20 | 09 | 2018

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1993-2009


 
L’elezione diretta dei Presidenti di Regione


Nonostante l’acceso clima politico, nel novembre 1999 il Parla­mento fa pace con se stesso ed approva, con i soli voti contrari di Rifondazione Comunista e Lega nord, la Legge Costi­tuzionale che ha introdotto l’elezione diretta dei Presidenti di Regione.
Il quorum dei due terzi, condizione necessaria per non sotto­porre a referendum confermativo le modifiche costituzionali, viene facilmente superato sia alla Camera che al Senato.

Con un’impostazione chiaramente presidenzialista, il Presidente eletto nomina e revoca i componenti della Giunta.
Vengono inoltre inserite le cosiddette norme antiribaltone, impropriamente così definite in quanto, congegnate per essere ad uso e consumo del solo Presidente, costituiscono una sorta di “potere di vita e di morte” nella mani di un’unica persona: … L’approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a suffragio universale e diretto, nonché la rimozione, l’impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio. In ogni caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio.

Al Presidente è quindi consentito, in qualsiasi momento e a suo piacimento, minacciare lo scioglimento del Consiglio attraverso le dimissioni. Uno strumento estremo che verrebbe utilizzato, evidentemente, in caso di contrasti contro la propria maggio­ranza politica di riferimento.
Al tempo stesso, però, forte di un drappello di fedelissimi, nulla potrebbe impedire al Presidente di cambiare squadra di Governo con il sostegno di una diversa maggioranza all’interno del Consiglio regionale.
Curiose, in tale senso, le considerazioni dell’allora Presidente della Camera Violante. Prendendo ad esempio quanto era stato fatto con i Comuni e le Regioni, individuò nel maggioritario e nella sfiducia costruttiva gli strumenti per dare stabilità anche al Governo centrale.
Da dove avesse tratto quest'ultima ispirazione non è ben chiaro, visto che il presidenzialismo regionale appena approvato non prevedeva affatto soluzioni tipo sfiducia costruttiva: né per sostituire il Presidente eletto con voto diretto; e né, tanto meno, per impedire lo scioglimento anticipato del Consiglio anche in presenza di un puro capriccio del Presidente della Regione.