19 | 11 | 2018

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Ma questo Parlamento può fare una nuova legge elettorale o no?

di Aldo Giannuli
 
Recentemente ho rilasciato un’intervista a “La Repubblica” (6 gennaio 2014) che, a causa di qualche taglio, può aver ingenerato qualche equivoco che qui mi sembra il caso di dissipare. Il giornalista mi ha chiesto se ritenevo il Parlamento illegittimo e, pertanto, non in grado di occuparsi della riforma elettorale. Come in altre interviste (ad es. data a “La 7” il giorno 7 gennaio) ho precisato che la questione si pone su due piani diversi, che occorre non confondere: quello giuridico e quello politico.
 
Sul piano giuridico il Parlamento è legittimo perché, per definizione, gli organi dello Stato non ammettono “vacanze”; diversamente dovremmo ritenere illegittimo anche il Presidente Napolitano, eletto da questo Parlamento, il giudice Giuliano Amato, nominato da questo Presidente e, in definitiva la stessa sentenza della Corte perché al voto su di essa ha partecipato Amato che non ne avrebbe avuto titolo.

 
Sul piano giuridico si può porre qualche dubbio dopo che sia stata depositata la motivazione della sentenza della Corte ed in base a quello che ci sarà scritto, in particolare per quel che riguarda i cento e passa parlamentari attribuiti con il premio di maggioranza  dichiarato illegittimo.
 
Ma, per ora, da un punto di vista giuridico il parlamento è nella pienezza dei suoi poteri. Diverso è il discorso sul piano politico (e questo è il pezzo saltato che determina gli equivoci di cui dicevo). Dal punto di vista politico è evidente che un Parlamento eletto sulla base di un dispositivo dichiarato incostituzionale dalla Consulta, ha una legittimazione assai ridotta e direi quasi inesistente.
 
È evidente che un Parlamento del genere:
 
a- non possa durare tutta la legislatura ma debba essere sciolto al più presto per andare a nuove elezioni con una legge conforme al dettato della Corte;
 
b- non possa occuparsi di una legge così importante e delicata come la legge elettorale, se non nei limiti strettamente necessari a rendere perfetta l’attuale legge elettorale ed andare a votare;
 
E credo che sia questo il senso in cui Grillo dice illegittimo questo Parlamento, avendo in ciò ragioni da vendere. Su questo conviene essere chiari: la Corte non ha dichiarato incostituzionale l’intera Legge Calderoli (detta Porcellum) ma solo due suoi punti riguardanti il premio di maggioranza ed il voto di preferenza per gli eletti. Pertanto, la legge che residua dall’intervento abrogativo della Corte, è perfetta per quel che riguarda la divisione dei seggi fra partiti e coalizioni perché elimina il premio di maggioranza ma lascia intatto l’impianto proporzionale con le clausole di sbarramento previste.
 
Invece necessita di un piccolo intervento di un solo comma che ripristini le preferenze, dato che è dichiarato incostituzionale il metodo delle liste bloccate. Dunque, un intervento di scarsissima entità, che potrebbe essere fatto in una settimana.
 
A proposito delle proposte in campo (modello Spagnolo e Mattarellum) osserviamo che, non solo si tratta di proposte di merito che vanno molto al di là della correzione del Porcellum e presentano aspetti che ripropongono motivi di incostituzionalità, ma che si tratta di operazioni che impedirebbero di votare in primavera. Infatti, tanto il “Mattarellum” quanto il sistema spagnolo richiedono la ridefinizione dei collegi il che, fra disegno della mappa, pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, riorganizzazione degli uffici circoscrizionali e/o di collegio ecc, richiede almeno tre mesi che andrebbero a sommarsi al mese-mese e mezzo necessario per l’approvazione della legge nei due rami del Parlamento. Questo, forse, è sfuggito anche a Renzi che ha fretta di andare a votare ma non si rende conto che in questo modo si impantana tutto.
 
Né, come sento dire, è possibile riprendere come base su cui lavorare i collegi già esistenti nella vecchia legge Mattarella che, infatti, prevedeva una loro revisione ogni 5 anni, per evitare una cattiva distribuzione dei seggi fra collegi piccolissimi e collegi troppo grandi. In questi 13 anni che ci separano dall’ultima volta che abbiamo votato con il Mattarellum, il Mezzogiorno ha perso 3 milioni di cittadini e le proporzioni si sono fortemente alterate. In ogni caso, resterebbe il problema della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale (15 gg prima dell’entrata in vigore) e della riorganizzazione degli uffici elettorali, per cui, nulla da fare.
 
L’unica cosa decente che si può fare è aspettare la sentenza della Corte Costituzionale, leggerla per bene, modificare l’attuale Legge Calderoli nel modo indicato dalla Corte ed andare a votare appena possibile. Poi il prossimo Parlamento provvederà.
 
http://www.aldogiannuli.it/2014/01/ma-questo-parlamento-puo-fare-una-nuova-legge-elettorale-o-no/