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Elezioni 2008: RIFIUTO o RESTITUZIONE delle schede contro "la truffa del premio di maggioranza indefinito" e il mancato controllo di legittimità costituzionale della legge elettorale

Ultimo aggiornamento: 14/03/2008
Con la sentenza N. 15 del 2008 di ammissibilità del referendum abrogativo in materia di legge elettorale, la Corte Costituzionale, pur premettendo di non poter esprimere in quella sede giudizio di legittimità costituzione in riferimento alla legge di risulta e alla legge elettorale vigente, ha segnalato al Legislatore "gli aspetti problematici di una legislazione che non subordina l'attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti e/o di seggi".
Di fronte ad un simile allarme, logica e correttezza costituzionale avrebbero dovuto imporre l'immediato approfondimento delle questioni sollevate. Percorso che avrebbe dovuto necessariamente concludersi con un pronunciamento di legittimità costituzionale da parte della Consulta.
Ad oggi, invece, di tutto ciò non è avvenuto nulla.

Ma non solo. Causa i limitati modi di accesso al controllo di costituzionalità delle leggi, è oggi impedito agli elettori di poter in qualche modo sollevare la questione presso la Consulta. Si vedano anche l'ultima sentenza del Tar del Lazio N.1855/2008 e il successivo appello al Consiglio di Stato che hanno dichiarato inammissibile un ricorso sulla legge elettorale per "difetto di giurisdizione".
A conferma del preoccupante quadro d'illegalità costituzionale prefigurato, infine, la scelta delle forze politiche maggiori.
Saltati per loro espressa volontà gli accordi per delle ampie coalizioni, è forte il rischio che alle prossime elezioni il 55% dei seggi della Camera dei Deputati venga assegnato ad una delle due liste maggiori, in coalizione soltanto con forze marginali che, dalle previsioni che è oggi possibile fare, non arriverà a raggiungere il 45% dei consensi dei voti validi. Quale che sarà quindi il vincitore delle prossime elezioni, è facile oggi prevedere l'assegnazione di un premio di maggioranza, in seggi, che potrebbe superare il 10-15%.
Un "regalo" di seggi evidentemente spropositato, così come pure evidenziato nell'allarme lanciato dalla Corte Costituzionale.
Per queste ragioni, per le elezioni del 13-14 aprile il sito Riforme Istituzionali  propone di recarsi nei seggi per assolvere al dovere civico dell'esercizio del diritto di voto, rifiutando o restituendo le sole schede per l'elezione per il rinnovo del Parlamento e chiedendo la verbalizzazione delle ragioni del non ritiro o restituzione.

Testo da scrivere o da allegare al Verbale della Sezione
(per l'esperienza avuta con un'analoga iniziativa alle elezioni del 2001, si consiglia di arrivare nei seggi con 2 copie già pronte da allegare ai verbali di sezione)

Con la sentenza N. 15 del 2008 di ammissibilità del referendum abrogativo in materia di legge elettorale, la Corte Costituzionale, pur premettendo di non poter esprimere in quella sede giudizio di legittimità costituzione in riferimento alla legge di risulta e alla legge elettorale vigente, non ha potuto esimersi dal segnalare al Legislatore aspetti problematici in riferimento ad "una legislazione che non subordina l'attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti e/o di seggi".
In seguito a questa esplicita forma di censura della legge elettorale vigente, logica e correttezza costituzionale avrebbero dovuto imporre, come prioritario, l'esame approfondito della questione segnalata dalla Corte Costituzionale.
I limiti presenti nell'attuale sistema di accesso al controllo di costituzionalità delle leggi, però, sono tali da impedire l'uso della normale via giudiziaria per poter sollevare la questione di legittimità costituzionale della legge elettorale, come per altro confermato dalle sentenze del TAR del Lazio N.1855/2008 e successivo appello al Consiglio di Stato.
In assenza, quindi,
- di forme di accesso alla Corte Costituzionale in grado di garantire al singolo elettore di poter attivare il controllo di costituzionalità,
- e visto, in ogni caso, il mancato pronunciamento della Consulta sulla legge elettorale vigente che, soltanto, avrebbe potuto oggi assicurare la correttezza delle elezioni per il rinnovo del Parlamento,
- e vista la concreta possibilità, per il venire meno delle ampie coalizioni, che il premio di maggioranza che verrà assegnato alla lista o alla coalizione vincente potrebbe superare il 10-15%,
mi trovo costretta/o alla restituzione al Presidente di sezione della scheda per l'elezione della Camera dei Deputati e, per analoghe ragioni, della scheda per l'elezione del Senato della Repubblica, senza che queste possano essere considerate valide ai fini del voto. Altresì, invito tutti gli organi competenti ad esaminare la questione e, nel caso ne verificassero la fondatezza, ad agire di conseguenza non proclamando validi i risultati della consultazione elettorale.