05 | 12 | 2019

Versione CMS del sito www.riforme.net - Per gli anni precedenti, sito aggiornato al 9 aprile 2014 causa problemi al database

Segnalazioni

Segnalazioni
 
Riguardo gli eventi e i materiali segnalati, ritenuti utili per l'approfondimento e la discussione, il sito Riforme Istituzionali potrebbe avere opinioni divergenti.

Elaborazione completa relativa alle amministrative 2012

Elezioni del 6/7 e ballottaggi del 20/21 maggio

Tutto quello che c‘è da sapere sui risultati nei Comuni superori ai 15.000 abitanti (Regioni a statuto ordinario) più Gorizia e Palermo

Elaborato a cura di Legautonomie Liguria

Di Franco Astengo, Gianfranco Rossi

Regressione costituzionale

di Gianni Ferrara - costituzionalismo.it

Con l’approvazione del Senato in seconda deliberazione si è concluso ieri il procedimento di revisione dell’art. 81 della Costituzione. Male! Un giudizio, questo, non tanto distante da quello che si arguiva dalle parole di chi dichiarava, dai banchi della sinistra, un voto più … disciplinato che convinto. Con l’approvazione di tale legge costituzionale la politica economica è sottratta al Parlamento italiano, al Governo italiano, al corpo elettorale italiano.

Con tale approvazione la nostra Costituzione … non è più nostra. È stata trasformata in strumento giuridico funzionale ad un feticcio, quello neoliberista, che la tecnocrazia finanziaria europea interpreterà volta a volta dettando le misure che dispiegheranno la mistica del feticcio.

Leggi tutto...

L'art. 18 della Fornero: un guscio vuoto per i lavoratori, ma anche per le imprese

Di Giovanni Casciaro
Finora  si è conosciuto un tipo unico di licenziamento che, nelle aziende di certe dimensioni (di cui ci occupiamo), è legittimo soltanto se sussiste la giusta causa (e qui non serve preavviso) oppure il giustificato motivo. Il licenziamento disciplinare è un licenziamento per giusta causa o giustificato motivo "soggettivi" rispetto al quale possono essere previsti adempimenti o limitazioni in contratto collettivo, ma non ha vera autonomia nell'ambito della generale categoria del licenziamento, e sempre, in caso di soccombenza datoriale, il licenziato ottiene anche la reintegrazione. Attualmente Il datore di lavoro licenzia, e il lavoratore è onerato a impugnare entro sessanta giorni, ma può iniziare la lite dopo, quando gli pare e piace. In giudizio, il datore deve poi dimostrare la giusta causa o il giustificato motivo, altrimenti perde la causa, nel qual caso deve reintegrare e pagare tutti gli emolumenti non corrisposti al licenziato, più interessi e rivalutazione.

Leggi tutto...

Napolitano non può

Gianni Ferrara - ilmanifesto.it
Non c'è dubbio che sia giunta ad una fase avanzata la transizione dalla democrazia voluta e disegnata dalla Costituzione repubblicana ad un ben diverso ordinamento. La Repubblica è a sovranità limitata, limitata dal capitale finanziario, dal capitale tout court. Si può dire che la «sovranità appartiene al popolo - ma - che la esercita nei limiti» invalicabili della retribuzione dei capitali nella misura fissata dai detentori degli stessi capitali «e nelle forme» residuate dalla cessione dei poteri dello stato democratico alle istituzioni tecnocratiche europee. Altrettanto chiara appare la sorte della «Repubblica fondata sul lavoro » dannata anche nella memoria (dall'alterigia del senatore Monti).

Leggi tutto...

Ecco come funziona l'articolo 18 modello tedesco

ilmanifesto.it - Il reintegro in Germania è un diritto. Intoccabile. Nonostante le varie "manutenzioni" apportate dai vari governi. Anche socialdemocratici, che l'hanno pagata cara alle urne. La diversità con l'Italia è il patteggiamento.

Leggi tutto...

53 giuslavoristi accusano il governo di mentire sui contratti dopo 36 mesi e reintegro sotto i 15 dipendenti

paneacqua.info - O il Governo è incredibilmente “disinformato” oppure è “spregiudicato”, ma in entrambi i casi mente in modo “sconcertante”, visto che tenta di “far apparire come concessioni” ai sindacati quelle che in realtà “sono tutele già acquisite da anni dalla legge”. A dirlo sono decine e decine (per la precisione 53) di giuslavoristi, professori ed esperti di diritto che da Bologna si ergono a protestare contro le novità annunciate oggi dal Governo Monti in tema di lavoro.

Leggi tutto...

OCCUPYAMO PIAZZA AFFARI! CONTRO LE POLITICHE ANTISOCIALI DEL GOVERNO MONTI E DELLA BCE!

Misure “lacrime e sangue” sono la ricetta del governo delle banche e della finanza che, con il sostegno del centro-destra e del centro-sinistra, è ormai in carica da oltre tre mesi. Il massacro sociale del governo Monti dilagherà se verrà applicato il trattato europeo deciso dai governi Merkel, Sarkozy e Monti. Ora vogliono cambiare la Costituzione, senza consultare i cittadini e imponendo il pareggio di bilancio. Ora vogliono imporre un trattato, il fiscal compact, che impone la schiavitù del debito per vent’anni. Per vent’anni dovremo sacrificare i diritti sociali e quelli delle lavoratrici e dei lavoratori, per pagare il debito agli stessi affaristi e speculatori che l’hanno creato.

Leggi tutto...

L'estinzione della democrazia

Dal Manifesto 09.03.2012, di Gianni Ferrara
Il «fiscal compact» europeo e il pareggio di bilancio inserito nella Costituzione cancelleranno i diritti. I diritti, infatti, costano. E se lo stato non potrà più indebitarsi, lo scandalo della ricchezza dei singoli contro la povertà del pubblico sarà sancito per sempre. Monti ha già firmato, Hollande resiste. La Francia, per ora, è l'unica speranza per l'Europa.
Questo inverno sarà ricordato. Dai costituzionalisti, dagli economisti, dai filosofi della politica, dagli storici. Lo sarà perché sta segnando il compimento della controrivoluzione iniziata in Occidente negli anni 70-80 dello scorso secolo a mezzo del neoliberismo, usato come reazione all'instaurazione dello stato sociale condannandolo all'estinzione. Lo ha già ridotto ad una larva. Sarà abbattuto.

Leggi tutto...