28 | 02 | 2020

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Dietro l'IMU alla Chiesa

pacco-contropaccoL'emendamento Monti sulla cosiddetta "Ici alla Chiesa", peraltro su pressione di una procedura di infrazione dell'UE, da quanto dichiarato non farebbe altro che definire meglio i confini tra ciò che è e che continuerebbe a rimanere esente, e ciò che non è esente.
La Chiesa, come i partiti, i sindacati, le associazioni no-profit, è esentata dal pagamento per le proprietà adibite al culto o alle attività no-profit.
Per questo tipo di locali non cambierebbe però nulla.

Dove l'annunciato emendamento Monti interverrebbe, infatti, sono solo le zone d'ombra determinate dalla confusione tra i due tipi di attività, commerciale e no-profit, prevedendo tre tipologie: immobili totalmente esenti; immobili totalmente non esenti; immobili prevalentemente destinati ad attività commerciale, ma con l'esenzione delle aree, ad esempio, destinate al culto (si pensi alla cappelletta all'interno di un albergo).
C'è quindi da domandarsi quanto ulteriore gettito verrà realmente realizzato, tenendo conto che buona parte degli strutture della Chiesa destinate all'attività commerciali già ora non sono esenti.
Ulteriore gettito che sicuramente arriverà, invece, dalla revisione degli estimi catastali. Ma questa revisione, per l'appunto, riguarda anche noi.