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Home Rassegna Stampa Selezionata 2009 Sit In davanti la RAI contro le annunciate modifiche al "Testo Unico della Radiotelevisione"
08 | 02 | 2012
 
dalproporzionalealporcellum-TWI
 
Come e perché del Maggioritario in Italia
II edizione - dicembre 2011
114 pag.
 di Franco Ragusa

€ 9,00 più spese di spedizione
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ISBN 9788891003683
 
Dai referendum che cambiarono l'Italia al Porcellum. La stagione maggioritaria che ha finito per realizzare un sistema di potere che non consente agli elettori di scegliere.

 
Sit In davanti la RAI contro le annunciate modifiche al "Testo Unico della Radiotelevisione" Stampa E-mail
Rassegna Stampa 2009
Giovedì 24 Dicembre 2009 19:52

Considerato il tema non più di moda, la difesa della produzione culturale, e gl'interessi di chi fa utili con le televisioni, Riforme Istituzionali ritiene quanto mai attinente alle questioni della difesa dei valori costituzionali anche la piccola manifestazione svoltasi oggi a Roma e della quale, sicuramente, sarà difficilissimo trovare traccia sui mezzi d'informazione.

da professionecinema.com

Sit in davanti la Rai di Viale Mazzini

Nonostante il giorno di vigilia e contro ogni previsione, con un'ottima partecipazione da parte delle rappresentanze di tutti i professionisti del settore audiovisivo, non solo tecnici e settore artistico, ma anche i reparti di produzione e fornitori di mezzi, si è svolto a Roma, davanti la sede RAI di Viale Mazzini, un Sit In per manifestare contro le annunciate modifiche al "Testo Unico della Radiotelevisione":

- riduzione della quota (dal 15 al 10%) degli introiti pubblicitari che la RAI, concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, deve destinare annualmente alla produzione/acquisto di opere europee di produttori indipendenti;

- scomparsa dell’obbligo di destinare il 40% dei suddetti investimenti per opere cinematografiche;

- scomparsa di ogni riferimento a verifiche, su base annua, correlate alla programmazione giornaliera ed alle fasce di maggiore ascolto;

- introduzione di una dicitura, generica, secondo la quale una "quota adeguata" di queste opere deve essere recente, "vale a dire quelle diffuse entro un termine di cinque anni dalla loro produzione".

Dopo i Tagli al FUS, il settore ha trovato nuovamente la forza per rispondere all'ennesimo tentativo di soffocare la Produzione di Cultura nel nostro Paese, mettendo al centro dell'attenzione l'interesse generale contro gli interessi economici di pochi soggetti. La manifestazione si è conclusa con la consapevolezza della necessità di dover calendarizzare altre è più incisive iniziative.