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di Franco Ragusa
Elezioni: Lettere da inviare alle Istituzioni Stampa E-mail
Rifiuto schede elezioni 2008
Scritto da www.riforme.info   
Sabato 08 Marzo 2008 17:00
Indice
Elezioni: Lettere da inviare alle Istituzioni
- Violazione per l'uso del simbolo
- Mancato controllo di legittimità costituzionale della legge elettorale
- Richiesta di garanzie al Ministro dell'Interno
Tutte le pagine
Ultimo aggiornamento: 14/03/2008
Proposta di lettere da inviare alle Istituzioni per segnalare le iniziative che come singolo elettore verrano intraprese in caso di:
- presenza sulle schede elettorali di simboli elettorali in palese contrasto con l'impianto costituzionale;
- assenza di un pronunciamento della Corte Costituzionale circa la legittimità costituzionale della legge elettorale prima della scadenza elettorale.

Lettera per richiesta di garanzie, infine, al Ministro dell'Interno Amato.

Per la Presidenza della Repubblica, del Consiglio e della Camera dei Deputati è possibile utilizzare i form presenti sui rispettivi siti:

www.quirinale.it
- Presidente del Consiglio - www.governo.it - Presidente della Camera dei Deputati
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Maria Paola  - Bravi   |2008-03-07 15:58:07
Continuate così.

Date delle informazioni veramente uniche.

Grazie
denis  - allora cosa fare per non dare vantaggi politici   |2008-03-24 17:46:42
allora cosa fare per non dare vantaggi politici senza dare troppo nell'occhio???? le schede nulle alla fine mi sembrra di aver capito che non servono a nulla
riforme.info   |2008-03-24 18:33:07
Se non vuole dare nell'occhio, tutto quello che farà nella vita non servirà mai a nulla.
Se non vuole quindi dare nell'occhio, rimanga a casa oppure annulli nel segreto della cabina.
Se vuole invece comunicare il suo "Io non ci sto", si dovrà rassegnare a metterci il proprio nome.
A meno che la sua non sia una provocazione per invitare a votare "non si sa bene chi" e "perché"? "per danneggiare chi"?
Egidio  - conseguenze del "non-voto"   |2008-03-30 13:59:39
Questa iniziativa è molto importante, ma non mi sono chiare diverse cose: quali potrebbero essere ad esempio le conseguenze personali di questa operazione (restituzione scheda- verbalizzazione protesta)? Cioè dopo aver agito come si è proposto, posso avere delle ripercussioni su concorsi pubblici, controlli fiscali....? In tal caso infatti esiste una normativa che limita la partecipazioni a specifiche attività solo a coloro che hanno votato alle elezioni politiche per un numero minimo di volte?
Dove posso trovare il testo della legge che regola questa iniziativa del restituire la scheda e verbalizzazione della protesta?
grazie mille....saluti
riforme.info   |2008-03-30 19:54:45
L'esercizio del voto è un "dovere civico", ma non ci sono conseguenze per chi non lo esercita.
Per altro, nel recarsi nei seggi e chiedere che venga verbalizzata una protesta, ciò che si ribadisce è la volontà di poter esercitare questo diritto-dovere nel pieno rispetto delle tutele costituzionali, cioè in maniera reale e non finta.
Possibili effetti vendicativi da parte del sistema? Personalmente non né ho subiti in conseguenza di quanto fatto nel 2001.
Per quanto riguarda, infine, i riferimenti normativi, ci sono numerose pagine sul sito che ne trattano.
federico  - rifiuto schede   |2008-04-07 16:20:36
La mia cultura civica, il profondo rispetto della politica e delle Istituzioni latu sensu, non mi autorizza ad un indiscriminato astensionismo realizzabile con il mio non presentarmi al seggio. Chiedo alla Giunta delle Elezioni della Camera dei Deputati che si pronuncerà sul mio presente gesto di interpretarlo come affezione alla politica e ossequio al sistema; e non come una qualunquistica reazione di rifiuto. Azione democratica di un giovane cittadino rispettoso delle Istituzioni; che avverte una grave degenerazione nei costumi politici e democratici della Repubblica.
Non ho una mentalità astensionista ma partecipativa, mi è difficile astenermi: il voto ha un senso, e quindi anche il mio non voto. L'astensione ha qui il senso di un ricorso alle garanzie costituzionali. Di fronte all'uso spregiudicato e lesivo delle garanzie costituzionali, la necessità di astenersi in modo motivato e certificato è divenuto, più che un diritto, un dovere. Visto pertanto l’articolo 48 della Costituzione della Repubblica Italiana sono qui ad esercitare il mio dovere civico di cittadino italiano.
Se “il voto è una manifestazione di volontà”, ritenere che esso esiste solo quando, incardinandosi nella rappresentanza fisica, esprime un consenso, non è forse una diminutio del potere democratico di giudizio degli elettori ?

PERTANTO

- Visti gli articoli 56 e 58 della Costituz...

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