09 | 12 | 2019

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Riforme Istituzionali - l'Editoriale

Ballottaggi: chi rappresenta chi?

Finalmente, con i risultati dei ballottaggi ormai acquisiti, possiamo decretare la fine della campagna elettorale e, quindi, tornare a parlare dei grandi temi.
In primo luogo c’è da registrare, sin dal primo turno, l’ennesimo calo di partecipazione al voto.
Per questo motivo, nessuno degli ultimi sindaci eletti potrà vantare di rappresentare in maniera “larga” le popolazioni che sarà chiamato ad amministrare.

Tenendo infatti conto dei voti effettivamente conseguiti, piuttosto che le astratte percentuali bulgare con le quali alcuni candidati hanno stravinto il ballottaggio, abbiamo un Doria che vince a Genova forte del consenso del solo 22,67% degli aventi diritto; Orlando non arriva al 30% a Palermo; e anche Pizzarotti del  Movimento 5 Stelle si ferma, e si tratta del risultato migliore, al 36% degli aventi diritto.
Mettendo quindi a confronto questi dati da “doppio turno” con il tanto deprecato Porcellum, scopriamo che soltanto Pizzarotti riesce ad eguagliare il consenso che consentì al centrodestra di Berlusconi di ottenere il 55% dei seggi alla Camera. Il Movimento 5 Stelle, però, forte della vittoria del suo candidato sindaco, arriva a superare di gran lunga l’aberrazione del premio di maggioranza del Porcellum. Con il 19,9% dei votanti al primo turno, ottiene ben 20 consiglieri, contro i 5 di un PD al 25,15% (http://comunali.interno.it/comunali/amm120506/C0560270.htm).
Ovviamente, tutti i vincitori di oggi faranno di tutto, né più e né meno di quanto già fatto da chi li ha preceduti, per nascondere questa “scomoda” realtà; ed anzi, c’è da temere che il pericolo vero arrivi soltanto ora.
La bassa partecipazione, sino a ieri considerata come una grave preoccupazione, per i nuovi protagonisti potrebbe infatti divenire un fastidioso tema da combattere. Non nel senso che senza partecipazione non vi è democrazia, ma nel senso esattamente opposto: chi non partecipa non merita di essere considerato, e ciò che conta sono solo i voti di chi, appunto, vota.
In tal senso, del resto, trovano sempre più ascolto le campagne contro il quorum nei referendum.
Poco importa se ci si ritrova costretti a dover scegliere tra opzioni TUTTE non desiderabili, perché chi non sceglie il meno peggio non può e non deve in ogni caso contare.
Come quindi già fatto altre volte in passato, di fronte al grande tema delle regole ci si permette di sollecitare, nuovamente, una semplice riflessione: e se se a vincere con questi numeri sono gli "altri"?

Franco Ragusa

 

Comuni
Aventi
diritto
Votanti
Affluenza
Eletti
Voti
Eletti
% Eletti
su aventi diritto
Palermo
563.624
224.106
39,76 %
Orlando
158.010
28,03 %
Genova
503.752
196.894
39,08 % Doria
114.245
22,67 %
Taranto
173.530
74.997
43,21 %
Stefano
51.239
29,53 %
Parma
142.183
86.990
61,18 %
Pizzarotti
51.235
36.03 %
Monza 94.591 41.750 44,13 % Scanagatti 25.716 27,18 %
Piacenza 77.187 41.979 54,38 % Dosi 23.710 30,72 %
Lucca 76.733 34.499 44,95 % Tambellini 23.468 30,58 %
Alessandria 75.268 31.724 42,14 % Rossa 20.360 27,05 %
Como 69.618 29.751 42,73 % Lucini 21.562 30,97 %
L'Aquila
61.403
35.640
58,04 %
Cialente
20.495
33,37 %
Asti
60.220
31.043
51,54 %
Brignolo
17.100
28,39 %


copertina-legge elettorale
 
III-IV edizione - aprile 2014

 di Franco Ragusa

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