23 | 11 | 2017

1993-2009
1993-2009
SEDICI ANNI DI BIPOLARISMO
CHE HANNO STRANGOLATO L'ITALIA

di Franco Ragusa

76 pagine



... Berlusconi e il berlusconismo non rappresentano altro che gli effetti di una riduzione degli spazi di rappresentanza e degli strumenti di garanzia iniziata e consolidatasi con la sottrazione di ogni reale potere di scelta degli elettori. Tutto questo è stato chiamato progresso ed è stato trasformato in una stagione di riforme, anche se non sempre vincente, tendente ad escludere dall'agenda politica le istanze provenienti da ampi settori della società. Senza poter più contare e con una qualità della vita sempre più compromessa, c’è certamente la necessità di restituire agli elettori quella sovranità che dovrebbe già essere loro ma che, invece, il Partito azienda e gli americani de Roma
hanno fatto divenire di loro esclusiva proprietà.

In edizione integrale sul web

Dalla Prima alla Seconda Repubblica per non cambiare, ha inizio così la cronaca di questi assurdi 16 anni.
Ebbene sì, abbiamo vissuto una finzione dove non c’è stata una Seconda o Terza Repubblica, ma soltanto un passaggio di consegne.
Il mito dell’alternanza ha sino ad oggi prodotto Governi sin troppo simili nelle scelte di fondo, quali l’economia, i diritti civili, la politica estera ed un sistema legalizzato di clientele; ma, soprattutto, una sostanziale concordia di obiettivi, pur se con formule diverse, quando si è trattato di ridurre gli spazi di rappresentanza e di mettere i cittadini l’uno contro l’altro per meglio controllarli.
Il ricco nord contro il sud, i figli contro le pensioni dei genitori, i precari contro chi ha un posto poco più sicuro, il disoccupato contro l’immigrato, i consumatori contro i lavoratori, e si potrebbe andare avanti a lungo con la lista dei poveri cristi di volta in volta indicati, dal liberal di turno presente in entrambi gli schieramenti, come le sanguisughe che impediscono la crescita dell’Italia.
Tutto questo è stato chiamato progresso ed è stato trasformato in una stagione di riforme, anche se non sempre vincente, tendente ad escludere dall'agenda politica le istanze provenienti da ampi settori della società.
Senza poter più contare e con una qualità della vita sempre più compromessa, c’è certamente la necessità di restituire agli elettori quella sovranità che dovrebbe già essere loro ma che, invece, il Partito azienda e gli americani de Roma hanno fatto divenire di loro esclusiva proprietà.


 

Premessa -

 

5

Dalla Prima alla Seconda Repubblica affinché ... nulla cambi -

 

11

L’ascesa del partito azienda e lo sconquasso istituzionale -

 

15

La Bicamerale -

 

17

L’irrisolto “conflitto d’interessi” -

 

23

La sconfitta del Referendum elettorale del 1999 -

 

25

L’elezione diretta dei Presidenti di Regione -

 

29

La sconfitta dei 7 Referendum -

 

31

Il nuovo Titolo V -

 

35

Le liste civetta e l’elezione diretta del Premier -

 

37

2001 - Il Referendum Costituzionale sul nuovo Titolo V -

 

39

Avanti... Savoia -

 

41

Lo stravolgimento della Costituzione -

 

43

La nuova legge elettorale proporzionale ... con il trucco -

 

49

Nuova Legge elettorale alla prova: il centrosinistra non lo dice, ma deve ringraziare per la vittoria -

 

51

Il Referendum costituzionale del 2006 -

 

55

Il referendum costituzionale tradito ed il presidenzialismo fai da te del Presidente Napolitano -

 

59

La “pistola carica” di un nuovo referendum elettorale -

 

61

La Veltroneide elettorale -

 

65

Lo strappo di Prodi: i governi nascono e muoiono con il voto del Parlamento -

 

67

Elezioni 2008: come ottenere la maggioranza dei seggi con appena il 36% degli elettori -

 

69

La sconfitta dei quesiti Guzzetta -

 

71

Quale nuova Repubblica? -

 

73

 





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