21 | 11 | 2019

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Pillole

M5S immagina, Napolitano ... posso!

apprendista-stregoneChe il Movimento 5 Stelle non avrebbe mai votato la fiducia per un governo Bersani o simili lo si sapeva.
Quello che non si sapeva e che non si poteva neanche intuire, è che anche un movimento che dice di volerli mandare tutti a casa, con tanto di apriscatole in bella vista a simboleggiare la rivoluzione in atto, potesse poi finire per apprezzare, anch'esso, l'ennesimo colpo di mano anti parlamentare compiuto dal Presidente Napolitano.
Del resto, paradossalmente, è stato proprio il M5S a suggerire a Napolitano l'invenzione del super Premier Monti in prorogatio.
E Napolitano li ha, per l'appunto, accontentati.
Giochi a fare l'apprendista stregone, e poi arriva lo stregone vero.

Scherzi della politica

grillo-montiVoti Movimento 5 Stelle per liberarti di Monti, poi ti ritrovi Grillo che dice che si può andare avanti con Monti in prorogatio.
Per fare cosa?
Una legge elettorale che non dice.

Aggiornamento: no, alla fine l'ha detta: per liberarsi della porcata, si torna alla precedente porcata, il Mattarellum.

Battiato non doveva: Vizi privati, pubbliche Virtù

boldrini-grassoLo sanno la Boldrini e Grasso, ma anche Crocetta, che nelle passate legislature ci sono stati molti parlamentari, senza distinzione di genere, disposti a vendersi? E che ora c'è anche qualche inchiesta in corso?

Fiducia al Governo: dall’inciucio all’inciucione?

bersani-crimi-lombardiCon la decisione di rimanere in Aula e votare contro la fiducia per la formazione del nuovo Governo, il Movimento 5 Stelle ha di fatto indicato una strada percorribile per la formazione di un Governo di minoranza.
In termini di tecnica parlamentare, più che di un inciucio, si tratterebbe di un inciucione, visto che, in vario modo, tutte e tre forze le politiche maggiori sarebbero chiamate a fornire i numeri per rendere possibile questa soluzione.
Sta ora al Centrodestra decidere cosa fare: rimanere fuori dall’Aula del Senato o no?
Con il Centrodestra fuori, infatti, e il Movimento 5 Stelle, invece, “diligentemente” al proprio posto a garantire la sussistenza del numero legale, Bersani avrebbe la maggioranza dei voti necessaria per superare lo scoglio della fiducia anche al Senato.

Contro il Porcellum, per la Costituzione

23-marzoIl 23 Marzo "Tutti in piazza per la Costituzione".
L'argomento principe più propagandato è l'ineleggibilità di Berlusconi sulla base delle norme elettorali vigenti.
Dato che si parla di legge elettorale, ci sarà spazio, anche, per interrogarsi sul fatto che oggi abbiamo i due maggiori partiti al 25%, ma che uno di questi ha tre volte il numero dei Deputati dell'altro?
E ci sarà spazio, anche, per riflettere su quanto, questa abnorme disparità di numeri, sia in grado di falsare tutti gli strumenti di controllo e garanzia previsti da una Costituzione scritta avendo come riferimento un Parlamento ben più rappresentativo?
Il 4 aprile il Tar del Lazio tratterà nel merito un ricorso che chiede l'invio della legge elettorale alla Corte Costituzionale, procedimento 651/2013.
Ci sara spazio, anche per questo, nella giornata "Tutti in piazza per la Costituzione"?

Se è golpe in Ungheria ... figuriamoci da noi

golpe-ungheriaC'è un gran fermento per il golpe bianco ungherese.
Da noi, invece... i due partiti maggiori al 25%, uno con 292 seggi, l'altro con 108, parla qualcuno?

La giunta Crocetta approva ddl abolizione Province

province-siciliaChi conosce la Sicilia lo sa, passi da una provincia all'altra, o da un comune all'altro, e sembra di passare dal terzo mondo alla Svizzera, e viceversa.
Ragusa, ad esempio, è una delle province più ricche d'Italia, e questo nonostante si trovi in Sicilia.
Ora ci penseranno dalla centralissima Palermo, sede del Governo regionale e città ai limiti della vivibilità, per ricondurla nella media dell'Isola.
Perché delle due l'una: o i liberi consorzi sono solo un cambio di nome delle province, ma senza Organi eletti dai Cittadini, o tutto finirà a Palermo, sempre senza Organi eletti dai Cittadini.
Indovinate un po' come andrà a finire, senza Organi eletti dai cittadini?

Grillo dovrebbe saperlo: tra la Sicilia e Roma, c'è di mezzo il mare

grillo-stretto"Il modello Sicilia è meraviglioso" ha commentato Grillo. Si sta fuori dalla maggioranza e dal governo, per poi decidere se appoggiare o meno i singoli provvedimenti.
A prima vista, quindi, un'apertura in grado di permettere la nascita di un governo di minoranza.
Tutto perfetto se non fosse che i numeri per permettere al Movimento 5 Stelle di fare la parte della Svizzera, disertare l'aula solo in occasione dei voti di fiducia, non ci sono.
Monti+Cdx fa 136 senatori, ben più di quelli a disposizione del Csx, 123, il che rende di fatto impossibile la formazione di un governo di minoranza a sola guida Csx con il Movimento 5 Stelle fuori dall'aula per non partecipare al voto di fiducia..
Per poter dunque permettere la nascita di un governo di minoranza e poi votare liberamente sui singoli provvedimenti, il Movimento 5 Stelle dovrebbe accettare di fare lo svizzero anche in presenza di un accordo Csx-Monti, con tutte le implicazioni, però, che questo tipo di accordo comporterebbe sul piano del programma di Governo.
Pensare, infatti, che oltre al Csx anche Monti potrebbe accettare di rimanere appeso alle scelte di volta in volta decise dai senatori a 5 stelle, non sembra un'ipotesi credibile.
Delle due l'una, quindi: per riuscire ad applicare il modello siciliano anche al Senato, o si va un po' oltre la neutralità per non avere a che fare con un governo di minoranza Csx-Monti, ma più spostato verso i temi più condivisibili dal Movimento 5 Stelle, oppure si rimane neutrali sino in fondo, dovendo permettere anche, però, la piena funzionalità di un governo di minoranza Csx-Monti.
Insomma, un bel rebus che ha poche vie d'uscita e che non sono affatto quelle di cui si va inutilmente discutendo in queste ore, il meraviglioso modello siciliano, per l'appunto.

Ma dove vai, se i voti non li hai?

vauro-berlusconi-bersani-porcellum"La parola ai numeri che, meglio di ogni altro commento, sono di per se stessi significativi della truffa elettorale appena consumata".
 
Questo scrivevamo nel 2008, ma lo stesso possiamo scrivere nel 2013.
Una larga maggioranza di seggi è stata infatti assegnata ad una coalizione che, rispetto alle elezioni del 2006 e del 2008, ha preso molti voti in meno. Le rappresentazioni percentuali sono infatti solo un altro trucco per nascondere che anche in queste elezioni un largo numero di elettori, il 5,5%, così elevato che avrebbe potuto superare la soglia di sbarramento, si è aggiunto alla già ampia area del non voto non recandosi alle urne.
Confrontando il dato percentuale con il complesso degli aventi diritto, già nel 2008 si era in presenza di numeri da "allarme democratico", con il 55% dei seggi assegnati al centrodestra con un consenso di poco superiore al 36% degli aventi diritto.
Ma il dato elettorale di queste ultime elezioni è ancor più sconfortante: senza tenere conto dell'area del non voto, infatti, a spoglio ultimato il premio di maggioranza è stato assegnato ad una coalizione al di sotto del 30%, cioè poco più del 21% degli aventi diritto.
Ebbene sì, con meno del 30% dei voti validi o, tenuto conto della disaffezione di molti elettori, poco più del 21% degli aventi diritto, c'è una coalizione che ha intascato il 55% dei seggi della Camera.
Mentre, pertanto, il Movimento 5 Stelle, prima forza politica alla Camera con il 25,55% dei voti validi, ha avuto soltanto 108 Deputati, il Partito Democratico, secondo partito con il 25,51%, ben 292. Stessi voti ma 184 Deputati di differenza.

Se Uno conta ... solo Uno conta

uno-parla-solo-unoMa il non-statuto del Movimento 5 Stelle, in modo particolare l'art. 4, chi oggi segue questo nuovo sogno l'ha letto o no?
Approfondendo il non statuto, ad esempio, la questione se il M5S sia fascista o meno neanche si pone. Il M5S, semplicemente, non esiste, perché così sta scritto nel non statuto.
Perché le decisioni che contano le prende solo e soltanto Grillo.
Lui fa e disfa le regole, lui decide chi può entrare ma, soprattutto, chi deve andare fuori dalle palle, ed è sempre lui che, prioritariamente, fa il programma, esattamente come sta scritto sull'art. 4 del non statuto.
Ora, per quante cose buone Grillo possa dire, fare o auspicare, che di base si debba accettare di sottostare ad un non statuto che affida alle decisioni di un uomo solo le sorti di un intero movimento o del Paese, ricorda sì le piazze, ma di ben altro tipo.
Quindi sì, non ignoriamoli.

Votare liberamente ai tempi del Porcellum

vauro-berlusconi-bersani-porcellumNon subire il ricatto del voto utile è la prima ed unica carta che gli elettori hanno in mano per porre una semplice urgenza alle forze politiche: poter esercitare liberamente e senza condizionamenti il sacrosanto diritto di voto.
C'è lo sbarramento e il voto potrebbe andare disperso?
Chissene ... chi oggi fa certi inviti, lavorasse per cambiare la legge elettorale.
Non votare PD o Sel potrebbe avvantaggiare Berlusconi?
Chissene ... chi oggi ha di questi timori, faccia qualcosa di concreto per cambiare la legge elettorale.
La forzatura maggioritaria e lo sbarramento stanno benissimo al PDL come al PD, per cui, sotto questo profilo, l'unico voto possibile, per gli elettori veramente contrari al Porcellum, è di non fare favori alle forze politiche fortemente schierate per mantenere questo tipo di forzature.
Non dimentichiamo che lo sbarramento al 4% è stato introdotto anche per le elezioni europee.
Da chi?
Dagli stessi compagni di merende che oggi invitano a votare utilmente: PD e PDL.

Porcellum e sondaggi da inquietudine

swgA leggere i sondaggi e tenuto conto che, mediamente, quasi un terzo del campione ancora non esprime preferenze, l'aria che tira è che il premio di maggioranza, sino al conseguimento del 55% dei seggi alla Camera, potrebbe andare ad una coalizione o ad una lista con non più del 30-35% dei consensi di chi esprimerà un voto valido, quindi un premio di ben oltre il 20%.
Di gran lunga superiore se si tiene conto che c'è chi non vota per scelta e non per pigrizia.
Chiunque arriverà primo, a risultare sconfitta sarà la democrazia.