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Home Rassegna Stampa Selezionata 2008 «Sia un voto utile, scegliere tra Pdl e Pd»
30 | 07 | 2010

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 SEDICI ANNI DI BIPOLARISMO
 CHE HANNO STRANGOLATO L'ITALIA

 di Franco Ragusa
 76 pg.
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... Berlusconi e il berlusco­nismo non rappresentano altro che gli effetti di una riduzione degli spazi di rappresentanza e degli strumenti di garanzia iniziata e consolidatasi con la sottrazione di ogni reale potere di scelta degli elettori.
Tutto questo è stato chiamato progresso ed è stato trasformato in una stagione di riforme, anche se non sempre vincente, tendente ad escludere dall'agenda politica le istanze provenienti da ampi settori della società.
Senza poter più contare e con una qualità della vita sempre più compromessa, c’è certamente la necessità di restituire agli elettori quella sovranità che dovrebbe già essere loro ma che, invece, il Partito azienda e gli americani de Roma hanno fatto divenire di loro esclusiva proprietà.
«Sia un voto utile, scegliere tra Pdl e Pd» Stampa E-mail
Rassegna Stampa 2008
Martedì 19 Febbraio 2008 10:32
Fini: gli elettori non votino per un «partitino». «Centro diviso in tre, non credibile». «No a liste anti-aborto»
Mastella: possibile un'alleanza tra centristi, mia moglie non sarà candidata
corriere.it

Un voto che sia davvero «utile», non disperso tra le formazioni minori. Un voto, insomma, indirizzato solo verso il Pdl o il Pd. Il concetto lo ha espresso il leader di An, Gianfranco Fini, intervenendo a Radio Anch'io. Riprendendo una teoria già espressa in più occasioni da Silvio Berlusconi, Fini ha spiegato che «in questa campagna elettorale ci si sta confrontanto come se il referendum si fosse già svolto». «Si va verso grandi schieramenti e il confronto è tra il Pdl e il Pd - ha evidenziato l'ex vicepremier -. Non credo che l'elettore voti per il partitino che è presente solo per onor di firma. Il riferimento per il voto utile sarà ben presente nella testa degli elettori. Ci sarà quella semplificazione da parte degli elettori che non voteranno per chi non ha la possibilità di governare». E in questo contesto ha spiegato di sperare che Giuliano Ferrara «rinunci a una lista elettorale sull'aborto, un'idea che non condivido e giudico sbagliata», perché «la legge194 non deve essere cambiata, ma deve essere fatta rispettare in tutte le sue parti».

«CENTRO NON CREDIBILE» - Nel corso del programma Fini ha parlato anche di quello che si muove al centro dello schieramento politico, dopo lo smarcamento dell'Udc di Casini dal resto della Cdl e l'avvio del progetto della Rosa Bianca. «Il centro è un luogo geografico più che politico - ha detto il presidente di An -. Con tre sigle differenti che corrono, dire di volere unire gli italiani al centro non mi pare un messaggio politico credibile. Quale che sia il consenso dell'Udc - ha aggiunto - non è detto che porti via voti al Pdl. Può danneggiare anche il Pd, anzi ritengo che il Pdl avrà molti più consensi di elettori dell'Udc che non riescono a capire ancora la divisione decisa da Casini».

«ALLEANZA ANCORA POSSIBILE» - In mattinata ha parlato anche Clemente Mastella, che con l'Udeur sarà, appunto, la «terza punta» del fronte del centro. Il partito del Campanile correrà probabilmente da solo, anche se per l'ex Guardasigilli, intervenuto a Panorama del giorno, «un'alleanza al centro invece si potrebbe fare». Quello che ormai è certo è che non ci saranno accordi con Berlusconi: «Visto come si sono messe le cose è meglio che ognuno vada per la sua strada...». Mastella ha poi voluto smentire la voce che alle politiche sarà candidata anche la moglie Sandra Lonardo. «Non è vero - ha precisato -. Se andremo con gli altri questo, assolutamente, non accadrà». Mastella ha assicurato anche che «non verranno candidati altri miei parenti» e che «chi afferma questo lo fa per continuare ad accusarci di essere un partito familista».