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Elezioni 2008: RIFIUTO o RESTITUZIONE delle schede contro "la truffa del premio di maggioranza indefinito" e il mancato controllo di legittimità costituzionale della legge elettorale Stampa E-mail
Scritto da www.riforme.info   
sabato 08 marzo 2008 17:22
Ultimo aggiornamento: 14/03/2008
Con la sentenza N. 15 del 2008 di ammissibilità del referendum abrogativo in materia di legge elettorale, la Corte Costituzionale, pur premettendo di non poter esprimere in quella sede giudizio di legittimità costituzione in riferimento alla legge di risulta e alla legge elettorale vigente, ha segnalato al Legislatore "gli aspetti problematici di una legislazione che non subordina l'attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti e/o di seggi".
Di fronte ad un simile allarme, logica e correttezza costituzionale avrebbero dovuto imporre l'immediato approfondimento delle questioni sollevate. Percorso che avrebbe dovuto necessariamente concludersi con un pronunciamento di legittimità costituzionale da parte della Consulta.
Ad oggi, invece, di tutto ciò non è avvenuto nulla.
Ma non solo. Causa i limitati modi di accesso al controllo di costituzionalità delle leggi, è oggi impedito agli elettori di poter in qualche modo sollevare la questione presso la Consulta. Si vedano anche l'ultima sentenza del Tar del Lazio N.1855/2008 e il successivo appello al Consiglio di Stato che hanno dichiarato inammissibile un ricorso sulla legge elettorale per "difetto di giurisdizione".
A conferma del preoccupante quadro d'illegalità costituzionale prefigurato, infine, la scelta delle forze politiche maggiori.
Saltati per loro espressa volontà gli accordi per delle ampie coalizioni, è forte il rischio che alle prossime elezioni il 55% dei seggi della Camera dei Deputati venga assegnato ad una delle due liste maggiori, in coalizione soltanto con forze marginali che, dalle previsioni che è oggi possibile fare, non arriverà a raggiungere il 45% dei consensi dei voti validi. Quale che sarà quindi il vincitore delle prossime elezioni, è facile oggi prevedere l'assegnazione di un premio di maggioranza, in seggi, che potrebbe superare il 10-15%.
Un "regalo" di seggi evidentemente spropositato, così come pure evidenziato nell'allarme lanciato dalla Corte Costituzionale.
Per queste ragioni, per le elezioni del 13-14 aprile il sito Riforme Istituzionali  propone di recarsi nei seggi per assolvere al dovere civico dell'esercizio del diritto di voto, rifiutando o restituendo le sole schede per l'elezione per il rinnovo del Parlamento e chiedendo la verbalizzazione delle ragioni del non ritiro o restituzione.

Testo da scrivere o da allegare al Verbale della Sezione
(per l'esperienza avuta con un'analoga iniziativa alle elezioni del 2001, si consiglia di arrivare nei seggi con 2 copie già pronte da allegare ai verbali di sezione)

Con la sentenza N. 15 del 2008 di ammissibilità del referendum abrogativo in materia di legge elettorale, la Corte Costituzionale, pur premettendo di non poter esprimere in quella sede giudizio di legittimità costituzione in riferimento alla legge di risulta e alla legge elettorale vigente, non ha potuto esimersi dal segnalare al Legislatore aspetti problematici in riferimento ad "una legislazione che non subordina l'attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti e/o di seggi".
In seguito a questa esplicita forma di censura della legge elettorale vigente, logica e correttezza costituzionale avrebbero dovuto imporre, come prioritario, l'esame approfondito della questione segnalata dalla Corte Costituzionale.
I limiti presenti nell'attuale sistema di accesso al controllo di costituzionalità delle leggi, però, sono tali da impedire l'uso della normale via giudiziaria per poter sollevare la questione di legittimità costituzionale della legge elettorale, come per altro confermato dalle sentenze del TAR del Lazio N.1855/2008 e successivo appello al Consiglio di Stato.
In assenza, quindi,
- di forme di accesso alla Corte Costituzionale in grado di garantire al singolo elettore di poter attivare il controllo di costituzionalità,
- e visto, in ogni caso, il mancato pronunciamento della Consulta sulla legge elettorale vigente che, soltanto, avrebbe potuto oggi assicurare la correttezza delle elezioni per il rinnovo del Parlamento,
- e vista la concreta possibilità, per il venire meno delle ampie coalizioni, che il premio di maggioranza che verrà assegnato alla lista o alla coalizione vincente potrebbe superare il 10-15%,
mi trovo costretta/o alla restituzione al Presidente di sezione della scheda per l'elezione della Camera dei Deputati e, per analoghe ragioni, della scheda per l'elezione del Senato della Repubblica, senza che queste possano essere considerate valide ai fini del voto. Altresì, invito tutti gli organi competenti ad esaminare la questione e, nel caso ne verificassero la fondatezza, ad agire di conseguenza non proclamando validi i risultati della consultazione elettorale.
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ilBuonPeppe  - Voto inutile? Bah...     |2008-03-18 09:12:27
Non sono d'accordo.
L'astensione è non solo legittima, ma anche più che comprensibile; però non produce alcun risultato e lascia che siano altri a decidere per noi.
Il voto è espressione di volontà, è libera scelta, è democrazia, anche con una legge del c...
Definire il voto come "inutile" è un insulto.
Non votare fa il gioco di PD e (soprattutto) PdL, perchè a non votare sono principalmente gli indecisi. I fanatici con i paraocchi votano comunque; una alta quota di astensione si traduce quindi in una maggiore concentrazione di voti sui due maggiori partiti.

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http://www.pleonastico.it/modules/news/article.php?storyid=125
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PS: commenti di questo tipo sul blog di Beppe Grillo vengono cancellati... no comment
admin   |2008-03-18 10:49:06
Ciò che lei scrive palesa il non aver ben compreso l'assurdità del come viene assegnato il premio di maggioranza.
L'astensione avvantaggerebbe i partiti maggiori, quelli votati dai convinti a prescindere, se i seggi fossero assegnati proporzionalmente ai voti effettivamente conseguiti.
Ma in questa consultazione, sia che lei voti un partito che non ha possibilità di vittoria finale, sia che rimanga a casa, sia che restituisca la scheda, al primo arrivato, anche solo al 20%, verranno comunque assegnati il 55% dei seggi a disposizione.
Vale la pena, a questo punto, legittimarli anche con il proprio voto?

Mi permetta poi di osservare che su un blog come quello di Grillo, dove tutti vanno per scrivere e nessuno per leggere, non c'è alcun bisogno di censurare chi che sia. Dopo 10 minuti il proprio post è scomparso da solo fra le tante decine di post.
mauri   |2008-03-21 15:49:16
Premesso che sono stanco di vedere un panorama politico sempre meno credibile a livello internazione e che condivido il desiderio di segnalare l'abuso da parte dei partiti dell'interpretazione delle leggi elettorali, confido che ho accolto la vostra idea con molto entusiasmo, però mi vengono alcuni dubbi sulla sua efficacia:
1. L'esito della protesta cosa dovrebbe produrre secondo le vostre aspettative e ipotizzando il caso migliore in cui il numero sia elevato e il caso peggiore in cui sia molto limitato? La risposta che portate ad esempio (del 2002) non mi sembra molto soddisfacente. Pensate che nel caso di ora le premesse siano diverse (cioè più a vostro favore)?
2. La conseguente perdita di anonimato nel voto (o non voto) non potrebbe essere un deterrente per molti, supponendo ad esempio una successiva rappresaglia da parte delle istituzioni (che chiamerei "mobbing di stato"), in cui si inizia ad infastidire i soggetti che hanno protestato mediante maggiori controlli fiscali, rallentamento di pratiche in corso o interferenze in ambito lavorativo per chi lavora nel pubblico?
Grazie per le risposte
admin   |2008-03-21 17:22:43
Nel 2001 si trattò di un'iniziativa dell'ultima ora per la quale non vi erano, ovviamente, particolari aspettative sotto il profilo del seguito da parte di un largo numero di elettori.
Non è però da ritenere un cattivo risultato l'aver ottenuto che la Giunta delle elezioni si pronunciasse.
Perché si può incidere nell'opinione pubblica anche dimostrando che il Re è nudo.
E quest'iniziativa ha per l'appunto lo scopo di di sensibilizzare un largo numero di elettori circa la possibilità concreta di non legittimare queste finte elezioni con il voto e lasciare, al tempo stesso, una verbalizzazione che potrà arrivare alla discussione del Parlamento.
Che poi il Parlamento risponderà picche è scontato; quello che non dobbiamo dare per scontato, è che l'opinione pubblica non possa trarre ulteriore consapevolezza di fronte all'ennesima auto assoluzione del ceto politico.
admin   |2008-03-21 17:25:36
Riguardo al secondo punto... ovviamente l'invito è rivolto a chi se la sente e... nessun biasimo per chi non se la sentirà.

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