24 | 09 | 2017

Costi della politica

www.maurobiani.splinder.comCome non esaltarsi di fronte ad interventi di riforme che potrebbero colpire i privilegi della Casta?
Peccato, però, che molto spesso i sentimenti di antipatia nei confronti della politica vengano quasi sempre utilizzati dalla politica stessa, e non sempre per fare i nostri interessi.

Costi della politica, privilegi della Casta, ma anche costi necessari per la democrazia. Guai a non distinguere le differenze.

Spostato quindi di lato Berlusconi, i problemi non sono finiti, e a chi era e rimane contro il berlusconismo, tocca ora fare il lavoro sporco, ponendo interrogativi scomodi di fronte alle soluzioni facili.

Si rischia l'impopolarità, ma molto meglio impopolari che complici.


Vignetta di
Mauro Biani
di Franco Ragusa
 
Premesso che lo stipendio dei deputati italiani è sicuramente tra i più alti rispetto ai parlamentari di altri paesi, come si arriva, però, allo scandalo che viene spesso denunziato da tutti i media, i circa 17.000 euro al mese, più o meno 11.000 netti, contro i circa 6.300 euro lordi inglesi?
Nulla di più semplice.
Si prende la voce rimborsi, la si somma all'indennità, ed ecco che i conti sono presto fatti.
Ed è così, infatti, che l'autorevole sito lavoce.info fa i conti per l'Italia.

boldrini-mensaE bravi i nuovi Presidenti delle Camere: soltanto poche ore e già si respira un'aria nuova.
La Boldrini prima va a mangiare alla mensa dei dipendenti della Camera, poi in serata, insieme al collega Grasso, annuncia la riduzione del 30% dello stipendio.
Il Popolo, da sempre vilipeso e offeso dai privilegi della Casta, può finalmente guardare con più fiducia al futuro.
Ed è solo l'inizio della rivoluzione, perché Beppe Grillo, colui che l'ha innescata, lo ha già detto: quanto fatto dai due Presidenti non basta.
La riduzione dello stipendio deve essere del 50% e deve valere per tutti i parlamentari; ma non solo: tutti i partiti debbono rinunziare ai rimborsi elettorali.
Tanti, tantissimi soldi che oggi escono dalle tasche dei cittadini.

portaborse-5stelleAnche il Movimento 5 Stelle è alla ricerca di quelli che, in gergo, sono sempre stati definiti portaborse.
È sufficiente inviare un curriculum, solo laureati, per essere presi in esame ed eventualmente assunti.
Sì, sul sito del Movimento c'è scritto proprio così: "assunzione degli assistenti e di coloro che lavoreranno con i gruppi".
Ovviamente, in tutto questo non c'è nulla di male, anzi, va a loro merito essersi resi conto di avere la necessità di valide collaborazioni.

È una storia ormai sin troppo vecchia e dibattuta: se determinati ruoli di rappresentanza e di governo non possono essere ricoperti da tutti i cittadini, ma solo da alcune figure sociali particolari, questa cosa si chiama Casta.
Non a caso, anche la nostra Costituzione dice chiaramente che "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese." (art. 3)

A proposito di spending review e di costi della politica, vi è da registrare una preoccupante comunione d'intenti tra chi, da sempre, vorrebbe ridurre il peso delle assemblee rappresentative, così da avere le mani libere, e gli umori popolari che, di questi tempi di nominati, sono comprensibilmente preda da sentimenti di vendetta nei confronti della politica.
In questo senso, ad esempio, il referendum contro le indennità di diaria promosso dall'Unione Popolare. La sostanza del quesito è molto chiara: per i parlamentari che vivono a Roma non cambierebbe nulla, per tutti gli altri "affari loro" per le spese che dovranno sostenere per soggiornare a Roma.
Insomma, un quesito quanto mai bizzarro, discriminatorio, e che sottende ad un'idea della politica riservata a pochi "eletti".
Parlando di rimborsi spese, però, vi sono alcune situazioni per nulla trasparenti e che meriterebbero molta più attenzione da parte di tutti.

Cantando fuori dal coro, si sa, è facile guadagnarsi una bella dose di impopolarità.
Sui costi della politica, poi, di questi tempi è divenuto difficile anche il solo suggerire di riflettere con più pacatezza: si rimane sommersi dagli insulti, perché tanto sono tutti ladri e c’è solo da azzerare le spese.
E poco importa se, da queste semplificazioni, potrebbero nascere o svilupparsi meccanismi di esclusione altrettanto efficaci e non meno insidiosi.

Giusto discutere di un vero finanziamento pubblico della politica secondo i principi della Costituzione, ma qui siamo alle ZOZZATE!!!

Con le nuove norme che si stanno approvando alla Camera dei Deputati, i partiti che possono contare su cospicui finanziamenti privati, riceveranno un contributo aggiuntivo dallo Stato: 50 centesimi per ogni euro ricevuto dai privati.
Anziché, quindi, trovare il modo per realizzare le pari condizioni, si aumentano le differenze: più sei ricco di finanziamenti privati, e più di finanzio con i soldi di tutti.
Sei un partito che rappresenta i disperati della terra... problemi tuoi, scegli meglio quali interessi rappresentare.