28 | 02 | 2020

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ALLARME ROSSO revisione art. 81 della Costituzione

Su un punto siamo tutti d'accordo: il Parlamento figlio del Porcellum, dei nominati e delle compravendite dei parlamentari e che ha visto l'esclusione dalla rappresentanza di ampi settori della società a causa del carattere maggioritario della legge elettorale, non gode della fiducia dei cittadini. Verrebbe giudicato molto grave, pertanto, qualsiasi intervento di modifica della Costituzione.

Ma nel mentre aumentano gli appelli a non manomettere la Carta fondamentale, in ultimo il manifesto lanciato in questi giorni da Libertà e Giustizia, per il 5 marzo è in calendario alla Camera la discussione sulle linee generali del disegno di legge di revisione dell'art. 81, in seconda deliberazione e con tempi contingentati.
Sull'art. 81 "Governo e maggioranza sono intenzionati a chiudere nel più breve tempo possibile", è l'Allarme Rosso lanciato da Franco Russo dell'Associazione per la democrazia costituzionale.
Già nei giorni scorsi, l'Associazione per la democrazia costituzionale ha chiesto, attraverso una lettera al Parlamento a firma del suo Presidente Gianni Ferrara, uno scatto d'orgoglio che consenta di evitare, così come auspicato anche dal Senatore Pardi durante il convegno promosso dall'Associazione il 22 febbraio scorso, la maggioranza bulgara che precluderebbe la possibilità di chiedere l'indizione del referendum confermativo.
Per le leggi di revisione costituzionale, infatti, "Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti. (art. 138 Cost.)".
Per questi motivi, conclude Franco Russo a nome dell'Associazione per la democrazia costituzionale, "è necessario rafforzare l'impegno e gli sforzi" per ribadire, in ogni sede, la necessità di non privare i cittadini dell'unico strumento di controllo a loro disposizione, oggi più necessario che in passato.