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Home Rassegna Stampa Selezionata 2007 Riforme - Il PdCI resta solo: "Così non va"
30 | 07 | 2010

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 SEDICI ANNI DI BIPOLARISMO
 CHE HANNO STRANGOLATO L'ITALIA

 di Franco Ragusa
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... Berlusconi e il berlusco­nismo non rappresentano altro che gli effetti di una riduzione degli spazi di rappresentanza e degli strumenti di garanzia iniziata e consolidatasi con la sottrazione di ogni reale potere di scelta degli elettori.
Tutto questo è stato chiamato progresso ed è stato trasformato in una stagione di riforme, anche se non sempre vincente, tendente ad escludere dall'agenda politica le istanze provenienti da ampi settori della società.
Senza poter più contare e con una qualità della vita sempre più compromessa, c’è certamente la necessità di restituire agli elettori quella sovranità che dovrebbe già essere loro ma che, invece, il Partito azienda e gli americani de Roma hanno fatto divenire di loro esclusiva proprietà.
Riforme - Il PdCI resta solo: "Così non va" Stampa E-mail
Rassegna Stampa 2007
Giovedì 18 Ottobre 2007 08:00
Rientra la CdL esce il Pdci.
il sole 24 ore

Nel giorno in cui l'opposizione dà il via libera alle riforme costituzionali - sia pure limitandosi all'astensione - i comunisti di Diliberto escono per protesta dall'aula della commissione Affari Costituzionali.
"Oggi non abbiamo rotto con l'Unione solo per senso di responsabilità, ma sia chiaro che in Aula daremo battaglia" ha dichiarato Orazio Licandro, capogruppo del Pdci in commissione Aff. Cost., secondo cui "l'architettura costituzionale che viene fuori da questa proposta è inaccettabile", addirittura peggiore di quella voluta dalla Cdl nella scorsa legislatura.
Il Pdci contesta l'istituzione del Senato federale ("non si capisce a cosa serva") e lancia un avvertimento sulla legge elettorale: "Se qualcuno pensa di agevolare surrettiziamente la strada alla riforma elettorale verso il modello tedesco sbaglia di grosso e si assume la responsabilità di spezzare l'Unione e di rendere più deboli i processi unitari".