19 | 11 | 2018

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Sul finanziamento pubblico, il problema da risolvere è l'interesse generale

Prendendo le mosse dall'ennesimo caso di malapolitica, i 13 milioni di euro di rimborsi elettorali per un partito che non c'è più, la Margherita, per di più utilizzati per fini privati dal Sen. del PD Lusi (o forse anche per fini politici al momento inconfessabili), "il Fatto Quotidiano" ha proposto una petizione per promuovere una legge sulla responsabilità giuridica dei partiti.

Nel presentare la proposta e nel denunziare la scarsa regolamentazione della materia, Marco Travaglio ha ripreso un tema particolarmente caro all'antipolitica: i rimborsi elettorali altro non sono che una forma mascherata di finanziamento pubblico ai partiti, il tutto in barba al referendum del 1993 che l'aveva cancellato.  Ed è partendo da questa severa premessa che la materia viene affrontata, prevedendo il rimborso per le sole spese elettorali effettivamente sostenute e certificate, entro e non oltre un certo limite. Da rendere poi più trasparenti anche le forme di finanziamento provenienti dai privati.
Siamo pertanto di fronte ad un'iniziativa di facile condivisione e che potrebbe certamente risolvere alla fonte ciò che la magistratura sta ora affrontando con il caso Lusi, e cioè la malversazione dei fondi pubblici destinati alla politica, ma che, se limitata a questo, nulla potrebbe fare per mettere sullo stesso piano, di fronte al corpo elettorale, partiti e forze politiche oggi troppo differenti sotto il profilo delle risorse a disposizione e della conseguente capacità di fare politica.
Ciò che a prima vista appare, infatti, come una proposta di buon senso, ha la pecca di non risolvere il problema del come realizzare la parità di condizioni tra tutti i soggetti politici, togliendo altresì il "di troppo" a quei partiti che, potendo disporre di ingenti risorse finanziarie, vuoi perché forti della posizione acquisita nell'attuale contesto e vuoi per la forza economica degli interessi da loro rappresentati, sono in grado di condizionare con facilità ampi settori dell'opinione pubblica.
Un problema di drammatica attualità, viste peraltro le due leggi elettorali maggioritarie che si sono succedute dal 1994 ad oggi, Mattarellum e Porcellum, grazie alle quali è divenuto sufficiente spostare pochi voti per avere quel voto in più, al 30 o al 50% non fa differenza, che consente di prendere tutta la posta.
Per questo banalissimo motivo, sarebbe ora di farla finita con i due opposti fondamentalismi: da un lato la cancellazione di ogni forma di finanziamento pubblico; dall'altro l'ipocrisia del finto finanziamento pubblico attraverso i rimborsi elettorali.
La democrazia ha dei costi di "manutenzione" che sarebbe stupido ignorare, ed oggi più di ieri vi è la necessità di trovare le forme e i modi per attribuire a tutti i soggetti le giuste risorse e per impedire alla "forza del denaro" di non avere limiti.

Franco Ragusa