18 | 10 | 2017
l Governo che impone il voto di fiducia sulla legge elettorale è una gran porcata. Punto!
Il Rosatellum bis, inoltre, è qualcosa di poco diverso dal finto tedesco in discussione qualche mese fa, per cui valgono gli stessi problemi di costituzionalità sollevati a suo tempo. Altro Punto!
Premesso ciò, proviamo a parlare di legge elettorale a 360°.

Il Rosatellum bis è da rigettare per un motivo molto semplice.
Gira che ti rigira, sempre di Porcellum si tratta!

Ci risiamo!
Non contenti di aver ampiamente verificato sul campo il fallimento delle forzature maggioritarie che si sono susseguite dal 1994 ad oggi, non contenti di ben due sentenze di incostituzionalità della legge elettorale, e non contenti, inoltre, di aver perso non uno, ma più referendum sulle questioni relative alle riforme costituzionali e la legge elettorale, eccoli che ci riprovano con l'ennesimo meccanismo che bada agli interessi di pochi contro gli interessi degli elettori.

Un brutto colpo la sentenza della Consulta sull'Italicum, sia per i ricorrenti, non avendo ottenuto ragione per tutte le ipotesi di incostituzionalità prospettate, e sia per chi, ovviamente, convinto di aver “inventato” la legge elettorale più bella del mondo, l'ha vista infine bocciata nel suo nucleo centrale, il turno di ballottaggio.
Ma per quanto ancora in attesa delle motivazioni e quindi a rischio smentita, non dovrebbe essere azzardato sostenere che siamo di fronte ad una decisione ampiamente scontata.

Con buona pace di quanto riportano buona parte dei titoli dei media, ad oggi non è ancora dato di sapere se il contratto che vincola la Sindaca Raggi al codice etico, sottoscritto con i garanti del Movimento 5 Stelle, sia pienamente valido, e questo per il semplice motivo che il Tribunale di Roma non è entrato nel merito dell'accordo, in quanto, preliminarmente, non ha riconosciuto al ricorrente i titoli per poterlo impugnare al fine di dichiararne la nullità.
Nella sostanza: "chi sei tu per metterti in mezzo in un accordo privato dove non sei in alcun modo parte in causa, né per dare e né per avere?"
Ciò significa, però, che se un domani la Sindaca Raggi decidesse di impugnare il contratto per non pagare la penale prevista nell'accordo, lei sì che avrebbe tutti i titoli per farlo.
Premesso ciò, la decisione adottata, vista la particolarità della questione sollevata - la Sindaca è nelle condizioni di poter assolvere al suo mandato senza condizionamenti impropri? - per quanto formalmente ineccepibile, non può non essere soggetta ad una serie di riflessioni.

Un'intervista alla "Dottor Jekyll e Mr. Hyde" quella concessa dal Prof Zagrebelsky a "Il fatto" del 13/1/2017.
Neanche a farlo apposta, articolata su due pagine, due pagine che, a leggerle separatamente, evidenziano un'incomprensibile schizofrenia.
Come conciliare, infatti, le raffinate considerazioni del costituzionalista della prima parte, tutte incentrate nel rievocare le ragioni alte del No al referendum costituzionale del 4 dicembre, con le conclusioni del "politico" invece espresse nella seconda parte?

Se qualcuno voleva un esempio pratico degli effetti della revisione costituzionale targata Renzi-Boschi, ecco, con la vittoria di Trump alla presidenza e la coincidente conquista del Congresso da parte del partito repubblicano, l'ha avuto.
Entrambi i Poteri, Esecutivo e Legislativo, sono ora nelle mani di un solo partito, con in più vita facile per la nomina degli Organi di controllo.
Questa coincidenza sta improvvisamente generando sconcerto, in quanto a capo di tutto questo vi sarà un personaggio inaffidabile.

Era scontato e facilmente prevedibile che a difesa della revisione della Costituzione Renzi avrebbe adottato tutto l'arsenale degli slogan degli anticasta.
Utilizzare le stesse semplificazioni dialettiche che hanno fatto la fortuna di più di una forza politica, queste le fondamenta sulle quali il Presidente del Consiglio sta infatti cercando di costruire un facile consenso per una modifica costituzionale che riporta il Paese indietro e non avanti.

La calendarizzazione alla Camera di una mozione di SI per valutare gli aspetti ritenuti incostituzionali dell'Italicum, se non ha di per sé riaperto la partita per rimettervi mano, ha sicuramente avuto il merito di far emergere i doppi ed i tripli giochi che da anni caratterizzano la discussione sulla legge elettorale.
Renzi è un baro, ha tuonanto Grillo.
Premesso che ufficialmente Renzi e i renziani continuano a rimanere fedelissimi al pessimo testo licenziato dal Parlamento, ma anche se fosse?
Anzi, diciamo che Renzi è sicuramente un baro.
L'Italicum allora non si tocca per far dispetto a Renzi che è un baro?

riduzione-parlamentariSe il buongiorno si vede dal mattino, ebbene sì, non sarà una bella campagna referendaria.
Iniziata a suon di slogan, è già partita la gara a chi la spara più grossa.
Un dibattito per lo più incentrato sui cosiddetti tagli ai costi della politica, tra chi dice che ha tagliato e chi, invece, dice che avrebbe tagliato di più.
Tra chi dice che con la riforma si riduce il numero dei parlamentari e chi, invece, sostiene che li avrebbe addirittura dimezzati o giù di lì.

Premesso che un risultato referendario non può essere considerato come una sorta di "patto con il diavolo" per l'eternità (per l'approfondimento sul punto si veda l'editoriale: "Proporzionale e finanziamento pubblico: un referendum può valere per l'eternità?"), si può affermare, oggi, come fa il fronte del No e/o dell'astensione, che il cosiddetto referendum no-triv sia sostanzialmente inutile?

È sorprendente come anche una mente come quella di Aldo Giannuli sia infine caduta nella sindrome dell'accerchiato.
Approfittando della scarsa stima di cui gode l'ex Presidente della Repubblica, nel criticare le voci sulle possibili modifiche da apportare all'Italicum (Legge elettorale: cosa vuole Napolitano), anziché porre al centro dell'attenzione la questione vera, e cioè che l'Italicum è fortemente viziato da profili di incostituzionalità, anche lo stimato analista ha finito per portare acqua alle ragioni del Movimento 5 Stelle contro tutte le possibili modifiche che potrebbero impedirne la vittoria.
Ma vediamo le argomentazioni maggiori.

L'enfant prodige del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, con poche righe dalla sua pagina Facebook è riuscito a trasmettere, senza equivoci, l'opinione del Movimento 5 Stelle riguardo all'Italicum: "La legge elettorale comunale ci è avversa: prevedendo ammucchiate di 10 liste per ogni candidato sindaco, per noi diventa un'impresa storica superare il primo turno con una sola lista. Ma quando ci riusciamo, al secondo turno il voto libero (senza i soliti portatori di voti) ci premia. Non vogliamo fare anche noi ammucchiate, perché se vinci devi poter governare liberamente. Senza capibastone che ti tirano per la giacchetta. A livello nazionale però correremo tutti con un'unica lista. Quindi per le prossime elezioni o cambiano la legge o a Palazzo Chigi è meglio che preparino le valigie."
 
Ebbene sì, avete letto bene: al Movimento 5 Stelle l'Italicum piace. Nulla da dire contro doppio turno e premio di maggioranza; e per quanto riguarda altri dettagli, molto meglio della legge elettorale per i Comuni.



copertina-legge elettorale
 
III-IV edizione - aprile 2014

 di Franco Ragusa

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