12 | 12 | 2018

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Iniziative

TESTO UNICO SULLA RAPPRESENTANZA: MONOPOLIO O DEMOCRAZIA SINDACALE?

FORUM DIRITTI/LAVORO
 
SEMINARIO PUBBLICO
TESTO UNICO SULLA RAPPRESENTANZA: MONOPOLIO O DEMOCRAZIA SINDACALE?
 
 Roma, 25 febbraio - Centro Congressi Cavour  Via Cavour 50a - ore 15.30/19.00
 
Costituzionalisti, giuslavoristi, avvocati del lavoro e sindacalisti discuteranno del Testo unico sulla rappresentanza sindacale nel seminario pubblico che si terrà martedì 25 febbraio a Roma, presso il Centro Congressi Cavour, in via Cavour 50 A, dalle ore 15.30.

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#Italicum: AAA, emendamento per soglia costituzionale anche al ballottaggio cercasi

Ultimo aggiornamento: 12-2-2014
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale contro il Porcellum, per poter acquisire il premio di maggioranza non è più sufficiente arrivare primi, ma si deve raggiungere anche una soglia minima di voti.
Per superare questo rilievo, l'italicum di Renzi e Berlusconi, a seguito degli ultimi emendamenti presentati dal relatore Sisto, prevede l'assegnazione del premio di maggioranza, a condizione che chi arrivi primo abbia ottenuto non meno del 37% dei voti validi.
Laddove nessuna lista o coalizione riesca a raggiungere questo 37%, le prime due vanno al ballottaggio, con l'assegnazione di 321 seggi alla coalizione o lista vincente.
Ma come e perché lo stesso numero minimo di voti non dovrebbe essere altrettanto necessario, come requisito minimo indispensabile, per poter acquisire il premio di maggioranza dopo il ballottaggio?
Se il ballottaggio costituisce, infatti, un perfezionamento della volontà elettorale, questo perfezionamento, per essere completo ai fini dell'assegnazione del premio, deve necessariamente far riferimento, come requisito indispensabile, anche allo stesso numero minimo di voti (voti effettivi e non le astratte percentuali che potrebbero nascondere un'eventuale scarsa partecipazione degli elettori al secondo turno) che sarebbe stato necessario ottenere al primo turno ai fini dell'assegnazione del premio.
Se così non fosse, ci troveremmo di fronte ad un trucco per aggirare la necessità della soglia richiesta dalla sentenza della Consulta,
Se si condivide, un mail ai parlamentari non costa nulla.

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Appello dei giuristi: Italicum peggio del Porcellum, fermatevi

La pro­po­sta di riforma elet­to­rale depo­si­tata alla Camera a seguito dell’accordo tra il segre­ta­rio del Par­tito Democra­tico Mat­teo Renzi e il lea­der di Forza Ita­lia Sil­vio Ber­lu­sconi con­si­ste sostan­zial­mente, con pochi cor­retivi, in una rifor­mu­la­zione della vec­chia legge elet­to­rale – il cosid­detto “Por­cel­lum” – e pre­senta per­ciò vizi ana­lo­ghi a quelli che di que­sta hanno moti­vato la dichia­ra­zione di inco­sti­tu­zio­na­lità ad opera della recente sen­tenza della Corte costi­tu­zio­nale n.1 del 2014.

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LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE SULLA LEGGE ELETTORALE: QUALI CONSEGUENZE?

Aggiornamento: Tutti gli interventi del seminario sul Libera TV


L'Associazione nazionale Giuristi Democratici e l'Associazione Per La Democrazia Costituzionale invitano al primo seminario che affronta le prospettive aperte dalla importantissima decisione della Consulta

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Riforma della Costituzione, un appello ai Senatori

Nonostante la grande manifestazione popolare del 12 ottobre a Roma nella quale nulla di più eversivo è stato chiesto da giovani, anziani, giuristi, operai, partigiani e cittadini di ogni condizione e visione ideale che l’osservanza della Costituzione e il rientro nella legalità di ogni suo tentativo di riforma, il Senato ha precipitosamente messo all’ordine del giorno l’approvazione in seconda lettura del disegno di legge di deroga alla procedura di revisione costituzionale dell’art. 138.

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