24 | 09 | 2017
Di poche ore fa la notizia del mancato raggiungimento delle 500.000 firme sui due referendum abrogativi sull'Italicum.
Un risultato miracoloso, quello ottenuto dal Comitato, 420.000 firme circa per ognuno dei due quesiti, in considerazione che si è trattato di uno sforzo dal basso.
Un risultato al tempo stesso deludente, però, se si pensa alle firme contemporaneamente raccolte dalla CGIL su altri quesiti, a conferma dello scarso impegno sindacale sulle questioni riguardanti l'effettivo esercizio della sovranità popolare, come se la cosa non riguardasse i lavoratori.
Ancor più deludente se si pensa che a sostenere l'iniziativa vi era anche il Movimento 5 Stelle.
Una forza politica che oggi, da sola e senza difficoltà, potrebbe raccogliere 500.000 firme in poche settimane.
A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.
Tanto più che il Movimento 5 Stelle non sarebbe nuovo, proprio in riferimento alla legge elettorale, a comportamenti di tipo contraddittorio.
Più che doveroso, quindi, ricordare tutte le ambiguità di un movimento che dice di sostenere delle cose, ma che, arrivati al dunque, ne fa altre.

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