19 | 11 | 2018

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1993-2009

Legge elettorale per il Parlamento europeo: PD e PDL “compagni di merende”

Nel ricordare la circostanza nella quale venne fatto largo uso dell’espressione “compagni di merende”, il definire allo stesso modo i due partiti maggiori potrebbe sembrare un inutile ed immotivato estremismo verbale.

No, non è così.

Se rubare acqua ad un assetato equivale a condannare a morte chi subisce questo furto, lo stesso si può dire di una democrazia nella quale, alterando il principio “una testa un voto”, ad alcuni partiti potrebbe essere consentito di ottenere seggi altrimenti non conseguibili con metodo democratico, attraverso, cioè, la consapevole e libera determinazione della sovranità popolare.

Un copione già visto e subito dagli elettori alle elezioni politiche del 2008.

Schiavi di una legge elettorale con soglia di sbarramento e per di più in grado di assegnare al primo arrivato il Governo del Paese, per molti elettori rimase, infatti, ben poco da scegliere: rischiare di buttare il proprio diritto di voto nel water, sostenendo forze politiche in ogni caso non in grado di competere per il governo del paese o a rischio soglia di sbarramento; o piegarsi al ricatto del voto utile, votando il “meno peggio” fra le due forze politiche maggiori.

Le conseguenze, come abbiamo visto, sono sotto gli occhi di tutti.

Un gran numero di elettori, di fronte al ricatto del voto utile, ha preferito aggiungersi al numero dei non votanti: non contare per non contare ...

Abbiamo inoltre assistito all’azzeramento della dialettica parla­mentare, con il Parlamento ridotto a “pensiero unico”, nella totale assenza di forze politiche (poiché espulse dalla soglia di sbarramento) in grado di rappresentare istanze sociali ignorate sia dal PDL al governo che dal PD all’opposizione.

Un’emergenza democratica ben rappresentata dai numeri reali del consenso.

È bene infatti non stancarsi di ricordare come l’attuale maggio­ranza parlamentare sia stata votata da un esiguo 36% degli elettori aventi diritto; ed il centro-destra, che nel 2006 ottenne soltanto 277 seggi alla Camera, nel 2008 ne conquista ben 340 pur passando dai 18.977.843 elettori del 2006 ai 17.063.874 del 2008. Quasi 2 milioni di voti in meno e ben 63 Deputati in più!

Numeri imbarazzanti che ben spiegano lo “sforzo” fatto da PD e PDL per cercare di riprodurre un meccanismo analogo anche per le elezioni europee.

Senza neanche l’alibi del dover studiare un meccanismo eletto­rale in grado di garantire maggioranze di governo forti e coese, l’introduzione della soglia di sbarramento del 4%, per l’ingresso nel Parlamento europeo, si spiega soltanto con il tentativo dei partiti maggiori di ottenere un maggior numero di seggi a disca­pito, appunto, delle liste al di sotto del 4%.

Dopo aver quindi rubato voti e seggi alle ultime elezioni poli­tiche, PD e PDL, forti in Parlamento del furto già consumato, hanno pensato bene di compiere un nuovo furto di democrazia.

PD e PDL “compagni di merende”?

No! molto peggio!

 
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