12 | 12 | 2019

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Notizie - Opinioni - 2013

Notizie - Opinioni - 2013

Conflitto di attribuzione: oggi sentenza ad personam (si deve) pro-Napolitano, domani vedremo

Lunga ed ampiamente argomentata la sentenza della Corte Costituzionale, la prima del 2013, sul conflitto di Attribuzione sollevato dal Presidente Napolitano nei confronti della Procura di Palermo e sul quale i giudici costituzionali si erano già sommariamente espressi dichiarandolo fondato, in quanto "non spettava ai PM di valutare la rilevanza delle intercettazioni, né di omettere di chiederne al giudice l’immediata distruzione ai sensi dell’articolo 271 del codice di procedura penale".
 
Uno sforzo notevole quello compiuto dalla Corte Costituzionale, ma non per questo del tutto convincente. Anzi, rimane forte l'impressione che sull'esito del giudizio abbiano pesato considerazioni di opportunità politica.
Non possono sfuggire a nessuno, del resto, le drammatiche conseguenze che vi sarebbero state nel caso la Consulta si fosse pronunziata contro le ragioni del conflitto sollevato dal Presidente Napolitano; in una fase, peraltro, dagli equilibri politico-istituzionali estremamente fragili. 
Ma a rafforzare i dubbi sono soprattutto le poche righe a conclusione della sentenza, di segno totalmente opposto alle tantissime parole spese in precedenza.

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Sartori: «Politica ostaggio della demagogia»

Da Bersani a Monti, i leader inneggiano alla società civile. Il politologo Sartori avverte: «Avremo l'Aula piena di dilettanti».

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La riforma Fornero sui licenziamenti illegittimi sbarca al tribunale di Milano, muratore perde il posto

La violazione dell'obbligo di repechage rende illegittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ma la conseguenza è solo un'indennità risarcitoria in favore del lavoratore licenziato (e non la sua reintegrazione), se la soppressione del posto di lavoro è effettiva.

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Par condicio, difficile da controllare se il controllore lo nominano i partiti

Di Marco Mele
La par condicio è una delle leggi meno rispettate della Repubblica. La legge, nata nel 2000 su un primo impulso dell'allora presidente Oscar Luigi Scalfaro, che pronunciò per primo il termine "par condicio", si basa su principi chiari ma di problematica attuazione.
Da una parte, un conflitto d'interessi non risolto pone il problema di un gruppo televisivo, Mediaset, che ha per maggiore azionista un leader politico che è, di volta in volta o Presidente del Consiglio o capo dell'opposizione. E ha avuto modo di nominare per anni la maggioranza del Cda Rai e, a cascata, le relative scelte dei direttori di reti e testate. Da qui le "ospitate" fatte contattandoli direttamente.
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