23 | 11 | 2017

Rassegna Stampa

Rassegna stampa dei commenti e le notizie inerenti le Questioni Istituzionali.
Sulla base della sentenza sul Porcellum, era prevedibile che il premio al 40% e i capilista bloccati passassero l'esame della Consulta, così come non era ipotizzabile che l'Italicum venisse cassato per intero per la mancata uniformità con la legge per il Senato.
Il risultato del Senato dipende infatti anche da altri fattori derivanti dai vincoli costituzionali: corpo elettorale diverso e voto su base regionale.
 
Caro Prof. Ainis, il suo articolo di ieri su Repubblica “La Consulta si trasforma da arbitro in giocatore”, contiene un passaggio che mi ha negativamente sorpreso. Lei in sostanza respinge il sospetto di incostituzionalità del premio di maggioranza previsto dall'Italicum perché, a differenza del Porcellum dove non c'era una soglia minima per intascare un bonus di 340 seggi, "qui tocca scalare il 40 % dei consensi. E al ballottaggio bisogna pur convincere la maggioranza di chi andrà a votare".
Mi pare che nel suo ragionamento vi siano due errori:

Di poche ore fa la notizia del mancato raggiungimento delle 500.000 firme sui due referendum abrogativi sull'Italicum.
Un risultato miracoloso, quello ottenuto dal Comitato, 420.000 firme circa per ognuno dei due quesiti, in considerazione che si è trattato di uno sforzo dal basso.
Un risultato al tempo stesso deludente, però, se si pensa alle firme contemporaneamente raccolte dalla CGIL su altri quesiti, a conferma dello scarso impegno sindacale sulle questioni riguardanti l'effettivo esercizio della sovranità popolare, come se la cosa non riguardasse i lavoratori.
Ancor più deludente se si pensa che a sostenere l'iniziativa vi era anche il Movimento 5 Stelle.
Una forza politica che oggi, da sola e senza difficoltà, potrebbe raccogliere 500.000 firme in poche settimane.
A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.
Tanto più che il Movimento 5 Stelle non sarebbe nuovo, proprio in riferimento alla legge elettorale, a comportamenti di tipo contraddittorio.
Più che doveroso, quindi, ricordare tutte le ambiguità di un movimento che dice di sostenere delle cose, ma che, arrivati al dunque, ne fa altre.

Tribunale di Messina rimette alla Corte Cost. 6 delle 13 q. l. c. sollevate dai ricorrenti messinesi, accogliendo le argomentazioni del ricorso, ha rilevato dei profili di incostituzionalità dell’Italicum ed ha interpellato la Corte Costituzionale che adesso è investita della questione e dovrà giudicare se l’Italicum è incostituzionale.

Mentre alla Camera erano in corso le operazioni di voto sul progetto di modifica costituzionale Renzi-Boschi, in una sala adiacente si è svolto l'atteso e partecipato convegno del Comitato per il No alle modifiche.

Una delegazione del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale ha presentato alla Corte di Cassazione due quesiti per l’effettuazione di altrettanti referendum abrogativi della legge elettorale recentemente approvata dalla attuale maggioranza parlamentare (italicum).

Gaetano Azzariti, Lorenza Carlassare, Gianni Ferrara, Alessandro Pace, Stefano Rodotà, Massimo Villone

La pro­po­sta di legge costi­tu­zio­nale che il senato voterà oggi dis­solve l’identità della Repub­blica nata dalla Resi­stenza. È inac­cet­ta­bile per il metodo e i con­te­nuti; lo è ancor di più in rap­porto alla legge elet­to­rale già approvata.

Da ilsussidiario.net: giovedì 1 ottobre 2015

“Grazie alle riforme istituzionali una minoranza molto ristretta si aggiudicherà il dominio sull’intero Paese. Andiamo verso una forma autoritaria che schiaccia le minoranze e soffoca il dissenso”.
Lo evidenzia Lorenza Carlassare, professore di Diritto costituzionale nell’Università di Padova ed ex membro della Commissione dei 35 saggi.
Ieri è slittato, all'ultimo, il voto sull'emendamento “canguro” presentato del senatore Pd Roberto Cociancich, che permette al governo di evitare 19 votazioni a scrutinio segreto sull'articolo 1 (il voto è aggiornato a oggi). Sempre nella giornata di ieri il presidente Grasso ha sciolto la temuta riserva sull’articolo 2: sono stati dichiarati ammissibili solo gli emendamenti al comma 5, come richiesto dal governo.

di Felice Besostri

Scon­tro o accordo sul ddl di revi­sione costi­tu­zio­nale, sarebbe impor­tante che fosse tra­spa­rente. La più vasta e, per molti costi­tu­zio­na­li­sti, deva­stante revi­sione della Costi­tu­zione non è stata pre­ce­duta da un dibat­tito pub­blico all’altezza della posta in gioco.

L’Associazione Nazionale Giuristi Democratici, di fronte alla drammatica situazione che sta vivendo la popolazione greca,
considerate le condizioni poste dall’Unione Europea alla Grecia per proseguire nel piano di aiuti come inaccettabili, in quanto lesive della dignità e addirittura della possibilità di sopravvivenza del popolo greco;