16 | 12 | 2019

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Federalismo, sanzioni a sindaci e governatori

da repubblica.it (30-11-2010) - Per chi va in "rosso" rimozioni e ineleggibilità
Anticipato il testo della bozza del decreto attuativo del federalismo fiscale. Previsto il divieto di rielezione per 10 anni e incentivi nella lotta all'evasione.Critiche dall'Anci
 
Rimozione per i governatori che mandano "in rosso" i conti della loro regione e ineleggibilità per 10 anni dei sindaci e dei presidenti di provincia che mandano in dissesto l'ente da loro amministrato. Sono questi due dei punti salienti della bozza del decreto attuativo del federalismo fiscale sui premi e le sanzioni agli enti locali approvata oggi in via preliminare dal Consiglio dei ministri. Misure contestate tantio dall'Anci che dalla Conferenza delle Regioni. Secondo l'Associazione dei comuni "Il varo dello schema altro non è se non una ulteriore dimostrazione di un federalismo proclamato che si trasforma in un centralismo praticato" mentre il presidente della Conferenza Vasco Errani parla di "un atto unilaterale contrario al federalismo".

Il testo, anticipato dall'agenzia Ansa, per il governatore che fa sballare i conti della propria Regione prevede anche il taglio del 30% del rimborso delle spese elettorali della lista che lo ha sostenuto. Il passaggio sull'ineleggibilità è fissato dall'articolo 6 (fallimento politico del presidente di provincia e del sindaco) e stabilisce in particolare la sanzione per gli amministratori che la Corte dei Conti ha riconosciuto responsabili, anche in primo grado, di danni da loro prodotti con dolo o colpa grave nei cinque anni dopo i quali c'è stata la deliberazione del dissesto dell'ente locale. Essi, si legge ancora nel testo "non sono eleggibili, per un periodo di dieci anni, alle cariche di sindaco, di presidente di Provincia,
di presidente di Giunta regionale, nonché di membro dei consigli comunali, dei consigli provinciali, delle assemblee e dei consigli regionali, del Parlamento, e del Parlamento  europeo.

La bozza introduce anche un "inventario di fine legislatura" per le Regioni che nella legislatura in corso alla data di entrata in vigore del decreto o in una successiva sono assoggettate a un piano di rientro della spesa sanitaria. Questo rendiconto di fine mandato deve contenere una descrizione dettagliata delle principali attività normative e amministrative svolte durante la legislatura. Tra l'altro, in particolare, le "azioni intraprese per contenere la spesa sanitaria e stato del percorso di convergenza ai costi standard; situazione economica e finanziaria del settore sanitario, quantificazione certificata della misura del relativo indebitamento regionale; stato certificato del bilancio regionale per la parte relativa alla spesa sanitaria".

Il provvedimento introduce inoltre incentivi per favorire l'impegno degli enti locali nella lotta all'evasione fiscale. "Per potenziare l'azione di contrasto - si legge nelle anticipazioni dell'Ansa - la partecipazione delle regioni e delle province all'accertamento fiscale è incentivata mediante il riconoscimento di una quota pari al 50 per cento delle maggiori somme relative a tributi statali riscosse a titolo definitivo, a seguito dell'intervento della Regione o della provincia che abbia contribuito all'accertamento stesso". Per quanto riguarda i Comuni è già previsto nel decreto sul fisco municipale che una quota delle maggiori entrate da lotta all'evasione fiscale vadano ai municipi che contribuiscono.

Un insieme di misure contestate dall'Anci. "Abbiamo sempre richiesto e sostenuto la necessità di incentivi per gli enti virtuosi e di penalizzazioni per quelli che non rispettano le regole- afferma il presidente dell'Associazione dei Comuni Italiani Sergio Chiamparino - Ma questa deve essere una regola valida per tutti". "Assistiamo invece - continua - ad atti dello Stato centrale che giudicano e penalizzano le realtà locali, autoassolvendo nel contempo le inadempienze dei Ministeri". "Per i Comuni - sostiene ancora Chiamparino - già oggi esistono norme che individuano costi standard per le prestazioni (cosa che non esiste per i ministeri) ed a breve gli enti locali saranno chiamati a rispondere del loro mancato rispetto, mentre i ministeri potranno continuare indisturbati a sperperare risorse pubbliche".

Parla infine di "pasticcio elettorale" anche Francesco Boccia, coordinatore delle Commissioni Economiche del Gruppo del Pd alla Camera. "Se il federalismo esalta le autonomie - afferma - la reazione di Comuni e Regioni dimostra che il decreto approvato oggi va in direzione completamente opposta. Il Consiglio dei ministri è riuscito nell'unico obiettivo di mettersi contro tutti, varando un provvedimento unilaterale che va completamente riscritto: è solo un gran pasticcio da campagna elettorale".