02 | 07 | 2020

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Italicum: soglia al 37, 40 o 45%, che cambia se l’incostituzionalità si cela nel doppio turno e negli sbarramenti?

Italicum: soglia al 37, 40 o 45%, che cambia se l’incostituzionalità si cela nel doppio turno e negli sbarramenti?
 
Come già ricordato (vedi nota 35 a pag. 88), un meccanismo elettorale diretto finalizzato a garantire al Governo il sostegno di una maggioranza parlamentare, certa e precostituita prima delle elezioni, non esiste neanche nei paesi spesso citati come esempio da seguire.
Un “automatismo” che peraltro mal si concilia con la neces­sità di dover tenere conto dei due cardini sui quali la Consulta ha cassato il Porcellum: la governabilità è sì un valore costituzio­nalmente rilevante, così come lo è, però, anche la rappresentanza.
Il primo obiettivo, la governabilità, non può cioè darsi se non si garantisce anche il perseguimento del secondo obiettivo, la corretta rappresentazione della volontà elettorale.
Due condizioni indispensabili, ma da sole non sufficienti, che impongono da subito una prima riflessione circa le alte soglie di sbarramento dell’Italicum: nella logica di una legge elettorale in grado di assegnare, al primo turno o al ballottaggio, un premio di maggioranza, che senso ha decidere anche il livello di NON rappresentanza per le forze minori?
Per quale motivo alterare l’espressione della sovranità popolare, in modo particolare dal lato della futura opposizione, se l’obiet­tivo della governabilità risulterà in ogni caso assicurato dal premio di maggioranza?
Per un motivo più volte ricordato: condizionare l’elettorato verso il voto utile o escluderlo dalla rappresentanza. Un voto peraltro ugualmente utile se gli elettori “nemici” smettono di votare.
Per i partiti maggiori, infatti, che l’elettore destinato a rimanere senza rappresentanza decida di non votare, ben venga: meno voti validi rispetto ai quali fare i conti per la soglia.
Ed eccolo quindi qui il primo doppio trucco: alte soglie di sbar­ramento per essere votati per amore o per forza, altrimenti tanto varrebbe rimanere a casa; e se si rimane a casa va bene lo stesso, perché per decidere dell’assegnazione del premio i conti si fanno sui voti validi1.
 
Sempre sulle soglie di sbarramento dell’Italicum, si potrebbe inoltre scrivere un volume di 100 pagine, tante sono le possibili combinazioni, bizzarre, che dal modello Renzi-Berlusconi potrebbero sorgere.
Dalla coalizione vincente dove a causa dello sbarramento del 4,5% un solo partito potrebbe ottenere tutti i seggi assegnati alla coalizione; alla coalizione che supera lo sbarramento del 12% ma che potrebbe non avere al suo interno liste al di sopra del 4,5% a cui assegnare seggi2; per non dire del diverso peso del voto, se indirizzato verso le liste coalizzate o no, con due diverse soglie di sbarramento, 4,5% ed 8%, a punire severamente l’elettorato che non si riconosce nelle coalizioni.
 
Il correttivo delle alte soglie di sbarramento, infine, potrebbe determinare un piccolo giallo.
Nell’ipotesi, infatti, che a causa di queste si arrivi a bruciare una così alta percentuale di voti, al punto che sulla carta sarebbe possibile attribuire ad una coalizione o ad una singola lista, sin da subito, oltre 321 seggi, pur non avendo conseguito il 37% dei voti validi, si dovrebbe in ogni caso svolgere il turno di ballottaggio previsto al comma 6 del nuovo art. 833.
Con il che se da un lato si evidenzia la necessità di garantire l’esistenza del raggiungimento di un risultato minimo per l’attri­buzione della maggioranza dei seggi sin dal primo turno, dall’altro si pone nuovamente, alla luce di un sistema che non solo adotta più correttivi, ma che addirittura ne prevede di severissimi, una questione di coerenza generale dell’impianto.
 
Ma come più volte ripetuto, la peculiarità dell’Italicum non è quella di determinare condizioni favorevoli per la governabilità, attraverso, appunto, l’introduzione di forti correttivi.
No, non contenti di aver introdotto elevate e diversificate soglie di sbarramento, tali da produrre le distorsioni segnalate, il duo Renzi-Berlusconi ha introdotto il secondo turno nel caso nessuna lista o coalizione riesca a raggiungere la soglia del 37% dei voti validi.
Un secondo turno, però, dove il premio di maggioranza viene assegnato senza tenere conto della volontà elettorale espressa nel primo: l’importante è vincere, quale che sia il numero di voti ottenuto, anche se inferiore al numero di voti che sarebbe stato necessario ricevere per poter acquisire il premio già dal primo turno.
Lasciando quindi così le cose per il turno di ballottaggio, discutere di aumentare la soglia minima di voti, oggi fissata al 37%, non avrebbe alcuna rilevanza.
Il trucco vero per aggirare la sentenza della Consulta, infatti, in ordine alla verifica della sussistenza di un effettivo equilibrio tra le due diverse esigenze, governabilità e rappresentanza, è costi­tuito proprio dal successivo turno di ballottaggio e l’assenza di relazioni con la volontà elettorale espressa nel primo turno.
Alle forze politiche chiamate ad aggiudicarsi il ballottaggio non si impone di “meritare” l’assegnazione del premio di maggio­ranza a seguito del perfezionamento della volontà elettorale, in seguito, cioè, alla conquista di ulteriori consensi, sino al punto di arrivare alla soglia minima di voti richiesta ma non raggiunta al primo turno. No, tutt’altro. In ipotesi si potrebbero ottenere anche meno voti del turno precedente, ma vincere lo stesso il ballottaggio e, grazie a questa vittoria senza vincoli di risultato rispetto al primo turno, vedersi assegnare il cospicuo premio di maggioranza.
 
Al di là, pertanto, delle giuste osservazioni circa l’esigenza di alzare ulteriormente la soglia, ora fissata ad un ridicolo 37%, se non si interviene sui meccanismi di assegnazione del premio di maggioranza al secondo turno4, nonché sull’incredibile forza­tura e caos determinati dalle pesanti e diversificate soglie di sbarramento, Porcellum era, Porcellum rimarrà.

Note

1 Piccolo consiglio al riguardo, quindi: se passerà l’Italicum, al primo turno delle prossime elezioni si va tutti a votare, anche la lista della nonna, pur di non regalare finte percentuali in grado di nascondere i numeri reali e consentire il facile raggiungimento della soglia.
 
2 Si potrebbe ovviare a questo tipo di problema riprendendo quanto già previsto dal Porcellum, con il recupero della prima forza politica coalizzata al di sotto del 4,5%. Il che, però, implicherebbe l’effetto distorsivo di as­segnare l’ampio pacchetto di seggi, a disposizione di una coalizione al di so­pra del 12%, ad una sola forza politica al di sotto della soglia di sbarramento minima.
 
3 6. Qualora la verifica di cui al comma 1, numero 6), abbia dato esito ne­gativo, si procede ad un turno di ballottaggio fra le liste o le coalizioni di liste che abbiano ottenuto al primo turno le due maggiori cifre elettorali nazionali e che abbiano i requisiti di cui al comma 1, numero 3). …

Comma 1, numero 6): verifica se la cifra elettorale nazionale della coalizione di liste o singola lista con la maggiore cifra elettorale nazionale, individuata ai sensi del numero 2-bis), corrisponda ad almeno il 37 per cento del totale dei voti validi espressi;

4 In questo momento l’Italicum è in attesa di essere esaminato dal Senato. Come già fatto senza successo per il passaggio alla Camera dei Deputati (http://www.riforme.net/2014/rass14-05.htm), il sito Riforme Istituzionali proporrà alle forze politiche di presentare emendamenti per introdurre la verifica della doppia corrispondenza, ai fini dell’assegnazione del premio di maggioranza, anche per i risultati del ballottaggio: Alla coalizione di liste o singola lista che abbia ottenuto il maggior numero di voti validi al turno di ballottaggio e che abbia altresì ottenuto non meno del numero esatto dei voti richiesti al primo turno per la verifica di cui al comma 1, numero 6), l'Ufficio assegna un premio di maggioranza sino al conseguimento di 321 seggi.