20 | 09 | 2018
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Un Presidente di seggio ribadisce... diritto di replica

Caro Signor Ragusa, visto che sono stato chiamato in causa, nella lettera a Lei indirizzata con titolo “Un Presidente di seggio ribadisce…”,  esamino i punti che Lei mi contesta:

Riforme > “Il presidente di seggio in questione sembra ignorare una differenza sostanziale tra le due diverse elezioni:
nel secondo caso (referendum) si tratta di una previsione dovuta all'esistenza del quorum e, quindi, opportunamente regolata per impedire alterazioni del risultato finale che dipende anche dal livello di partecipazione;
nel primo caso, invece (elezioni politiche), non essendo previsto il quorum, il non ritiro o la restituzione sono ininfluenti ai fini del risultato che è dato dai soli voti validi.”

Il sottoscritto non ignora affatto la differenza tra le due elezioni e dell’esistenza del quorum e la facoltà dell’elettore di rinunciare alla scheda viene dall’art. 75, comma 4 della Costituzione (che non cito).
Dovendo io attenermi alle “Istruzioni degli uffici di sezione”, che conoscerà bene avendo fatto il presidente di seggio elettorale, e non essendo menzionata la facoltà dell’elettore di rifiutare la scheda elettorale, sono io che interpreto la legge (perché la legge va interpretata) e decido che l’elettore non verbalizza nessun reclamo che esprima opinioni o dissensi di tipo politico.

 
Riforme > Poter interpretare la legge non significa disporre di un potere illimitato, in quanto lei potrebbe benissimo sbagliare ed è per questo che ha in ogni caso l'obbligo di motivare. Chi più di un giudice ha il potere d'interpretare? Ma anche per i giudici non basta la decisione, essendovi anche l'obbligo della motivazione. E' di questi giorni la scadenza termini a causa del mancato deposito delle motivazioni da parte di un giudice. E se una persona condannata può uscire dal carcere per una mancata motivazione, ora lei vuole sostenere che un Presidente di seggio può decidere quello che vuole senza dover rendere conto a nessuno?
Ad ogni buon conto, circa alcuni obblighi di motivazione che in qualche modo potrebbero essere applicati alla situazione, le ricordo l'art. 44 commi 7 ed 8:
7. Quando abbia giustificato timore che possa essere turbato il regolare procedimento delle operazioni elettorali, il presidente, uditi gli scrutatori, può, con ordinanza motivata, disporre che gli elettori, i quali abbiano votato, escano dalla sala e non vi rientrino se non dopo la chiusura della votazione.
8. Può disporre altresì che gli elettori, i quali indugino artificiosamente nella votazione, o non rispondano all'invito di restituire la scheda riempita, siano allontanati dalle cabine, previa restituzione della scheda, e siano riammessi a votare soltanto dopo che abbiano votato gli altri elettori presenti. Di ciò è dato atto nel processo verbale.
 
Ed anche l'art. 66:
1. Il presidente, udito il parere degli scrutatori, pronunzia in via provvisoria, facendolo risultare dal verbale, salvo il disposto dell'art. 87, sopra i reclami anche orali, le difficoltà e gli incidenti intorno alle operazioni della sezione. 

Si veda anche, infine, circa la provvisorietà delle decisioni del Presidente di seggio, quanto riportato nelle "Istruzioni per le operazioni degli Uffici elettorali di sezione" relative alle politiche del 2006:
§ 6. — Potestà di decisione del presidente dell’Ufficio elettorale di sezione.
Il presidente decide, udito, in ogni caso, il parere degli scrutatori, sopra tutte le difficoltà e gli incidenti che siano sollevati intorno alle operazioni della sezione, e sui reclami, anche orali, e le proteste che gli vengono presentati, nonchè sulle contestazioni e sulla nullità dei voti (art. 66, primo comma, ed art. 71, primo comma, del testo unico 30 marzo 1957, n. 361).
La sua decisione, peraltro, è provvisoria.
Infatti, il giudizio definitivo su tutte le contestazioni, le proteste e, in generale, su tutti i reclami presentati agli Uffici delle singole sezioni è riservato, rispettivamente, alla Camera dei deputati (art. 87 del testo unico n. 361) ed al Senato della Repubblica (art. 27 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533)


Riforme > “Per altro, per ottenere l'effetto desiderato, sarebbe sufficiente prendere la scheda in mano, chiuderla immediatamente e restituirla al Presidente di seggio, il quale sarebbe così costretto ad annullarla (perché andrebbe intesa come voto al di fuori della cabina) e verbalizzare il tutto. ”
 
La legge elettorale n. 361 all’art. 62 comma 1 recita:
“Se l’elettore non vota entro la cabina, il presidente dell’ufficio deve ritirare la scheda, dichiarandone la nullità e l’elettore non è più ammesso al voto”

Mi dice dove sta scritto che devo verbalizzare il tutto? Io non verbalizzo nulla. La nullità della scheda si dichiara solo ed esclusivamente vidimando la stessa con le firme del presidente e di due scrutatori e inserendo la scheda in una apposita busta, senza alcuna verbalizzazione.

 
Riforme > Per quanto sopra ricordato, lo deve fare nel momento in cui un qualsiasi elettore o qualsiasi componente l'Ufficio elettorale potrebbe mettere in dubbio l'operato dell'Ufficio elettorale. Con tutta franchezza, a me non è mai capitato di poter porre termine ad una contestazione (per intenderci: "il Presidente sono io e arrivati a questo punto decido così") senza verbalizzare nulla. Perché se così non fosse, lei potrebbe strappare di mano le schede a tutti gli elettori dichiarandole nulle per una motivazione che, non essendo verbalizzata, non esisterebbe. Le sue decisioni non sarebbero più provvisorie, bensì definitive.

 
Riforme > “Questa affermazione non sta scritta da nessuna parte. Viene continuamente ribadita senza alcun riferimento normativo e non è ricavabile da alcun disposto combinato.”
 
Mi viene il dubbio che Lei non abbia fatto il presidente di seggio, o se l’ha fatto veramente non si è letto le circolari che il Ministero degli Interni ovvero la prefettura invia ai seggi elettorali. Gliene cito una del 2002 e che riguarda una consultazione referendaria:

“Circolare del Ministero dell’Interno, diramata ai Prefetti per essere indirizzata ai Presidenti di seggio, nella quale testualmente era scritto:
Alcuni gruppi politici hanno diramato sulla stampa quotidiana un invito agli elettori affinché richiedano al presidente di seggio, in occasione delle operazioni di voto del referendum costituzionale di domenica 7 ottobre p.v., che venga fatta verbalizzare una dichiarazione con la quale si contesta la validità e la legalità della consultazione a causa, in sostanza, della presunta scarsa pubblicità data alla stessa.
Al riguardo si ritiene che tali dichiarazioni, concernendo le modalità di svolgimento della propaganda referendaria, non possano essere assunte a verbale, non rientrando nella fattispecie dei reclami, proteste e contestazioni, afferenti alle operazioni elettorali di cui all’art. 74 comma 2, del D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361.  Si pregano, pertanto le ss.ll. di rappresentare quanto sopra ai presidenti di seggio. Sottolineando la necessità di dare corretta applicazione al suddetto disposto normativo, come nei sensi indicati , e richiamando altresì l’attenzione sulle disposizioni del paragrafo 7 della pubblicazione n. 2 “Referendum” curata dal Ministero dell’Interno, recante “istruzioni per le operazioni degli uffici di sezione”.
Dovrebbe sapere bene che dobbiamo attenerci a quanto ci dice il Ministero a riguardo, vogliamo dire che è a discrezione del presidente seguirla oppure no? Io do la scheda all’elettore, se non la vuole e mi fa perdere tempo nelle operazioni di voto, lo faccio allontanare.

 
Riforme > Una circolare del Ministero non può cambiare la legge, compreso l'art. 74 che non dice nulla riguardo ai presunti limiti di oggetto indicati. Quello che sta scritto in quella Circolare è totalmente inventato e non supera legge.
E dal mio punto di vista, non vedo l'ora di vedere applicata una simile circolare, perché si aprirebbero ben altre prospettive.
E se fossi ancora Presidente di seggio, non avrei esitazione nel precisare che si è disposto in maniera diversa di quanto previsto nell'eventuale circolare in quanto ritenuta in palese contrasto con le disposizioni di legge.
Che facciamo, quando c'è da andare contro l'interesse degli elettori siamo tutti capaci d'interpretare, e quando si è di fronte ad un atto sub-legislativo, tutti con la coda fra le gambe?

 
Riforme > “Per altro, proprio il riferimento ad un obbligo del segretario (è lui ad essere sanzionato e non il Presidente) esclude che possa essere il Presidente a decidere per il sì o per il no, a meno che non se ne assuma la responsabilità mettendolo a verbale.
Ripeto: è il segretario che non può rifiutarsi. E' a lui che è infatti rivolta la sanzione. Nessun rallentamento delle operazioni se tutti svolgono i compiti a loro assegnati dalla legge.

 
Il segretario è tenuto a verbalizzare reclami e/o proteste di elettori ed è il presidente che decide se farli mettere a verbale oppure no e non il segretario di sua spontanea volontà. Il segretario non ha alcun potere decisionale. Il reclamo viene presentato al presidente che poi lo passa al segretario per metterlo a verbale. In quel caso se il segretario si rifiuta di mettere a verbale si applica il famoso art. 104 della legge elettorale.
Nel caso in cui un elettore presenti un reclamo direttamente al segretario per farlo mettere a verbale egli non può accettarlo.

  
Riforme > Mi sembra evidente che quello su cui non ci intediamo è la presunta disponibilità a giudicare delle proteste.
Sarà pure una lettura cavillosa, ma non sta scritto da nessuna parte che: il segretario viene sanzionato quando, laddove il Presidente di seggio abbia giudicato ammissibili le proteste degli elettori, questi si rifiuti di metterle a verbale.
Mi scusi, ma tutto questo poema, dove l'ha letto? Come lo ha ricavato?
Non è che le cose, una volta tanto, sono molto più semplici, e c'è solo l'interesse (non da parte sua, ovviamente, ma da parte di chi manca solo che pretenda di eleggersi senza neanche il bisogno di elezioni farsa) a fare confusione?
C'è un signore che svolge il ruolo di segretario e che durante le operazioni di voto non fa quasi nulla, per cui ha tutto il tempo di prendere nota delle proteste e dei reclami degli elettori. Come dire, un articolo semplice semplice per permettere agli elettori d'inviare delle proteste alle Camere le quali poi si pronunzieranno.

 
Riforme > “In questo caso specifico il Presidente di seggio che ha contattato le ha dato un'interpretazione corretta. In questo caso, infatti, ciò che l'elettore può chiedere è che si notifichi l'omessa verbalizzazione, intendendo questa come violazione delle operazioni del seggio. ”
 
Per i motivi descritti non esiste l’omessa verbalizzazione quindi l’ufficiale giudiziario non accoglierà nessun tipo di reclamo.

 
Riforme > Ripeto, se lei non avesse l'obbligo di lasciare traccia di ogni operazione che prevede un'attività interpretativa per tutte le questioni che, a torto o a ragione, sono contestabili, in quanto ipotizzate come possibili dalla legge, lei non sarebbe un Presidente di seggio, ma una sorta di Dio in terra che non deve rispondere di tutte le decisioni prese.
Il che, credo converrà anche lei, è altamente improbabile. In modo particolare per tutto quanto ricordato all'inizio.

 
Riforme > “Molto semplicemente, mostrarsi disponibili a togliersi dai piedi nel più breve tempo possibile, anche e soprattutto nel caso di resistenza da parte del Presidente di seggio, e segnalare che una volta usciti di lì verrà sporta denunzia e, quindi, una volta fuori, farlo veramente.”
 
Una volta che il ministero mi manda una circolare con sopra scritto che l’elettore non ha il diritto di rifiutare la scheda e una circolare simile alla precedente riguardo alla verbalizzazione di dichiarazioni non inerenti alle operazioni di voto, ce lo accompagno direttamente io l’elettore a sporgere denunzia.

 
Riforme > Non vedo l'ora di essere quell'elettore. E non perché ce l'avrei con il Presidente di seggio, bensì perché avrei in mano un foglio di carta in più con il quale fare ben altre contestazioni.

 
Riforme > “…fossi nel Presidente di seggio che ha contattato non mi sentirei così tranquillo nel tenere comportamenti che potrebbero essere successivamente sanzionati.”
 
Le ricordo ancora che se il ministero mi invita a non verbalizzare alcun reclamo io non verbalizzo e qualora l’elettore indugi verrà allontanato. Le assicuro che questo mio comportamento non verrà sanzionato perché è frutto di una disposizione del ministero.

 
Riforme > Ripeto, lei dovrebbe comunque verbalizzare la "mancata verbalizzazione" per segnalare l'applicazione dell'eventuale circolare di fronte alla protesta dell'elettore "Tal dei Tali". Come anche sarebbe da motivare l'allontanamento dell'elettore.
Perché se no, ri-ripeto, in assenza di quest'obbligo, lei potrebbe abusare della propria posizione e, quindi, in ipotesi: annullare le schede di qualsiasi elettore inventandosi che il voto è stato per un attimo visibile a tutti; rifiutare anche le verbalizzazioni inerenti le cosiddette operazioni del seggio; ecc. ecc. il tutto senza dover rendere conto a nessuno.
Ma per quanto ribadito anche nelle "Istruzioni per le operazioni degli Uffici elettorali di sezione" relative alle politiche del 2006, le decisioni del Presidente di seggio sono soltanto provvisorie.

 
Un’altra discussione bisogna fare per quello che chiamano “diritto di rifiutare la scheda”, che non è contemplato nella legge. Su questo aspetto sicuramente si pronuncerà il ministero.
Se non ricordo male sui verbali non vi è alcuna sezione in cui inserire il numero di schede che l’elettore ha rifiutato (questo aspetto però non lo ricordo bene), se così fosse  io presidente che decido di far valere questo diritto mi troverei, durante la fase di scrutinio, a non poter proseguire per il mancato riscontro del numero di voti con quello dei votanti. Sa bene che i conti devono tornare e in questo caso il presidente si troverebbe in difficoltà.
Allora, se mancasse l’apposita sezione citata prima io presidente metto a verbale che non faccio valere il diritto di rifiutare la scheda per i motivi su indicati e ne do comunicazione all’ufficiale giudiziario.


Riforme > la scheda rifiutata o restituita viene ovviamente annullata, come per altro richiesto nella motivazione, allo stesso identico modo di quelle che potrebbero essere da lei annullate per i motivi sopra descritti. I conti tornano

 
Con questo non dico che sono contrario a questo tipo di protesta, ma voglio evitare ammassi di gente fuori e dentro il seggio ed eventuali litigi.
Ma sono sicuro che con 5 schede da votare e verbalizzare il reclamo di ogni elettore su 10 verbali (le ricordo che sono in doppia copia) creerà notevoli rallentamenti nelle operazioni di voto i quali potrebbero causare litigi al di fuori dal seggio  cosa che nel mio seggio non deve avvenire.
Si ricordi il macello successo nel 2001 nelle famose elezioni con 7 schede causato dai rallentamenti nelle operazioni di seggio.
Se un elettore ha deciso di non votare se ne resti a casa perché l’astensionismo fa più effetto al politico.

 
Riforme > Guardi che quello che si sta ora proponendo è già stato fatto nel 2001, nella situazione di caos da lei appena descritta, con la restituzione della sola scheda Camera-uninominale e votando le altre.
Non ci fu nessun problema: mi misi da una parte per scrivere due copie che furono poi allegate ai verbali relativi la scheda restituita. Per evitare di scrivere sul posto, il consiglio è quello di arrivare nei seggi con le due copie già pronte per essere allegate.
Riguardo agli effetti politici, questo lo lasci decidere ad ognuno di noi. Io so solo che in seguito a quella verbalizzazione ho ottenuto che la Giunta delle elezioni si occupasse anche delle mie contestazioni.
Mi ha dato ovviamente torto, visto che ad essere accusati delle violazioni compiute erano gli stessi che giudicavano.
Ma se permette, preferisco avere torto e dimostrare che il Re è nudo, con atti che rimangono e che possono essere utilizzati per sensibilizzare l'opinione pubblica, piuttosto che non contare del tutto nulla rimanendo a casa.

 
Sicuro della pubblicazione di questa mia cordiali saluti

Riforme > Grazie per l'attenzione e con i più cordiali saluti.
              Franco Ragusa


Segue corrispondenza. Nella speranza di aver ben operato, nell'interesse della discussione e dell'altra parte (Se vuole può inserire nel sito questo scambio di opinioni, magari mettendole insieme tutte in modo da essere più comprensive), nel taglia e cuci delle parti essenziali.


> § 6. — Potestà di decisione del presidente dell’Ufficio elettorale di sezione.
> Il presidente decide, udito, in ogni caso, il parere degli scrutatori, sopra
> tutte le difficoltà e gli incidenti che siano sollevati intorno alle operazioni della
> sezione, e sui reclami, anche orali, e le proteste che gli vengono presentati, non-
> chè sulle contestazioni e sulla nullità dei voti (art. 66, primo comma, ed art. 71,
> primo comma, del testo unico 30 marzo 1957, n. 361).
> *La sua decisione, peraltro, è provvisoria*.
> Infatti, il giudizio definitivo su tutte le contestazioni, le proteste e, in
> generale, su tutti i reclami presentati agli Uffici delle singole sezioni è riservato,
> rispettivamente, alla Camera dei deputati (art. 87 del testo unico n. 361) ed al
> Senato della Repubblica (art. 27 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533)

Conosco bene queste istruzioni.
Da questo passaggio si evince che è comunque il presidente di seggio che decide se verbalizzare o meno e non il segretario, quindi non è possibile appellarsi all'art. 104 della legge elettorale come molti vorrebbero fare.
La protesta che molti voglioni mettere in atto è quello di rifiutare la scheda e mettere a verbale, Lei però nella sua risposta mi dice che:

"la *scheda rifiutata* o restituita *viene* ovviamente *annullata*, come per altro richiesto nella motivazione, allo stesso identico modo di quelle che potrebbero essere da lei annullate per i motivi sopra descritti."

Se la scheda rifiutata viene annullata va bene, ma a che serve allora questo tipo di protesta? Comunque quella scheda andrebbe a favore di chi vince (da come dicono).
Non sarebbe meglio starsene a casa o trovare altri tipi di protesta più eclatanti?

Riforme >
Premesso che rimango convinto della semplicità della disposizione di legge riguardo agli obblighi del segretario (una previsione finalizzata a protocollare, allo stesso modo di un banale Ufficio Protocollo, tutte le eventuali comunicazioni degli elettori), devo purtroppo darle atto che, come segnalato anche in home-page del sito, gira un appello che contiene molti errori e che, detto francamente, sta solo creando problemi.
Per cui nessun problema nel ribadire che il premio di maggioranza viene assegnato tenendo conto delle sole schede valide, e che nessuna scheda restituita o rifiutata potrà contribuire a cambiare questo risultato.
L'obiettivo della proposta non è certamente quello d'inventarsi chissà che cosa, ma soltanto ribadire che non ci sono le condizioni "legali" per poter usufruire appieno del diritto di voto. Da qui, far pronunziare le Camere (viste le prerogative a loro assegnate dalla costituzìone in materia di verifica dei poteri), circa le questioni sollevate, utilizzando l'art. 87, così come appunto fatto nel 2001.
A cosa serve tutto ciò?
Come ho già scritto, un conto è non contare nulla rimanendo a casa o annullando la scheda senza lasciare nulla agli atti; un altro è poter sollecitare l'interesse dell'opinione pubblica utilizzando gli strumenti consentiti per poter dimostrare che "il Re è nudo".
Come vede i suoi reclami sono stati respinti dalla camera dei deputati con la motivazione che il reclamo che Lei ha presentato non è inerente alle operazioni svolte all'interno del seggio elettorale ed è la stessa cosa che diceva la circolare del ministero.
Ora questa risposta della camera va a favore del presidente che non è tenuto a verbalizzare.
 
Riforme > Qui sbaglia. L'archiviazione è stata disposta per ragioni di merito. Ed infatti andrò nel seggio con in mano quell'atto che dimostra la possibilità di fare proteste per questioni diverse le mere operazioni elettorali. Se la Camera ha ritenuto legittimi tutti i passaggi per i quali nel mio caso, nel 2001, è stato applicato l'art. 87, come e perché un presidente di seggio potrebbe mettere in discussione una competenza "così esclusiva" al punto che tutti i ricorsi presentati ai tribunali amministrativi e ordinari vengono rigettati per "difetto di giurisdizione"?
La Camera non ha archiviato il mio esposto perché non riguardava le operazioni di voto (in tal caso lo avrebbe ritenuto inammissibile), ma perché ha ritenuto non valide le mie argomentazioni circa la contestazione fatta (l'imputato che giudicava se stesso).
Nell'atto da me ricevuto c'è tanto di richiamo alla seduta della Giunta che ha trattato la questione. E io stesso ho ricevuto l'estratto della seduta relativa alla trattazione delle questioni da me sollevate. Di tutto si parla, meno di un esposto che trattava di questioni non inerenti le operazioni di voto.
 
Le do ragione sul documento della camera, ovviamente ho sbagliato io a rispondere su quel documento.
Sabato 12 alle ore 16:00 se non troverò comunicazioni inerenti a questo fatto, ne  farò una io di comunicazione al messo comunale che la trasmetterà a chi di dovere per sapere come comportarmi in merito, una volta ricevuta la risposta dall'organo competente in cui sarà scritto che non posso accettare reclami non inerentii alle operazioni di voto, la stessa risposta l'appenderò al di fuori del seggio in modo che tutti, prima di entrare, la possano leggere e non creare disturbo poi all'interno del seggio. Ovviamente metterò a verbale il tutto. Poi se l'elettore non è d'accordo può andare dal messo comunale ovvero dai carabinieri per fare le proprie rimostranze. Se ne discuterà poi in altre sedi, con conseguente delusione dello stesso elettore.
 
Riforme > Premesso che per le elezioni del 2006 non mi risultano comunicazioni come da lei auspicate (per inciso: non sono neanche riuscito a trovare riferimenti certificati alla circolare del 2001 da lei citata per il referendum costituzionale; e con ciò non dico che non ci sia mai stata, ma che potrebbe non essere più stata riproposta in seguito), per i fini della protesta che il sito Riforme Istituzionali propone l'importante è che rimanga traccia della protesta, sia che venga verbalizzata, sia che il Presidente di seggio si esprima per la non accettazione sulla base  ecc. ecc.
Far pronunziare le Camere circa la legittimità o meno della protesta potrebbe infatti aprire altre prospettive per quanto riguarda i ricorsi ad altro giudice, di fatto ora preclusi.
Altro che delusione!
Ad ogni buon conto, ho inviato anch'io richieste al Ministero dell'Interno riguardo alle informazioni da dare ai componenti degli uffici elettorali. L'ultima con Raccomandata.
 
Mi tolga una curiosità, la sua intenzione alle prossime elezioni, oltre il fatto di voler far verbalizzare alcune questioni, qual è? quella di rifiutare la scheda? quella di farla annullare dal presidente? oppure vota tranquillamente?
Giusto per capire cosa voglia fare un elettore che vuole fare un certo tipo di protesta piuttosto che un altro che va al seggio a dire cose campate in aria.
 
Esattamente quello che è già stato fatto nel 2001.
Laddove le ragioni della protesta riguardino i simboli presenti sulla scheda si tratterà, ovviamente stiamo disquisendo di questioni comportamentali di fatto formali, di una restituzione dovuta alla convinzione che la scheda non sia conforme alla Costituzione (non è prevista l'elezione diretta del Presidente del Consiglio, viste le prerogative del Capo dello Stato in ordine alla nomina di questi, e, quindi, ci si rifiuta di votare con una scheda che presenta simboli che di fatto estorcono agli elettori un'indicazione in tal senso). Si chiederà di considerare la scheda restituita non valida ai fini del voto.
 
Laddove, invece, la protesta riguardi profili d'incostituzionalità delle legge elettorale, si può decidere per il non ritiro o per la restituzione (considerata la concomitanza delle amministrative per molti elettori, è evidente che conviene ritirarle tutte per poi chiedere la sola restituzione delle schede per le elezioni politiche, in quanto ciò costringerebbe l'Ufficio elettorale ad affrontare con serietà la questione. Un conto è infatti dire "se la mette così non le consegno nessuna scheda", intimorendo l'elettore; un altro è dover compiere gesti di autorità per farsi riconsegnare tutte le schede o altro). Anche in questo caso, si chiederà di considerare la scheda restituita non valida ai fini del voto.
La Ringrazio

Grazie a Lei
         Franco Ragusa