20 | 09 | 2018

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1993-2009


 
L’ascesa del partito azienda e lo sconquasso istituzionale
 
Berlusconi scende in campo ed interpreta al meglio la nuova legge elettorale di tipo maggioritario.
Nel giro di pochi mesi mette in piedi, nell’impossibilità di tenere unite AN e Lega Nord sotto un solo simbolo, due diverse alleanze elettorali con il solo scopo d’impedire la vittoria della sinistra.
Ebbene sì, se chi arriva primo prende l’intera posta, è sufficiente suscitare timori per poter chiedere agli elettori anche un voto contro che, automaticamente, diventerà un’investitura per governare con pieni poteri.
 
Senza un partito, ma con alle spalle un impero mediaticoimprenditoriale, imbracciata la bandiera dell’anticomunismo e a capo di due coalizioni che non sembravano poter convivere a lungo, Berlusconi vince le elezioni del ’94 con al seguito un nutrito gruppo di collaboratori che possiamo ben definire, a vario titolo, suoi dipendenti. Dipendenti nella vita reale; dipendenti nella vita politica.
Di fronte, poi, alle prime difficoltà di tipo istituzionale, si fece portatore di un nuovo modo di leggere la Costituzione e d’intendere i rapporti tra i Poteri dello Stato, con Forza Italia ed AN unanimi nel sostenere che con l’introduzione del maggioritario molte cose dovevano essere reinterpretate.
In modo particolare, in occasione della crisi di Governo che di lì a poco sarebbe insorta, il centrodestra gridò al golpe per il comportamento del Presidente Scalfaro, reo, dal suo punto di vista, di non avere immediatamente sciolto le Camere ma di aver esplorato la via parlamentare per la formazione di un nuovo Governo. Nel panorama politico italiano viene lanciato un vero e proprio anatema contro i cosiddetti ribaltoni.
Certamente, Il presidente Scalfaro non fece altro che applicare la Costituzione. Ma per i nuovisti, sostenitori della logica maggioritaria, la Costituzione era divenuta, sostanzialmente, carta straccia: lo spirito incarnato dalla legge elettorale maggioritaria bastava ed avanzava per regolare il cosa fare in occasione delle crisi di Governo.