20 | 09 | 2018

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Referendum sulla legge elettorale. Una "tragedia" in 6 atti!

In questi mesi si sono confrontate sottotraccia idee e strategie molto diverse per arrivare a modificare la attuale legge elettorale. Di seguito i 6 atti principali di una probabilissima "tragedia".

di Michele Pizzolato

1    INIZIAMO BENE! PASSIGLI PRESENTA REFERENDUM PER PREFERENZE E PROPORZIONALE. Passigli riporta il tema della riforma legge elettorale al centro del dibattito; ci riesce proponendo un referendum che, con brillante tecnica abrogativa, implica una nuova legge elettorale proporzionale con soglia di sbarramento al 4%. Una legge elettorale eccellente che annullerebbe il mostruoso premio di maggioranza della legge Calderoli e permetterebbe di trovare un adeguato equilibrio fra rappresentatività e governabilità. Al Comitato Promotore aderiscono numerosissime personalità serie quali: Giovanni Sartori, Tullio De Mauro, Gianni Ferrara, Claudio Abbado, Dacia Maraini, Renzo Piano, Inge Feltrinelli, Margherita Hack, Benedetta Tobagi, Umberto Ambrosoli... si parte alla grande!

2    PRIME COMPLICAZIONI... A QUELLI DELLA VOCAZIONE MAGGIORITARIA NON VA BENE. Parisi e Veltroni, ma non solo, sono per la democrazia "competitiva" (e quindi maggioritaria), la democrazia punto e basta non è sufficiente. Tentano di stoppare l'iniziativa Passigli agendo sul PD, e paventando un referendum alternativo per reintrodurre il Mattarellum. Un referendum che inizialmente, in attesa della risposta del PD, sembra messo in campo per bloccare il referendum Passigli.

3    ENTRA IN CAMPO IL PD: LA SITUAZIONE SI COMPLICA DEFINITIVAMENTE. Il PD si trova di fronte all'ennesimo conflitto in casa e anziché scegliere opta per una recente specialità della casa: il ma-anchismo. Rifiuto della via referendaria (e quindi richiesta di ritiro dei referendum) e proposta di un sistema maggioritario... ma anche proporzionale! Un sistema complesso: 70% maggioritario a doppio turno, 28% proporzionale circoscrizionale, 2% proporzionale puro (diritto di tribuna). E' solo un tentativo di trovare un equilibrio fra diverse anime dei PD che, pressoché certamente, non voterà mai nessun altro partito. La firma si legge nella proposta di doppio turno che permetterebbe di negoziare fra I e II turno l'alleanza con i centristi, senza esporre al vaglio degli elettori i sogni "inconfessati" di allenze di influenti leader del PD.

4    COLPO DI SCENA: PASSIGLI CHIEDE DI SOSPENDERE LE FIRME - I MAGGIORITARI PRESENTANO REFERENDUM PRO MATTARELLUM. Di fronte a questo succede l'inverosimile; Passigli, con una mossa politicamente incredibile, annuncia la sospensione delle firme per trovare una via all'interno del PD. Il PD si rallegra per il ritiro. I Comitati pro Passigli, con scelta politica più saggia, vanno avanti ostinatamente a raccogliere le firme, fra mille difficoltà ed in totale solitudine. Parisi e Veltroni, invece, lanciano ufficialmente, disattendendo il richiamo del PD, il referendum per reintrodurre il Mattarellum! A questo aderiscono subito IDV e SEL (o almeno i loro leader, poi Prodi ecc...), il tutto in un silenzio/brusìo incomprensibile del PD...

5    FIRME PER I REFERENDUM: LA CONCORRENZA DISTRUTTIVA... inizia una concorrenza fra raccolta di firme. Il referendum pro Mattarellum, purtroppo, viste le forze in campo, vince facile. Purtroppo perché il Mattarellum (75% maggioritario a turno unico - 25% un proporzionale) è già stato in vigore fra 1993 e 2005 e ha prodotto 8 governi in 13 anni. Fra questi anche la quaterna Prodi - D'Alema I - D'Alema II - Amato...  Come tutti i sistemi maggioritari pecca in rappresentatività senza garantire però governabilità. Non solo ma il referendum pro Mattarellum (a differenza di quello Passigli) è a fortissimo rischio di essere giudicato inammissibile dalla Corte Costituzionale. La speranza dei promotori è fondata su un concetto quasi metafisico... la reviviscenza! L'abrogazione di una legge (quella Calderoli) abrogativa del Mattarellum opererebbe il "miracolo" di far rivivere il Mattarellum... peccato che la maggioranza della dottrina giudichi questa teoria insostenibile in materia di referendum abrogativi. Come ha efficacemente scritto Michele Ainis sul Corriere della Sera sostenere la reviviscenza del Mattarellum è come sostenere che "abrogando la Costituzione tornerebbe in vigore lo Statuto albertino"! A fronte di questo una persona ragionevole avrebbe promosso tutti e due i referendum (sai mai che uno lo boccino)... invece niente! Avanti a tutta forza con la CONCORRENZA DISTRUTTIVA! Passigli si accorge dell'errore della sospensione ed invita a riprendere con moltissimo ritardo la raccolta... snort!

6    FINALE... A SORPRESA, MA PUR SEMPRE DI TRAGEDIA!  Il referendum Passigli, l'unico che aveva serie possibilità di passare il giudizio di ammissibilità costituzionale, non raggiunge le firme... peccato, ma ovvio! Invece il referendum pro Mattarellum (con il sostegno di una macchina partitica notevole) raggiungerà le firme. Se, come temono moltissimi costituzionalisti, la Corte Costituzionale non dovesse giudicare ammissibile il Referendum pro Mattarellum i suoi promotori avranno davvero fatto una frittata gigantesca e particolarmente indigesta per tutti! Ci avranno esposto al voto con la legge Calderoli il tutto solo per non aver voluto promuovere ANCHE un altro referendum. Se invece il referendum dovesse passare (la Corte Costituzionale si dovrebbe smentire) e passassero i SI ci troveremmo, la magrissima (se non scheletrica) soddisfazione di votare con il MATTARELLUM!