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Home Rassegna Stampa Selezionata 2009 Berlusconi: Voto sì al referendum
09 | 02 | 2012
 
dalproporzionalealporcellum-TWI
 
Come e perché del Maggioritario in Italia
II edizione - dicembre 2011
114 pag.
 di Franco Ragusa

€ 9,00 più spese di spedizione
sul sito web de "il mio libro"

Ordinabile anche presso il sito e le librerie laFeltrinelli
ISBN 9788891003683
 
Dai referendum che cambiarono l'Italia al Porcellum. La stagione maggioritaria che ha finito per realizzare un sistema di potere che non consente agli elettori di scegliere.

 
Berlusconi: Voto sì al referendum Stampa E-mail
Rassegna Stampa 2009
Mercoledì 29 Aprile 2009 10:14
Dal corriere.it - «Non è necessaria l'opposizione per riformare la costituzione»
Berlusconi: «Voto sì al referendum - La Carta? Modifiche anche senza Pd»
Il premier e la consultazione del 21 giugno: «Non sono masochista. Vi sembra che io possa oppormi?»
VARSAVIA - «La risposta è ovvia». Silvio Berlusconi prende posizione in vista del referendum del 21 giugno sulla legge elettorale. «Non sono masochista» confida ai cronisti rientrando in albergo a Varsavia dopo la cena conclusiva del vertice intergovernativo Italia-Polonia. «Il referendum - spiega - dà il premio di maggioranza al partito più forte. Vi sembra che io possa votare no? Va bene tutto, ma non si può pensare di essere masochisti».

LEGA SCONTENTA - Il premier precisa che la questione aperta con il referendum «non l'abbiamo posta noi, ma si può domandare all'avvantaggiato di votare no ad un vantaggio che altri gli regalano e che potrebbe essere confermato dal popolo?». A chi gli fa notare che la Lega Nord, alleata del Pdl, è contraria al referendum, il premier risponde: «Ci credo, anche io se fossi leghista non sarei d'accordo«.

CARTA - E le riforme costituzionali?. «Non c'è un solo articolo nella Costituzione - sostiene il presidente del Consiglio - che dica che è necessario il concorso dell'opposizione». «La maggioranza è sempre aperta ad una discussione e a un confronto fresco con l'opposizione» premette Berlusconi, che però aggiunge: «Strano che da parte dell'opposizione oggi arrivino certe richieste», come quella di cambiare la Costituzione solo con il suo accordo. A questa affermazione Berlusconi «obietta» che, tanto per iniziare, «non c'è una norma che preveda questo»; secondo, che è la stessa Costituzione a prevedere modalità di cambiamento e, soprattutto che «non c'è un solo articolo nella Carta costituzionale che dica che è necessario il concorso dell'opposizione». Inoltre, ricorda il premier parlando nella hall dell'albergo di Varsavia che lo ospita, l'opposizione non deve dimenticare di aver cambiato il titolo V della Costituzione con «soli quattro voti di scarto», un gesto che non è stato «apprezzato» dall'attuale maggioranza.

CANDIDATURE - Il premier affronta anche il tema delle candidature del Pdl: «La polemica che si è fatta è deludente. Le candidature che ho letto sui giornali sono quasi tutte inventate. Se una persona però ha una o due lauree e conosce due o tre lingue, solo perché è andata in tv o ha fatto cose nell'informazione o nello spettacolo gli viene preclusa la politica». «Si dice sempre - prosegue - che il 50% debbano essere donne, poi quando vai a prendere delle candidate, che non ho scelto io e che sono venute a fare un corso, polemizzare per il semplice motivo che hanno un aspetto gradevole è di una delusione totale. Io escludo che ci sia una candidatura che non sia stata già attiva in An o in Forza Italia. Aspettiamo le liste. Io - conclude - faccio da supporter per Laura Comi, è bravissima e ha deciso di candidarsi alle Europee».