18 | 01 | 2020

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Riforme Istituzionali: Rassegna Stampa 2008

Le novità della bozza Bianco

Sono cinque le novità introdotte da Enzo Bianco nel testo definitivo di riforma elettorale che ha presentato stamani in commissione Affari Costituzionali del Senato e che sarà votato dalla commissione martedì prossimo, 22 gennaio.
Il Messaggero
CANDIDATURE PLURIME - È confermato che solo uno sia il collegio uninominale nel quale sarà possibile candidarsi, ma sono due (non una sola) le liste circoscrizionali in cui si potrà trovare lo stesso candidato.
 
OBBLIGO ALLEANZE PRIMA - È obbligatorio, e non semplicemente facoltativo, dichiarare prima del voto l'alleanza di riferimento, il candidato premier e il programma comune tra più forze politiche. All'articolo 14 del ddl, infatti, è scritto che «il programma e il candidato comune a più partiti o gruppi politici devono essere resi noti prima delle elezioni». Questo non significa che ci sia l'obbligo di allearsi, ma i partiti che corrono da soli, comunque, devono indicare un loro programma e un loro candidato.
 
VOTO UNICO - L'alternativa tra voto unico e doppio voto è risolta con la scelta del voto unico. Ogni elettore, quindi, «dispone di un solo voto, valido sia per l'elezione del candidato nel collegio uninominale sia per la scelta della lista circoscrizionale ad esso collegata».
 
RIPARTO NAZIONALE DEI SEGGI - Il riparto dei seggi è compiuto in sede nazionale e non circoscrizionale. Quindi, il recupero dei resti avverrà in un collegio unico nazionale, in base alle cifre elettorali risultanti dalla somma dei risultati circoscrizionali e secondo la formula dei quozienti naturali e dei più alti resti. Non viene più adottato il metodo di calcolo d'Hont su sollecitazione dei partiti medi e piccoli che come ha spiegato Bianco «chiedono che i suffragi si trasformino in seggi secondo una rappresentazione reale».
 
SENATO - Il sistema di elezione del Senato viene ridefinito recuperando, in parte, il sistema vigente fino al 1993: una formula proporzionale esclusivamente su collegi uninominali, in ambito regionale. Questo vuol dire che il 100% del Senato sarà eletto in collegi uninominali proporzionali, con una soglia di sbarramento del 5% che non c'era nel precedente sistema di votazione. Cambia così il sistema di votazione rispetto alla Camera dove rimane la suddivisione: 50% dei seggi è attribuito in collegi uninominali, con formula maggioritaria e il restante 50% è attributo con liste circoscrizionali, senza voto di preferenza. Di queste novità il riparto dei seggi in sede nazionale e il sistema di elezione del Senato erano chiesti, nella maggioranza,
soprattutto dal Prc e dalla Sinistra democratica e nell'opposizione dall'Udc. Il diverso sistema per il Senato, ha spiegato Bianco, «attenua il rischio che i partiti piccoli o medi possano scomparire in uno dei due rami del Parlamento». Invece non è stato accolto il voto disgiunto tra collegi uninominali e quota proporzionale chiesto dai partiti piccoli e medi.
 
Nell'impianto della riforma elettorale predisposta da Bianco restano le due soglie di sbarramento: nazionale al 5% oppure per chi non la superasse al 7% in almeno cinque circoscrizione. Questa è la parte centrale della riforma ed è la più avversata dai piccoli partiti. Oltre a queste novità inserite nel testo, Bianco ha annunciato l'introduzione, con un suo emendamento, di una «clausola di salvaguardia» per le minoranze linguistiche, come richiesto da Svp e Unione Valdotaine.