21 | 09 | 2018

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Referendum: Alcune verità e alcuni sospetti

Questo tentativo di delegittimare il referendum appare quanto meno sospetto, specie se rapportato all'entusiasmo per il referendum Passigli (che avrebbe riportato al proporzionale con grande esntusiasmo di D'Alema e Casini) e che comunque è stato ritirato dal suo stesso promotore.
Il confronto fatto tra Porcellum e Mattarellum è improprio. In verità:
> Il Porcellum.
Nelle ultime due elezioni politiche (2006 e 2008) il Parlamento italiano è stato eletto con questo sistema proporzionale ‘corretto’ le cui caratteristiche principali sono:
1. Premio di maggioranza: al partito o alla coalizione che ottiene il maggior numero dei voti viene assegnato automaticamente il 54% dei seggi (salvo che i voti presi non siano già superiori al 54%, nel qual caso il premio non è dato). Per la Camera questo calcolo è fatto su base nazionale, per il Senato su base regionale.
2. Soglie di sbarramento: per la Camera: il 2% per i partiti coalizzati, il 4% per i pariti che corrono da soli e il 10% per le coalizioni. Per il Senato le soglie regionali sono rispettivamente 3%, 8% e 20%.
3. Liste bloccate: l’elettore può scegliere solo il partito o la coalizione per cui votare, non i singoli candidati.

Gli effetti del “porcellum” (così chiamato dal suo stesso ideatore Roberto Calderoli) sono:
- la frammentazione politica è ridotta grazie al premio di maggioranza e alle soglie di sbarramento, che spingono i partiti a formare coalizioni elettorali (anche se nulla vieta alle coalizioni di sfaldarsi una volta entrate in parlamento!).
- il meccanismo dei premi di maggioranza regionali per il Senato aumenta le probabilità  di avere maggioranze diverse nelle due camere.
- le liste bloccate tolgono ogni controllo sui candidati da pare degli elettori. Il risultato è di fatto un parlamento di "nominati" piuttosto che di eletti.

> Il Mattarellum (da Sergio Mattarella, relatore di quella legge elettorale) era il sistema in vigore in Italia tra il 1993 e il 2005.
Era un sistema misto che alla Camera (e in parte al Senato) funzionava grosso modo così. I 3/4 dei parlamentari erano eletti in circoscrizioni uninominali a turno unico, dove cioè il candidato che prendeva il maggior numero di voti vinceva l'unico seggio in palio (parte maggioritaria).
Il restante 1/4 era eletto con un sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 4% e liste bloccate (parte proporzionale).
L'elettore, quindi, era chiamato a dare due voti: uno per il candidato singolo e uno per una lista di partito.
Gli effetti principali erano:
- Maggiore rappresentanza territoriale
- Riduzione della frammentazione parlamentare grazie all'incentivo a formare alleanze elettorali e di governo (anche se la parte proporzionale del sistema limitava in parte questo effetto).
- Maggiore personalizzazione della competizione elettorale rispetto al sistema proporzionale utilizzato precedentemente.
Tutto ciò premesso appare chiaro che non c'é nulla di peggio , al momento, del Porcellum e che quindi anche un ritorno al Mattarellum (pur con tutti i suoi difetti), sia preferibile.
Ma non va ignorato - come si tenta vanamente di fare - che un obbiettivo della raccolta delle firme sia di sollecitare il Parlamento a predisporre e approvare una nuova legge elettorale. Questo viene pervicacemente taciuto dagli oppositori del referendum e va quindi denunciato apertamente.

Piero Filotico

...

Sign. Piero,
un solo appunto: con il Mattarellum, è vero, si davano due voti.
1) per la Lista nella quota proporzionale.
2) per la Lista o la Coalizione di liste nella quota dei collegi uninominali.
Lei dirà che non è vero, che il voto era dato alla persona.
Che dirle? Beato chi ci crede!
Con il Mattarellum abbiamo già votato tre volte, e chi ha votato per non far vincere Berlusconi, o viceversa, sa bene che il nome del candidato neanche l'ha letto. Come sa bene di aver assistito al mercato delle vacche per la scelta e la collocazione nei collegi sicuri di alcuni candidati (vada a rivedersi il legame con il territorio di molti dei candidati di centrosinistra).
Cordiali saluti
Franco Ragusa