08 | 12 | 2019

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La Corte Costituzionale, a che serve?

Lettera/Appello inviata al Presidente della Repubblica, form di spedizione all'indirizzo https://servizi.quirinale.it/webmail/ a seguito del voto della Giunta delle elezioni del Senato contro la sentenza della Corte Costituzionale che sancisce l'incompatibilità tra la carica di Parlamentare con quella di Sindaco per i Comuni al di sopra dei 20.000 abitanti.
Per aderire all'Appello, inviare il testo o una protesta analoga all'indirizzo sopra indicato.

Egregio Presidente Napolitano,
riguardo al voto della giunta delle elezioni del Senato, che non ha di fatto riconosciuto la validità della sentenza della Consulta circa l'incompatibilità della carica di Parlamentare con quella di Sindaco dei Comuni al di sopra dei 20.000 abitanti, auspico che lei provi a spiegare al Senato della Repubblica, come l'art. 87 della Carta costituzionale le consente, che per quello stesso "condiviso senso di responsabilità" delle forze politiche che sostengono il Governo Monti, e per il quale anche i meno abbienti sono stati chiamati ad affrontare enormi sacrifici, sarebbe finalmente ora che anche il Senato inizi a comportarsi come i cittadini rispettosi delle leggi fanno, e che, quindi, pur non condividendole, prendesse atto che le sentenze della Consulta valgono per tutti, perché altrimenti tanto varrebbe riesumare la monarchia. Tanto più che al Parlamento è data la possibilità di modificare la Costituzione per porre rimedio a quelle eventuali lacune che potrebbero indebitamente condizionare l'attività delle Camere.
Mi permetto inoltre di ricordare, a Lei e al Parlamento, che nel 2008 la Consulta ha peraltro già avuto modo di censurare la legge elettorale vigente, in quanto  "non subordina l'attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti e/o di seggi".
Anche per questi rilievi, il Parlamento non ha ritenuto di intervenire sulla legge elettorale, così come si è mostrato indifferente di fronte alle sollecitazioni giunte dai cittadini affinché la materia venisse affrontata sotto il profilo della legittimità costituzionale.
Mi permetto di concludere, infine, ricordando le parole da Lei pronunziate in questi giorni, di esaltazione del ruolo svolto dalla forze politiche che hanno permesso il proseguimento della legislatura e che hanno così consentito alla nascita del Governo Monti, nonché del suo impegno per evitare il ricorso alle urne.
Per questi motivi, credo sia doveroso, da parte sua, ritenersi responsabile, in prima persona, per tutto quanto questo Parlamento continuerà a fare in dispregio della legalità costituzionale.
Rinnovandole, quindi, l'invito ad utilizzare le prerogative all'art.87, mi aspetto che quanto prima voglia dar voce al senso di frustazione dei cittadini, costretti, ancora una volta, ad assistere impotenti all'ennesimo atto di prepotenza da parte di quella stessa classe politica che continua, indifferente, a calpestare le più elementari regole di convivenza civile.
Certo dell'attenzione, colgo l'occasione per inviare i più cordiali saluti e per augurarle le migliori festività.

Franco Ragusa