Un abbraccio
Franco Ragusa

01/09/2011

Caro Ragusa,
Ritorno a farmi vivo. Non ho studiato e neppure letto il quesito referendario e dubito molto che se A (porcellum) abroga B (mattarellum) e C (referendum) abroga B, questo venga resuscitato. Credo che le cose stiano un po' diversamente. Comunque, ammesso che il Mattarelum torni in vita tal quale fu, riconosco che c'è del vero in quello che scrivi, ma come già ti è capitato con l'esaltazione del proporzionale berlusconiano, esageri ed esageri tanto da deformare irrimediabilmente il quadro. Il Mattarellum non è uguale al Porcellum, c'è una bella differenza. Ambedue si ispirano alla medesima filosofia politica, ma il primo è cosa pulita e il secondo una autentica e incontestabile porcata. Per questo, tutto nonostante, firmerò il referendum.
La differenza tra me e te è che io ho la convinzione che la moderazione è forza che costruisce. Peraltro, nel dissenso radicale, la stima per il tuo impegno resta immutata.
Un cordiale saluto
Antonio Martino.

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Caro Antonio,
ben ritrovato.
Sui dubbi di fattibilità concordo in pieno. Ma in attesa dei pronunciamenti di Cassazione e Consulta, ciò che oggi prevale è il dato politico.
Mi consenta una difesa: non ho mai esaltato il proporzionale berlusconiano, ma ho criticato l'assurdo arroccamento a difesa di ciò che ritenevo e che ancora ritengo una brutta legge elettorale, mettendo in evidenza i medesimi difetti che venivano e vengono attribuiti al solo Porcellum. Proprio per questo feci parte dei promotori di un appello per non difendere l'indifendibile, il Mattarellum, e per adottare un'iniziativa parlamentare che smascherasse il trucco del finto proporzionalismo del Porcellum.
Un cordiale saluto e a presto.

Franco Ragusa