09 | 12 | 2019

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Rassegna Stampa 2010

Riforme Istituzionali - Rassegna Stampa 2010

Legge elettorale, ecco la bozza di Pd e terzo polo

Per la prima volta viene introdotto il secondo turno

da lastampa.it - Federico Geremicca

Si consultano, si riuniscono, elaborano percentuali, studiano le leggi elettorali in vigore negli altri Paesi, faticano per tener assieme le esigenze di un partito o dell’altro ma sanno bene che, in conclusione, il loro lavoro potrà indifferentemente essere sia un punto di partenza - la rampa di lancio, cioè, di un ipotetico nuovo governo - quanto fatica sprecata, carta straccia da buttare in un cestino. Si parla, naturalmente, del gruppo ristretto (Violante, Bocchino, D’Alia, Bressa e pochissimi altri) che da settimane lavora a un testo di riforma della legge elettorale sul quale sia possibile raggiungere una intesa di massima tra le forze politiche contrarie a tornare alle urne col sistema attuale, il cosiddetto “porcellum”.

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Appello per l'introduzione di un sistema elettorale proporzionale

L'Associazione per la Democrazia costituzionale, lancia un appello per l'introduzione di un sistema elettorale proporzionale che abbia come primo requisito la coerenza con la Costituzione.
Una nuova legge elettorale, conforme alla Costituzione, escludendo ogni forma di indicazione o di investitura di un capo politico di partito o di coalizione, deve perseguire questi tre obiettivi:

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Il 49% «riscopre» i piccoli partiti

Renato Mannheimer - Corriere della sera, 13 settembre 2010

La prospettiva di elezioni anticipate appare talvolta più probabile, talvolta meno. Specularmente, anche gli atteggiamenti della popolazione al riguardo risultano in qualche modo mutevoli.
Beninteso, anche gli ultimi dati confermano l'ostilità della maggioranza all'idea di un ritorno immediato alle urne, com’è stato mostrato dai sondaggi svolti nelle scorse settimane. Ma l’intensità di questo orientamento è andata attenuandosi, passando dal 67% di inizio settembre al 53% di oggi.

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SORPRESA! IL PROPORZIONALE PIACE

I risultati del sondaggio commissionato da Repubblica a IPR Marketing non potrebbero essere più chiari: la maggioranza degli intervistati, pari al 41%, è favorevole ad un sistema elettorale proporzionale con sbarramento, sul modello tedesco. Un altro 22% preferisce un sistema alla francese, uninominale maggioritario a doppio turno, mentre solo il 18% rimpiange il vecchio uninominale a turno unico (con piccola correzione proporzionale) in vigore in Italia dal 1994 al 2005 e conosciuto come "Mattarellum", ed un misero 12% difende la validità della legge elettorale vigente, meglio nota come "Porcellum". Dulcis in fundo, il 60% degli intervistati ha dichiarato di preferire un sistema in cui si può esprimere una preferenza, rispetto alle liste bloccate contemplate dal vigente Porcellum.

di Germano Monti (Comitato per il proporzionale - Contro la forzatura bipartitica)

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Gli italiani bocciano il Porcellum - Vincono proporzionale e preferenze

Rilevazione di Ipr Marketing per Repubblica.it. Il 41% vuole il sistema tedesco con sbarramento, il 21% preferirebbe il modello francese. E la grande maggioranza dice no al Parlamento dei "nominati".
di CARMINE SAVIANO - da Repubblica.it

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Chi svuota la Costituzione

la Repubblica - di Stefano Rodotà

La decostituzionalizzazione dà forma alla decomposizione del paese. Opporsi si può e si deve.

In questa stagione torbida le prove di decostituzionalizzazione si susseguono e si infittiscono. Per la prima volta nella storia della Repubblica un governo vuole modificare un articolo della parte iniziale della Costituzione, l´articolo 41.

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La Costituzione secondo Pomigliano

Da ilmanifesto.it - di Gianni Ferrara

Era del tutto evidente che il capitalismo globalizzato, il liberismo assoluto, il revisionismo storico, etico-politico ed istituzionale mirassero allo stesso obiettivo. Non era però scontato un impatto così sconvolgente, recessivo, distruttivo. Sconvolgente il tessuto sociale, recessivo della civiltà politica, distruttivo di un intero ordine giuridico: quello immediatamente connesso alla struttura della società, il diritto del lavoro. Ma il grado di recessione varia da nazione a nazione, a determinarlo in Italia è la barbarie del berlusconismo. Si è aggiunto per rivelarne l’essenza più intima. Ha assunto un nome che resterà. Lo hanno detto ministri e opionion makers: Pomigliano.

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Un voto per abrogare l’articolo 1 della Costituzione

Giorgio Cremaschi, da "Liberazione" del 16 giugno 2010

Pare il sogno di Silvio Berlusconi. Un referendum che in una volta sola cancelli tutte quelle parti della Costituzione, tutti quei pesi e contrappesi nelle istituzioni, che danno fastidio alla libertà dell’impresa e soprattutto a quella di alcuni imprenditori. Un referendum ove sia possibile solo il sì perché il no comporterebbe la minaccia di mettere in crisi tutto il bilancio dello Stato. Per ora in Italia questo incubo non è realizzabile. Nonostante tutto alcune regole e garanzie di fondo lo impediscono. Senza particolare scandalo, però è su questo che si vuole far votare i lavoratori di Pomigliano. Oramai è chiaro a tutti, anche a chi continua a far finta di non aver capito. Nello stabilimento Fiat campano non si discute più di produttività o di flessibilità, l’azienda vuole imporre un altro contratto nazionale, un’altra legge dello stato, un’altra Costituzione. Nel nome del più antico dei ricatti: o rinunci ai tuoi diritti o non lavori. (...)

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Per la democrazia costituzionale

Promossa da esponenti di forze politiche, sindacali, e culturali si è formata, presieduta da Gianni Ferrara, l’Associazione Per la democrazia costituzionale. Come il nome ben esprime, il compito primario dell’Associazione è di promuovere i valori della democrazia costituzionale da anni sotto assedio da parte delle forze del centrodestra e delle correnti ‘revisioniste’ dello stesso centrosinistra, che si sforzano di imporre il bipolarismo/bipartitismo e la ‘democrazia governante’, che stanno esautorando le istituzioni della rappresentanza politica a tutti i livelli.

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Pomigliano, il ricatto e la Costituzione

da aprileonline.info - C.R. 14 giugno 2010
La segretaria della Cgil "dice sì alla difesa dell'occupazione e al futuro dello stabilimento" di Pomigliano "e sì alla necessità di rendere pienamente produttivo il futuro investimento", ma "chiede alla Fiat di riflettere" sul fatto che "una proposta di accordo possa violare leggi e Costituzione".

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