23 | 11 | 2017

Saggi on-line

copertina-legge elettoraleLa Legge Elettorale
 
e i tanti modi per non farci contare
 

III edizione, aprile 2014
versione PDF libera
 
Venti anni di maggioritario, una sentenza di incostituzionalità contro il premio di maggioranza del porcellum e l'assenza del voto di preferenza. Quanto basta per rimettere tutto in discussione, anche un vecchio referendum del 1993.

dalproporzionalealporcellum-TWI
Dal Proporzionale al Porcellum
 
Come e perché
del Maggioritario in Italia


II edizione - dicembre 2011

di Franco Ragusa

È consentita la libera diffusione della versione ebook dell’opera per fini non commerciali.
È autorizzata la riproduzione su carta per le sole esigenze personali.

Versione ebook-pdf libera, maggio 2012


1993-2009
1993-2009
SEDICI ANNI DI BIPOLARISMO
CHE HANNO STRANGOLATO L'ITALIA

di Franco Ragusa

76 pagine



... Berlusconi e il berlusconismo non rappresentano altro che gli effetti di una riduzione degli spazi di rappresentanza e degli strumenti di garanzia iniziata e consolidatasi con la sottrazione di ogni reale potere di scelta degli elettori. Tutto questo è stato chiamato progresso ed è stato trasformato in una stagione di riforme, anche se non sempre vincente, tendente ad escludere dall'agenda politica le istanze provenienti da ampi settori della società. Senza poter più contare e con una qualità della vita sempre più compromessa, c’è certamente la necessità di restituire agli elettori quella sovranità che dovrebbe già essere loro ma che, invece, il Partito azienda e gli americani de Roma
hanno fatto divenire di loro esclusiva proprietà.

   
 
A cura dell'Associazione Malcolm X
Dove va la Costituzione? 
I lavori della
Commissione Bicamerale per le riforme istituzionali

Analisi e commenti di: 

Domenico Gallo
Giovanni Russo Spena
Associazione Malcolm X 

In allegato floppy disk: 

Costituzione del '48;
il progetto di revisione licenziato dalla Bicamerale;
relazioni di maggioranza e minoranza;
altro materiale di documentazione sui lavori della Commissione. 
RGF
EDITORE 

ISBN 88-86821-08-5
Lire 10.000 

Il lavoro è del 1996, ma i problemi sono rimasti gli stessi.

di Franco Ragusa

Si è molto parlato, negli ultimi tempi, di un uso eccessivo e distorto del referendum di tipo abrogativo previsto dall'art. 75 della nostra Costituzione.
Partendo dal presupposto di dover comunque accettare, almeno come stato di fatto, tutto quanto operato dalla Corte Costituzionale in materia di ammissibilità dei quesiti referendari, è quanto mai curioso che si possa parlare di uso eccessivo: lo strumento c'è, è regolamentato, per cui non si capisce, molto banalmente, per quale motivo non si dovrebbe impiegarlo ampiamente.
Per quanto riguarda, invece, la netta impressione che se ne possa fare un uso distorto, qui rientriamo in una categoria di giudizio che investe, perlopiù, il campo della politica.
Al di là delle considerazioni di opportunità politica, infatti, appaiono poco chiare tutte quelle critiche rivolte a considerare illegittimo l'uso dello strumento referendario laddove si ritenga che attraverso l'intreccio di vari quesiti abrogativi si possa riuscire ad intervenire su delle materie rispetto alle quali, invece, logica vorrebbe che fossero esaminate con un diverso procedimento e una più ponderata attenzione.
Ma non è certo colpa dei referendari se riguardo a tal punto la Carta Costituzionale non risulta di chiara lettura. Piuttosto, nel caso si ritenga che esistano dei limiti impliciti, al di là di quanto previsto dall'art. 75, bene sarebbe riformulare in modo trasparente tutta la materia.


Franco Ragusa
 

La “riforma” truccata


In appendice:

Referendum abrogativo
democrazia diretta o eccesso di delega?
 

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” - 2º comma, Art. 1 della Costituzione Italiana.
Tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.” - Art. 49.

La sovranità appartiene al popolo ... concorrere a determinare la politica nazionale”.
“Provare per credere!” si potrebbe commentare con una battuta.
Ma alla luce dell'evoluzione del nostro sistema verso la cosiddetta “democrazia maggioritaria”, e di fronte alla nascita di veri e propri partiti azienda, con tanto di dirigenze politiche direttamente mutuate dai consigli di amministrazione e mai sottoposte al vaglio degli iscritti, c'è poco da rimanere allegri, ed è forte la voglia di fermarsi un attimo per riflettere e per porsi alcune domande circa la validità di un processo di rinnovamento che finora ha portato soltanto confusione.